Avrei voluto stupirvi con un post sull’attualità internazionale, ma ho letto con quale enfasi è stata
data la ridicola notizia di un possibile attacco russo di droni contro l’Italia. Quindi di un criminale genocida che ci dice ciò che è bene e ciò che è male dallo scranno dell’ONU. C’è chi se lo
merita eccome questo giornalismo e questo mondo di Netanyahu.
Perciò ripiego sull’attualità interna, dove sembra si scopra
oggi, anno domini 2026, che dalla metà contribuenti viene solo il 5% dell’IRPEF e 9 milioni
non la pagano, oltre due terzi versa solo il 20% dell’intero gettito dell’imposta (*).
In altri termini, ossia in altri numeri, 24,8 milioni, il 46% degli italiani, non ha redditi, non
paga tasse e vive a carico della collettività e tuttavia beneficia gratuitamente di tutti i servizi
dello Stato e delle Regioni, dalla scuola alla sanità. Il 5% più ricco della popolazione detiene
quasi la metà (circa il 49%) della ricchezza nazionale, evidenziando una forte concentrazione
interna a fronte di salari reali frenati non solo dall’inflazione, ma da politiche economiche
“competitive” nell’impossibilità di svalutare la moneta propria (che non esiste), e in definitiva da una distribuzione della ricchezza di stampo medievale.
Un Paese di pezzenti. Salvo che per l’ABI: la ricchezza netta italiana è pari a 8 volte il reddito
disponibile, un dato superiore alla media dell’area euro (7,5 volte) che testimonia la solidità
patrimoniale accumulata storicamente. Va bene, incide la proprietà della prima casa. Ma
perché la tassazione sui conti correnti è uguale per tutti, per chi ha 5k e chi ha un milione o
più? Perché la tassazione sul portafoglio titoli è uguale per tutti, ossia un misero 0,2 per
mille?
Ancora: perché le donazioni e successioni, con consistenti franchigie, sono tassate
mediamente dal 4 al 6 per cento? Perché il capitale liquidato sulle polizze di rischio vita, in
caso di morte dell’assicurato, è esente da IRPEF (per non parlare degli escamotage degli
investimenti finanziari travestiti da polizza)? Ce lo chiede l’Europa? Per non dire poi del
cosiddetto zainetto fiscale, con il quale si può recuperare/compensare plusvalenze e
minusvalenze generate dal capitale di rischio (azioni/obbligazioni, derivati, “certificate”,
ecc.), ossia capitale speculativo.
Eccetera, eccetera, eccetera.
Mi chiedo, perché tanto stupore e tutta questa enfasi mediatica? È una situazione nota da
decenni. Si sta pensando a qualche intervento, ovviamente “mirato”, per metterlo in culo
ancora e sempre ai redditi medio-bassi? Destra, sinistra, centro, sopra e sotto, la situazione
non cambia e non può cambiare. C’è il “pilota automatico”, disse cinicamente ma con divertita sincerità “il candidato PdR trombato”.
In questo caso il “pilota” non è la UE o la BCE, ma la effettiva dittatura di ceti sociali e
corporazioni che votano. Il voto non paga, ma ciò vale per tutti gli altri. Lo zoccolo duro
regge, per il momento, e reggerà finché alla maggioranza di questo Paese di
arlecchini & ipocriti, tutto sommato le cose stanno bene così.
(*) Il gettito Irpef complessivo generato dagli immigrati tocca i 12,6 miliardi di euro, su un
totale complessivo nazionale di 193,316 miliardi, ossia circa il 6 per cento. Il numero degli
immigrati in Italia si aggira sui 9,1 milioni. La stima è mia sulla base dei dati pubblicati.