giovedì 12 febbraio 2026

Trucchi di sopravvivenza


Ciò che il Financial Times ha riportato martedì è sembrato a prima vista sensazionale, ma solo a chi non legge questo blog: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intenderebbe annunciare nuove elezioni presidenziali e un referendum contemporaneamente il 24 febbraio, anniversario dell’inizio della guerra. Questo referendum è richiesto dalla costituzione ucraina in caso di modifica del territorio del Paese, come nel caso in cui il Donbass venisse ceduto alla Russia.

Questi sono i desideri di Washington, ma non quelli della cricca al potere a Kiev. La legge attuale impedisce elezioni se il paese è in stato di guerra. Bella blindatura che si sono data. Solo il Parlamento ucraino, controllato dal partito Sluha Narodu di Zelensky (254 seggi su 450), può rimuovere questo ostacolo. Pertanto, l’annuncio di Zelensky sarebbe soggetto a una condizione restrittiva fin dall’inizio: o si cambia la legge o deve prima essere concordato un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte, e questo cessate il fuoco deve durare per l’intera durata della presunta campagna elettorale, altrimenti le elezioni non potrebbero essere “condotte in sicurezza”.

Gli ostacoli e gli impedimenti non finiscono qui: chi trasporterà le urne in prima linea? Dove voteranno gli ucraini fuggiti dalle immediate zone di guerra, e quelli all’estero? Soprattutto, la Russia ha ripetutamente segnalato il suo disaccordo con lo scenario delineato da Zelensky. È esattamente questo che il presidente ucraino sembra sperare: scaricare la responsabilità sulla Russia e guadagnare tempo.

Inoltre, le elezioni difficilmente potrebbero essere eque nello scenario delineato da Zelensky. I tempi di preparazione estremamente brevi favorirebbero il partito al governo con le sue “risorse amministrative” e il controllo dei media; un ipotetico “partito di pace” dovrebbe prima essere ricostruito dopo che tutte le sue fondamenta sono state distrutte a seguito dello scoppio della guerra (*). E soprattutto è ancora vigente la legge marziale che espone al sospetto di tradimento qualsiasi richiesta di concessioni alla Russia.

Oltre a tutto ciò, Zelensky avrebbe l’opportunità di trasformare di fatto le elezioni presidenziali in un secondo referendum: non su un piano di pace, ma sulla sua stessa storia di aspirante Churchill. Punta sull’unità sotto la bandiera che maschererebbe qualsiasi onesto resoconto di fallimenti militari, errori di calcolo e accuse di corruzione. Nessuno che conosca l’Ucraina crede all’affermazione del presidente ucraino secondo cui non era a conoscenza delle attività corruttive della sua cerchia ristretta e non ne ha tratto profitto.

L’ostacolo alla pace, non da ora, è il regime di Kiev; non la Russia, la quale persegue i suoi interessi. Zelensky e la cricca che lo sostiene sanno benissimo che la fine del conflitto segnerebbe anche la fine del regime. Devono tirare avanti altri tre anni, sperando che arrivi alla Casa Bianca un democratico, o che succeda prima qualcosa a Trump. Oppure, poiché nulla è ormai più da escludere, un blocco dell’accesso terrestre a Kaliningrad da parte degli Stati baltici, che provocherebbe una risposta militare da parte della Russia.

(*) Il 20 marzo 2022, undici partiti, fra cui il principale partito di opposizione (Piattaforma di opposizione - Per la Vita) sono stati dichiarati illegali. La legge 5670-d del 15 maggio 2019, ha tolto lo status di lingue regionali alle lingue minoritarie (incluso il Russo). Attualmente, secondo la Costituzione dell’Ucraina, la lingua ucraina è la sola lingua ufficiale dello Stato. La Costituzione impone i processi con giuria; questa pratica non è stata però mai utilizzata. 

mercoledì 11 febbraio 2026

Sade a New York

 

La tua sessualità è normale (nel senso che non sei né uno stupratore seriale, né occasionale)? Il tuo stile di vita è ordinario? Vuol dire che sei una creatura normale, che la tua vita è normale, e che per questo motivo il tuo nome non compare nei milioni di documenti del caso Epstein. Insomma, non fai parte del mondo di Jeffrey Epstein, costruito attorno a una premessa presente in tutte le società umane: ci sono le masse e c’è l’élite. Metti una dozzina di persone in una stanza e, nel giro di un’ora, tre o quattro di loro avranno già inventato una buona ragione per considerarsi separate ed evitare di mescolarsi con gli altri.

L’umanità è virale; così come l’assenza di umanità. Definire l’una o l’altra, l’una in relazione all’altra, non è semplice quando si mescolano, e lo fanno. CEO di multinazionali, imprenditori, politici, intellettuali, principi e principesse, opportunisti vari. Che gruppo eterogeneo di persone ... Nel piccolo mondo di Epstein si trovano persone di notevole talento, ma anche impostori, il più importante dei quali era proprio Jeffrey Epstein.

Al centro di questa miscela ci sono virus efficaci (i virus prosperano nel calore di estuari e paludi). Epstein, famigerato mezzano del jet-set, è stato trovato morto nella sua cella come uno spacciatore che sapeva troppo. Potremmo chiamarlo Brian, come il manager dei Beatles, morto nel 1967 all’età di 32 anni per overdose di barbiturici. I Beatles erano in India, con un guru, quando accadde. Il loro vero guru era scomparso.

Non si sa fino a che punto l’altro Epstein, il pappone la cui corrispondenza l’amministrazione americana sta attualmente rendendo pubblica senza aver condotto alcuna vera indagine o (apparentemente) alcun controllo, fosse un guru per alcuni dei “grandi uomini” a cui si associava e ricattava. I file su cui fantastica l’intera sinistra mondiale mi ricordano un comunicato stampa degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti che annunciava che “tutti i documenti non divulgati per motivi di classificazione relativi all’assassinio del presidente Kennedy vengono resi pubblici”.

C’è tanta gente entusiasta della declassificazione dei documenti relativi a questo o quel caso. Che non sa che i veri segreti non viaggiano per mail, ma in cifra e su linee dedicate e canali protetti. Un mucchio di sciocchezze quelle sul caso Kennedy che vanno di pari passo con quelle di suo nipote, Robert Francis Kennedy, ora Segretario della Salute degli Stati Uniti. L’assassinio di JFK ha generato, per oltre sessant’anni, la sua dose di teorie e altre fantasie stravaganti. Ettolitri d’inchiostro, infiniti brainstorming e ogni sorta di ipotesi verosimile e inverosimile, ma alla fine cosa è stato scoperto nei circa 30.000 documenti resi pubblici?

Il contesto sociale è tutto

 

Come siamo arrivati ai ciclofattorini, i cosiddetti reider, ossia persone che per pochi spiccioli, in bicicletta e con un enorme zaino sulle spalle, con ogni clima, di giorno e di notte, con orari sempre più lunghi, consegnano a casa dei clienti del cibo? Prima di chiederci chi sono questi fattorini è necessario chiedersi chi sono i clienti. Forse anche tu che stai leggendo queste righe utilizzi regolarmente e trai vantaggio dai servizi di consegna a domicilio in bicicletta. Mi chiedo: che razza di gente siete, come vivete, di quali schifezze vi nutrite, ma soprattutto non vi vergognate?

Quanto ai ciclofattorini, persone che evidentemente non hanno altra scelta per tirare a campare, leggo che “rappresentano un pilastro della gig-economy, svolgendo un lavoro faticoso, spesso all’aperto e gestito tramite app”, controllati in ogni momento con dispositivi da remoto. Come hanno fatto le persone ad accettare di essere assunte da entità sconosciute? Come è diventata la norma? Il bisogno, certo.

Ricordo di aver visto un film che ha avuto un notevole successo di pubblico: Come un gatto in tangenziale. La trama la si conosce, perciò vado alle conclusioni. Ebbene l’inclusione, la promozione sociale e altro, grazie alla UE e ai suoi contributi, sarebbe ottenuta proprio producendo e consegnando cibo spazzatura a domicilio?

Che repubblica fondata sul lavoro è questa? Ma di quale lavoro parliamo, questa non è la solita coercizione, ma è schiavitù vera e propria. Non schiavitù moderna, come leggo da qualche parte, ma il volto di una schiavitù allo stato più primitivo. Di quale civiltà europea, di società liberale e democratica parlano i soliti deficienti che traggono vantaggio dalle “sfortune” degli altri? La loro voglia di profitto sfruttando dei poveracci è ideologia antica.

Che cos’è il lavoro e il cosiddetto mercato del lavoro, questo è il punto. Ampie zone di enorme sfruttamento, sofferenza, emarginazione e rassegnazione. Dunque e parlando in generale: c’è da stupirsi che abbiamo alti tassi di criminalità urbana, malattie, una forte polarizzazione e un generale senso di infelicità e stress?

Correva l'anno

 

È abbastanza indiscusso che l’anno 1956 possa essere considerato un anno epocale, anche se le giustificazioni per questa classificazione variano considerevolmente. Fu un anno di crisi per il movimento comunista mondiale, segnato dal “discorso segreto” (che tanto segreto non fu) di Krusciov al XX Congresso del PCUS a febbraio e poi dagli eventi di Ungheria nell’autunno successivo.

Proprio per via dei fatti di Ungheria, il 1956 vide l’inizio di un ampio movimento di disimpegno tra quella classe intellettuale che aveva stretto legami con i partiti comunisti nell’Europa occidentale durante gli anni Trenta e Quaranta. In quell’anno vi fu anche la messa al bando del KPD (Partito Comunista di Germania), che porterà nel 1972 al Radikalenerlass, ossia all’interdizione dai pubblici uffici per gli aderenti al partito comunista. L’applicazione del decreto produsse ciò che è stato chiamato Berufsverbot (divieto di lavoro) per migliaia di persone.

Senza dimenticare che il 1956 fu l’anno dell’esplosione aperta della crisi finale del vecchio sistema coloniale imperialista, con l’occupazione militare del canale di Suez da parte di Francia, Regno Unito e Israele, in risposta alla nazionalizzazione del canale attuata dall’Egitto. Fatto singolare e per motivi tra loro diversi Stati Uniti e Unione Sovietica si accordarono contro l’occupazione anglo-francese-sionista del canale.

Molti avvenimenti e cambiamenti ebbero origine da quel fatidico 1956, come del resto nel 1914 e nel 1939, ma senza dubbio il 1945 ha posto fine ad un’epoca e ne ha aperta un’altra. Più di recente, il 1989 ha marcato la svolta verso un nuovo ordine mondiale. Tuttavia, le date citate, pur trattandosi di anni che possono essere considerati cruciali o particolarmente significativi per gli sviluppi a lungo termine, lo sconvolgimento in atto negli ultimi decenni è addirittura antropologico nell’accezione più ampia del termine.

È però difficile stabilire quale sia stato nel periodo recente l’anno che ha marcato di più e significativamente questa nostra svolta epocale. Lo stabiliranno gli storici del futuro, ma personalmente propendo per il 1993, quando il CERN di Ginevra decise di mettere il WWW a disposizione di tutti rilasciandone il codice sorgente in pubblico dominio. Senza di ciò non scriverei questo post perché voi possiate leggerlo. E anche qualcos’altro.

martedì 10 febbraio 2026

Pro memoria

 

Morti italiani nella seconda guerra mondiale: 200.000 soldati, 80.000 civili, tra i 35-50.000 partigiani. E i fascisti ci rompono ogni anno strumentalizzando le foibe.