giovedì 26 marzo 2020

Il bazooka americano



Mentre il blocco delle attività per contenere la diffusione della epidemia virale negli Stati Uniti procede Sato dopo Stato, il Senato ha approvato (96 - 0) il Coronavirus Aid, Relief ed Economic Security Act, il piano di aiuti alle famiglie e alle aziende, sotto forma di assegni di sostegno al reddito, rafforzati sussidi di disoccupazione, prestiti e salvataggi per imprese grandi e piccole, fondi per ospedali e sistema sanitario. Da ricordare che il 27% dei lavoratori americani non ha diritto al salario in caso di malattia.

Di fronte alla prospettiva del collasso delle attività economiche e di livelli di disoccupazione che potrebbero essere vicini a quelli della Grande Depressione degli anni 1930 – e dei disordini sociali che ne conseguirebbero – i repubblicani e i democratici hanno trovato l’accordo sul piano d’intervento finanziario, pari a oltre il 9% del Pil, oltre il doppio del piano di ricostruzione adottato dopo la grande crisi finanziaria del 2008.

Il cambiamento rispetto alla prima versione proposta da McConnell e dai repubblicani la scorsa settimana prevede un’espansione delle indennità di disoccupazione per il numero in rapida crescita di lavoratori licenziati.

Il numero di lavoratori che hanno presentato nuove domande d’indennità di disoccupazione dovrebbe salire a oltre tre milioni questa settimana, con un aumento di oltre dieci volte rispetto alla settimana precedente, ma è solo l’inizio di quello che seguirà nelle prossime settimane.

Prima misura: pagamenti federali immediati e diretti per la maggior parte degli americani, pari a 1.200 dollari per adulto e 500 per bambino, vale a dire fino a 1.200 dollari a scalare sopra redditi di 75.000 dollari l’anno, fino a svanire a 99.000. I pagamenti devono essere distribuiti dall’Internal Revenue Service a chiunque abbia presentato una dichiarazione dei redditi nel 2018 o 2019, nonché ad una certa quota di coloro che erano troppo poveri per presentare la dichiarazione.

La seconda misura è un sostanziale supplemento federale temporaneo alle indennità di disoccupazione, che sono amministrate dagli Stati. Il governo federale aggiungerà fino a 600 dollari a settimana ai benefici stabiliti dagli Stati, che a loro volta oscillano in media da 200 in Mississippi a un massimo di 515 in Massachusetts. Il supplemento federale dovrebbe durare quattro mesi, terminando ai primi di agosto per i lavoratori che presentano richieste questa settimana.

Il costo totale di queste due misure è di 550 miliardi: 300 per i pagamenti diretti e 250 per l’aumento delle indennità di disoccupazione. La quota maggiore del pacchetto da 2 trilioni va per le aziendali e il settore commerciale.

Tali disposizioni includono 500 miliardi per i salvataggi aziendali, con circa 75 miliardi destinati a settori specifici, tra cui 50 miliardi per le compagnie aeree passeggeri, 8 miliardi per le compagnie aeree cargo, 17 per settori strategici per la sicurezza nazionale (leggi: Boeing).

I democratici si opponevano al fatto che i 500 miliardi per le aziende fossero sotto il controllo esclusivo del segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, e anche i nomi delle compagnie che ricevono aiuti rimanessero segreti per almeno sei mesi. Hanno quindi accettato un compromesso in base al quale l’auditing (il controllo) deve essere svolto da un ispettore generale indipendente, vale a dire lo stesso metodo impiegato durante il salvataggio di Wall Street nel 2008-2009, e la supervisione di un panel di cinque membri nominato dai leader del Congresso.

Alle società che riceveranno i fondi sarà vietato il riacquisto di azioni e il pagamento dei dividendi per un anno dopo il rimborso dei prestiti e dovranno impegnarsi a mantenere fino al 30 settembre i livelli di occupazione in vigore il 24 marzo, ma solo “nella misura del possibile” (una scappatoia che rende nulla la norma) e comunque sarà impedito di tagliare l’occupazione oltre il 10 per cento.

I 500 miliardi non rappresentano in realtà una misura adeguata dell’entità del salvataggio. Infatti, oltre ai 75 miliardi per i trasporti, i rimanenti 425 miliardi verranno utilizzati per sottoscrivere prestiti della Federal Reserve a società, approvate da Mnuchin, su una scala molto più ampia, stimata da vari analisti che vanno da 2  ai 4 trilioni.

Altri 367 miliardi sono destinati alla media-piccola impresa, sebbene queste aziende possano impiegare fino a 500 lavoratori, un limite che consentirà a molti hedge fund e società di private equity di qualificarsi per ottenere fondi. La holding personale di Trump, la Trump Organization, probabilmente si sarebbe qualificata ma per una disposizione speciale inserita nel disegno di legge, renderà inammissibili le società partecipate, con oltre il 20%, del presidente, del vicepresidente o dei membri del Congresso (in Italia una simile esclusione avrebbe fatto gridare alla discriminazione e peggio!).

Altri 50 miliardi sono stanziati per un credito d'imposta sul mantenimento dei dipendenti per le imprese che manterranno i lavoratori in esubero sul libro paga piuttosto che licenziarli. I dettagli restano da chiarire.

Quasi 500 miliardi verranno impiegati per i costi immediati nella lotta contro l’epidemia di coronavirus e altri bisogni sociali. Tale somma comprende 207 miliardi per i governi statali, locali e distrettuali, come i distretti scolastici e le agenzie di trasporto pubblico; 130 miliardi per ospedali e strutture sanitarie pubbliche; 45 miliardi per il fondo di soccorso catastrofi dell’agenzia federale di gestione delle emergenze; 41 miliardi per acquisto ulteriori dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari e per rifornire la scorta nazionale di emergenza di tali materiali. 

Ci sono importi minori per gli aiuti agli agricoltori e per altri servizi sociali, tra cui buoni pasto e l’alimentazione infantile (negli Usa i food stamps riguardano “normalmente” oltre 45 milioni di persone), agli studenti per differire i pagamenti del prestito per sei mesi con gli interessi esentati, ecc.. Ci sono 100 milioni per il National Endowment for the Arts e il Kennedy Center for the Performing Arts, una disposizione che ha scatenato gli ululati dei media di ultra-destra, sebbene rappresenti una percentuale irrisoria del pacchetto.

Intanto in Europa come procedono le estenuanti trattative tra Stati? Partoriranno il topolino, ma con calma. Pagare e morire c’è sempre tempo.

10 commenti:

  1. alla camera deve ancora passare, puòdarsi qualche modifica

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    1. entro domani la camera approverà. non credo a sostanziali modifiche

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  2. Però però! Questi States così puntualmente messi in cattiva luce da lei, ora li elogia?
    Ci vedo una perfida ironia in ciò.

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    1. no, è solo un obiettivo raffronto con il tira e molla europeo

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  3. https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2020/03/26/coronavirus-ue-consiglio-europeo-in-videoconferenza-live-dalle-16_e2181d27-4f3d-4f46-ab53-1c70525bfb42.html

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    1. alla fine si vedrà quante mele ci saranno nella cesta

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  4. Danni Askini è la donna americana contagiata dal Covid-19 che è riuscita a guarire. Non coperta da assicurazione sanitaria (come 27,5 milioni di americani) ha ricevuto una fattura di 34.927,43 dollari (circa 33.000 euro) per le cure e test a cui è stata sottoposta. La notizia apparsa sul Time è stata ripresa da vari giornali italiani.

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  5. fattura richiesta a fronte di:"130 miliardi per ospedali e strutture sanitarie pubbliche"

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  6. neanche il topolino

    è inevitabile che una tentata aggregazione imperialista eserciti l'imperialismo al proprio interno ma se voleva diventare davvero un polo di rilevanza mondiale doveva farlo con lungimiranza che non ci poteva essere, alla faccia dell ideale europeista

    paradossalmente saranno proprio i mercati a rifornire l' EU di nuovi motivi di convergenza almeno su ESM e o nuove misure

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