martedì 17 febbraio 2026

Ragionare non è più di moda

 

Non mi riferisco solo alle comiche zuffe sul referendum qui da noi, ma a cose di ben più grave rilievo e alle quali quasi nessuno (qui in Italia) presta attenzione, almeno fino al giorno in cui la realtà (un’Europa in mimetica e ancor più tedesca, per esempio) non suonerà al campanello di casa nostra. E allora gli “esperti” a gettone spunteranno come funghi tossici, a spiegarci che ci vuole più geopolitica, e ciò vuol dire intensificare le tattiche di questa politica.

A Monaco, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha deriso l’esercito russo, definendo la sua avanzata in Ucraina “appena più veloce di una lumaca da giardino”. Poi ha rincarato: “Questo cosiddetto orso russo non esiste”. Molto bene, possiamo stare tranquilli, l’era transatlantica è tutt'altro che finita, e che cosa questo significhi per il mondo è facile da intuire.

A dicembre, lo stesso Rutte aveva affermato: “Siamo il prossimo obiettivo della Russia”. Due generali con più stelle di un resort pugliese, l’ispettore generale delle forze armate tedesche e il capo di stato maggiore britannico, avevano appena detto che la Russia, malvagia come la conosciamo, sta preparando le sue forze armate a una possibile escalation del conflitto al suo confine occidentale. Questo è estremamente pericoloso, dicevano, e aumenta il rischio di guerra. Cosa fare? Riarmarsi, aumentare la prontezza militare e continuare a mandare truppe nell’Europa orientale, in Lituania, Lettonia, Estonia, proprio dove passa il confine occidentale della Russia.

E se fosse proprio questa la causa, l’invio di truppe e aerei ai confini con la Russia a provocare il consolidamento russo ai propri confini? Dicevo che ragionare è passato di moda, la propaganda prende tutto quello che può. Anche se si tratta solo dell’affermazione che l’oppositore russo Alexei Navalny sia stato assassinato con una secrezione di una rana velenosa sudamericana.

La cosa è curiosa: nessuno sa come i campioni di tessuto del suo corpo siano arrivati in Occidente. Nessuno può sapere se siano stati manipolati, ammesso che siano autentici. Le prove serie avrebbero un aspetto diverso. Ma non importa: la teoria della rana, lanciata giusto in tempo per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, contribuisce a legittimare la corsa agli armamenti. Come detto, a nessuno è permesso iniziare a usare il cervello.

lunedì 16 febbraio 2026

È mancato solo il Sieg Heil

 

Alla conferenza di Monaco, Ursula von der Leyen, non sapendo cosa dire di originale, s’è buttata sul comico, celebrando il “risveglio europeo”. Ha dichiarato che l’economia russa è “sostanzialmente indebolita”. Quella europea invece scoppia di salute. Attenzione alle schegge.

Il presidente francese Macron ha scoperto l’acqua calda, sostenendo la necessità di fare dell’Europa una “potenza geopolitica” (vaste programme) e ha promesso ulteriori colloqui sulla deterrenza nucleare. Già vedo i mangiarane condividere le chiavi della Force de frappe con i mangiacrauti.

Secondo Le Monde, la Germania ritiene che gli sforzi della Francia per aumentare la spesa per la difesa siano “insufficienti” e la invita a “fare risparmi”, in particolare nei programmi sociali. Testuale.

Il premier britannico, Keir Starmer, ha chiesto di prepararsi a “combattere” la Russia con qualsiasi mezzo. Forse non ha chiaro che la Russia con un solo ordigno nucleare può cancellare l’Inghilterra dal mappamondo. Starmer ha anche annunciato che il Regno Unito avrebbe schierato il suo gruppo d’attacco di portaerei nell’Atlantico settentrionale e nell’Artico e avrebbe rafforzato la cooperazione nucleare con la Francia.

I 27 Stati membri dell’UE hanno speso circa 320 miliardi di euro per la difesa lo scorso anno, rispetto ai 200 miliardi di euro prima del 2022. E in vista vi sono ulteriori aumenti: solo prima di Natale, il Bundestag ha approvato ordini per carri armati, aerei, navi e altri equipaggiamenti per un valore di oltre 70 miliardi di euro. Non sono pazzi, sono tedeschi.

Nel suo discorso di sabato a Monaco, il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha espresso soddisfazione per gli sforzi dei membri dell’UE e della NATO: “Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l'Europa debba sopravvivere”. Grazie amico, queste sono parole che vengono dal cuore.

Ha aggiunto che “le migrazioni di massa” stanno “destabilizzando” i paesi occidentali, ha criticato il “culto del clima” e ha messo in guardia dalla “deindustrializzazione”. Guardasse in casa sua, che qualche problema ce l’hanno.

Per 500 anni, l’Occidente si è espanso fino al 1945, poi si è “ritirato”. La conseguenza: “I grandi imperi occidentali sono entrati in un declino fatale, accelerato da rivoluzioni comuniste senza Dio e rivolte anticoloniali che hanno trasformato il mondo e coperto ampie zone della mappa con la falce e il martello rossi”. Nel Main Kampf, fatta eccezione per il riferimento a Dio, Rubio deve aver letto qualcosa del genere.

Quindi: gli Stati Uniti non vogliono essere “amministratori educati e ordinati di un declino occidentale”. Pertanto, non vogliono nemmeno che “i nostri alleati siano deboli, perché questo ci renderebbe più deboli”. L’offerta di diventare partner minoritari di una superpotenza è stata accolta con una standing ovation a Monaco.

Sempre secondo Le Monde: “tre leader tedeschi – Boris Pistorius, Ministro della Difesa; Johann Wadephul, Ministro degli Esteri; e Markus Söder, Ministro-Presidente della Baviera – seduti in prima fila, hanno salutato con la standing ovation alzandosi. Il riflesso è stato lo stesso dietro di loro: la maggior parte del pubblico, composto da una quarantina di funzionari e rappresentanti eletti americani mescolati all’establishment diplomatico e della difesa europeo tradizionalmente atlantista, si è alzata in piedi”. È mancato solo il Sieg Heil, ma tempo al tempo.

Per doverosa informazione: il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha sostenuto il rafforzamento delle Nazioni Unite, della cooperazione e del multilateralismo. Con quanta sincerità non sappiamo, ma se non altro non s’è unito al coro plutocratico di tendenze autoritarie. Perché, nella distrazione generale, è di questo che si tratta.

Un po' di ottimismo

 

Se la razionalità contasse qualcosa, vista la crisi industriale “che spinge la cassa integrazione”, i bassi salari (bassi prima, adesso e lo saranno anche dopo), questo governo dovrebbe essere alle battute finali. Poi leggi: “Piazza Affari sempre più generosa, nel 2026 distribuirà dividendi per oltre 42 miliardi”. Beh, 700 euro a cranio, neonati compresi, è pur sempre un po’ d’ossigeno.

E invece si tratta della distribuzione di cedole agli azionisti delle principali società quotate in Borsa, come già nel 2025 per un importo lievemente inferiore. In testa le due banche monopoliste, Intesa e Unicredit, quindi le società del settore utility ed energia (leggi bollette). La Borsa di Milano supera quella di Madrid, che era stata regina nel 2025, ma anche quella di Parigi, e pure l’indice paneuropeo Stoxx 600.

Insomma, come direbbe una massaia parsimoniosa, uno dividend yield a 4,32%, contro quello medio europeo al 2,94. Ma attenzione, le cedole sono al massimo storico anche nel mondo: 2.300 miliardi. Una corsa sfrenata che prosegue ininterrotta da oltre un decennio, scrive il giornale dei padroni italiani, il quale precisa che “il 2025 è stato il quinto anno consecutivo da record per le distribuzioni e la striscia potrebbe proseguire anche nei prossimi dodici mesi, salvo sorprese”.

Ma a noi, che in questi giorni grassi di carnevale ci abbiamo i coriandoli anche tra le chiappe, che ce frega? Nemmeno la scoperta di un villaggio vichingo nel cratere Perepelkin, sul lato nascosto della Luna, ci distrarrebbe dal carnevale e dalla vacanza sulla neve. È vero, la settimana bianca costa sempre di più, dunque non ci resta che il week-end, e però sui monti non si trova una camera libera fino a dopo pasqua. E già si deve pensare al pontazzo tra fine aprile e il primo maggio, quindi prenotare per l’estate e altre frivolezze permesse dalla bella stagione.

C’è ancora molta gente soddisfatta del presente e che già pensa ai lucrosi dividendi del futuro. Il grande Gatsby è ancora nel menù, probabilmente un suo surrogato all’aceto balsamico. Nessun rimprovero, nessun ridicolo moralismo, ognuno di noi vive come vuole e come può, intrappolato nella rete che chiamiamo società. Nessuno è obbligato ad avere negli occhi le preoccupazioni del mondo. Tra un po’ saremo morti e sarà come se non fossimo mai passati di qua.

domenica 15 febbraio 2026

Lezioni di chimica

I Giochi olimpici invernali termineranno domenica prossima, e con essi anche la distribuzione gratuita di preservativi griffati. Neanche il tempo di tirare il fiato, e inizierà Saneremo. Quindi saremo nel pieno della querelle referendaria. Sempre se Trump nel frattempo o subito dopo non ci delizierà con qualche fuoco d’artificio. Insomma, come già succede a Gaza da qualche anno, non stiamo vivendo anni monotoni e di noia.

Navalny, strenuo oppositore di Putin e difensore dei valori democratici occidentali IGP, si dice sia stato messo a tacere usando l’epibatidina, un potente analgesico prodotto naturalmente da un batrace amazzonico. I russi son fatti così, sono esotici e hanno l’anello pirimidinico al naso. Noi della nazione italica, invece, abbiamo nel nostro acido desossiribonucleico “il rispetto per gli altri”, specie se sono negri di stampo etiope (Meloni, salutame a zio Rodolfo).

Che vi devo dire, il nostro è un mondo al contrario, dunque alla fine ha ragione quell’avanzo di caserma che si firma con una ics. Mi convinco sempre più che le scie chimiche siano una realtà che ci viene nascosta e che abbiano un ruolo importante nelle nostre vite. Sicuramente respiriamo qualcosa di tossico, altrimenti non si spiegano certi comportamenti, per esempio quello della mia parrucchiera quando apre un dibattito con Alexa.

Le scie chimiche furono scoperte già nel 1749 da uno pneumologo australiano. Tuttavia, poterono essere utilizzate su larga scala solo dopo l’invenzione dei fratelli Wright (solo due, dei cinque fratelli). Le scie contengono il 3% di alluminio, il 7% di mercurio, il 19% di formaggio Bastardo del Grappa, il 2% di bario, il 4% di adrenocromo, il 6% di etilene di bromuro e fosfato di magnesio e il 59% di fumo di Londra.

I negazionisti delle scie chimiche sostengono che in realtà sono innocue scie di condensazione. Tuttavia, ciò è impossibile perché il latte condensato è più pesante dell’aria e pioverebbe immediatamente. La Fondazione Bill & Melinda Gates investe ogni anno diversi miliardi di dollari nella ricerca di un vaccino contro le scie chimiche.

Secondo il prof. Zichichi, recentemente asceso al cielo, esiste un’alta probabilità che la cosiddetta Stella di Betlemme, che guidò i Magi dall’Oriente fino al neonato Gesù, fosse una scia chimica.

Una teoria del complotto confutata da anni sostiene che le scie chimiche non esistano affatto. Sarebbero un’invenzione dell’industria delle piramidi di orgonite per vendere la loro spazzatura a prezzi elevati agli idioti.

sabato 14 febbraio 2026

La Conferenza di Monaco

Già il nome, Conferenza di Monaco, non è di buon auspicio. E se vi fosse ancora qualche dubbio sulle buone intenzioni germaniche, esso si è dissolto ieri. Il presidente della conferenza, Wolfgang Ischinger, ha chiesto al cancelliere tedesco Friedrich Merz il perché gli “europei” non avessero parlato direttamente con Mosca. Merz ha risposto che la Russia doveva prima essere “esaurita economicamente e militarmente”. Goebbles sarebbe orgoglioso sulla scelta accurata dei sinonimi.

Nel suo discorso sulla politica estera e di sicurezza tedesca, Merz rifletteva sulla sua idea basata su un approccio che prevede tre fronti contro le grandi potenze USA, Russia e Cina, con la Russia, come detto, da sconfiggere anche militarmente. I media hanno immediatamente definito quello di Merz un discorso programmatico. C’è più di un Trump col cerino acceso all’interno della polveriera, ma sembra che di ciò non vi sia quasi nessuno a preoccuparsene.

Merz ha iniziato il suo discorso con la favola propagandistica di un mondo idilliaco prima della guerra russa in Ucraina nel 2022 e della seconda presidenza di Donald Trump, che non ha menzionato per nome. Come è tipico di questa narrazione, non ha menzionato nessuna delle guerre istigate dall’Occidente dalla fine dell’Unione Sovietica nel 1991.

Negli ultimi decenni, la politica estera tedesca ha “spesso avvertito, preteso e rimproverato”, ma non si è preoccupata a sufficienza “della frequente mancanza di mezzi per porre rimedio alla situazione” di un mondo in crescente interconnessione ma che si stava allontanando dalla regolamentazione giuridica e dalla pacificazione delle relazioni tra gli Stati. Con quali Merz “mezzi” vuole far fronte a ciò è facile intuire.

Ha spiegato cosa ciò significhi in quattro punti, definiti il Programma di Libertà: al di sopra di tutto, e in primo luogo, la forza militare. Il Cancelliere ha ribadito di voler fare della Bundeswehr “l’esercito convenzionale più forte d’Europa il più rapidamente possibile”. Inoltre, intende ridurre la dipendenza da materie prime e tecnologie e rafforzare i servizi segreti.

Secondo: rafforzamento dell’UE sotto la guida tedesca. All’interno della NATO, dovrebbe essere creato un “pilastro forte e autosufficiente dell’alleanza”. Ha inoltre annunciato di aver avviato “colloqui riservati sulla deterrenza nucleare europea” con il presidente francese Emmanuel Macron. Il suo governo, ha sottolineato, era consapevole degli “obblighi legali” della Germania su questo tema.

Terzo: “Vogliamo stabilire un nuovo partenariato transatlantico”, basato sulla rinnovata forza dell’UE, sottolineando: “Non crediamo nei dazi e nel protezionismo, ma nel libero scambio”. Applausi. Respinge la guerra culturale (??) del movimento MAGA e propone che entrambe le sponde dell’Atlantico debbano convenire che “Insieme siamo più forti”. Questa linea di condotta deve essere “concreta”, non “esoterica”. Che a Washington e dintorni si punti invece a un rafforzamento economico interno e a tener distinte Russia e Cina sembra non interessare Merz.

Merz si è rivolto al Primo Ministro danese Mette Frederiksen, presente, e ha affermato che la nuova forza dell’UE era già stata evidente nella questione della Groenlandia. In ogni caso, l’UE deve superare la sua eccessiva dipendenza dagli Stati Uniti. Su questo punto si potrebbe essere d’accordo, salvo la pretesa della Germania di essere la guida europea come grande potenza militare convenzionale e in prospettiva anche nucleare. Esperienze del genere si sono già fatte nel recente passato e non sono finite bene per l’Europa e il mondo, tanto più che alla base del progetto germanico è posta la conquista economica e militare dello “spazio vitale” verso Est.

Come quarto punto del suo programma, Merz ha menzionato la creazione di una “forte rete di partnership globali”, anche senza un completo allineamento di valori e interessi. Merz ha specificamente nominato Canada e Giappone, Turchia, India e Brasile, nonché Sudafrica e Stati del Golfo. L’esclusione di Russia e Cina equivale, quindi, a una divisione dei paesi BRICS e del Sud del mondo nel suo complesso. Naturalmente, secondo Merz, Washington starebbe sa guardare, così come Pechino per altro.

Un piano, quello del Cancelliere, che ha come pilastro il riarmo e il primato militare tedesco, riscrive in tedesco il rapporto Draghi (ma esclude il debito comune di Macron), e sogna un nuovo Reich euroasiatico esteso dalla Groenlandia alla Siberia e con capitale Berlino.

P.S.: Il nuovo presidente francese, che sarà eletto il prossimo anno, non sappiamo quanto sarà disposto a interpretare il ruolo di Pétain. Per quello di Ciano, Meloni ha già dato disposizioni per un nuovo guardaroba.