Forse non ve ne siete accorti per via della ripresa del campionato di calcio o altro, ma il cancelliere Merz è indignato per l’incontro tra l’ex cancelliere Schröder e quel satanasso di Putin, responsabile di “sofferenze incommensurabili, vittime civili, famiglie distrutte, morti e feriti”. Merz non incontra mai persone del genere, ossia quelle che fanno il “lavoro sporco” per nostro conto.
Dopo quasi cinque anni di guerra e decine di pacchetti di sanzioni contro la Russia, i 27 della UE hanno adottato un nuovo pacchetto di 1600 sanzioni (milleseicento). Che cosa si erano “dimenticati” di sanzionare finora? E soprattutto che cosa resta ancora da sanzionare?
Donald Trump se ne infischia della UE e di quel pagliaccio di Zelensky, infatti ha annunciato che gli Stati Uniti importeranno 300.000 tonnellate di gasolio dalla Russia questo mese, altre 500.000 tonnellate a novembre e fino a tre milioni di tonnellate in più entro la primavera. Quantitativi irrisori, se vogliamo, ma che hanno un preciso significato politico.
Finora non ci sono prove che Trump abbia interrotto o limitato la condivisione di dati satellitari statunitensi con l’Ucraina. Con questi dati, l’Ucraina può non solo determinare l’ubicazione precisa delle raffinerie russe, ma anche identificare la posizione dei sistemi di difesa russi, consentendole così di tracciare i percorsi meno pericolosi per i propri droni.
È evidente che qualcuno sta barando.
Nei primi nove mesi del 2026, i porti europei hanno ricevuto 12,18 milioni di tonnellate di GNL dal progetto russo Yamal (un aumento del 9,5% rispetto al 2025), per un valore stimato di circa 7,88 - 7,9 miliardi di euro. Quasi il 90% di tutto il GNL russo importato dalla UE è concentrato in tre soli Paesi: la Francia di Macron, la Spagna e il Belgio.
La Germania non importa direttamente GNL dalla Russia, giusto quando sostiene la ministra dell’Economia Katherina Reiche che ha affermato che la Germania non importa idrocarburi e prodotti petroliferi dalla Russia dal 2023. Salvo consumarne indirettamente una parte significativa, per esempio il gas via tubo, poiché circa il 45% delle sue importazioni totali arriva proprio dai gasdotti collegati a Belgio e Paesi Bassi.
Dal 2027 i Paesi UE non importeranno – dicono – nemmeno un metro cubo di gas russo. All’inizio di questo mese, i depositi di gas europei sono pieni solo al 72,4%. Si tratta del livello più basso per questo periodo dal 2011 (l’anno scorso erano all’83%).
A Bruxelles e Berlino lor signori si scalderanno sicuramente, e anche a Roma le loro eccellenze non patiranno freddo al sedere; quanto a noi probabilmente non soffriremmo troppo il freddo, ma non sappiamo ancora a quale prezzo. Per il prossimo anno, continuando il sostegno immarcescibile alla cricca di Kiev, si vedrà.

















