venerdì 10 luglio 2026

Pinocchio forever

 

Ma di che cosa si lamentano i truffati? Anche la casa, le posate e la biancheria gli doveva portare via. Già mi pare, molto tempo fa, di aver detto che l’esame di V elementare, di III media e finanche di maturità dovrebbe avere per oggetto principale Le avventure di Pinocchio. Ma quale cazzo di Leibniz e Spinoza: Pinocchio! Certo, poi quando lidiozia prende una dimensione religiosa bisogna arrendersi.


Profezie e minacce provenienti dalla “terza dimensione”

Un giorno, non lontano, si “scoprirà” quanto sia pericolosa, in ogni senso, l’Ucraina per la stessa Europa che la sostiene militarmente e finanziariamente. Sarà troppo tardi.

Anche la Turchia si sta trasformando in uno Stato di prima linea contro Russia e Iran. Uno scenario internazionale a dir poco inquietante.

Il Cancelliere Merz annuncia in parlamento l’acquisto di missili da crociera statunitensi Tomahawk da schierare in Germania, celebra l’accordo sui sottomarini con il Canada che acquisterà dodici sottomarini tedeschi. Merz ha giustificato i preparativi bellici affermando che il miglior sistema di sicurezza sociale è inutile “se non viviamo in libertà e pace”. Dunque, tagli alla spesa sociale e investimenti massicci negli armamenti. Alle prossime elezioni, l’AfD farà il pieno di voti.

In Francia, Gran Bretagna e Spagna le cose non andranno meglio. Mussolini prevedeva che l’Europa, se non sarebbe stata fascista, sarebbe stata fascistizzata. Si sbagliava sui tempi, ma in sostanza l’azzeccò (*).

Quanto all’Italia, che dire? Non c’è niente che non va, perché tutto è così surreale. A cominciare dal “dibattito” sulla difesa. Difenderci da chi? Ma dalle minacce provenienti dalla “terza dimensione”. Messo nero su bianco.

Contro gli alieni che ci vogliono invadere, l’Italia può schierare il sistema di difesa aerea SAMP/T (New Generation) con i relativi missili intercettori Aster 30 Block 1 New Technology. Sistema già schierato, come specifica il sito dell’Esercito, in occasione del Giubileo Straordinario della Misericordia!

Il cielo patrio è sorvegliato da radar multifunzione (come l’Arabel o il più recente Kronos Grand Mobile High Power di Leonardo) in grado di tracciare simultaneamente oltre 100 bersagli a 360°, portando il raggio di rilevamento a oltre 350 km e quello di intercettazione oltre i 150 km.

Attenti voi, che giocate in spiaggia con gli aquiloni. 

(*) «Tra un decennio l’Europa sarà fascista o fascistizzata. L’antitesi Mosca e Nuova York non si supera che in un modo, con la dottrina e con la prassi di Roma.»


mercoledì 8 luglio 2026

Mare mostrum

Il caldo estremo sta cristallizzando l’immensità della stupidità umana. Storico. Straordinario. Estremo. Eccezionale. Senza precedenti. L’ondata di calore è stata costellata di superlativi e record. Un po’ tutto è diventato storico, straordinario, estremo, eccezionale, non solo il clima. Se solo qualche anno fa ci avessero raccontato di un presidente che dalla Casa Bianca telefona per far togliere una squalifica a un giocatore di calcio, avrebbe sghignazzato tutto il sistema solare. Arriveremo al punto che non riderà più nessuno.

Ma Trump non è l’unico clown in circolazione. Gli altri clown sono riuniti ad Ankara e discutono sul riarmo dell’Europa. Secondo diverse fonti, il programma prevede la transizione alla NATO 3.0. Si tratterebbe di una NATO i cui Stati membri dell’Europa occidentale si assumerebbero in gran parte la responsabilità della propria “difesa”, mentre gli Stati Uniti si limiterebbero al ruolo di “ombrello nucleare”.

Ma armarsi ancora di più per difendersi da chi? Bisogna essere dei folli per pensare che la Russia decida di attaccare l’Europa occidentale. A quale scopo, con quali mezzi, con quale prospettiva? La Germania, ad esempio, ha già raddoppiato le sue spese militari dal 2022. Ma soprattutto e per quanto ci riguarda direttamente, con quali cazzo di soldi si acquisiranno nuovi armamenti? Chi pagherà il conto già lo sappiamo.

Il capo di SM della Marina dice (richiesto da chi?) che “l’Italia può esercitare un ruolo guida nel Mediterraneo”. Un ruolo guida per chi, per il flusso di migranti che attraversa il Canale di Sicilia? Chi ci minaccia nel Mediterraneo? Il Lagocephalus sceleratus e altre specie cosiddette aliene. Altrimenti, chi altri ci minaccia (oltre a questi sconsiderati riuniti ad Ankara)?

martedì 7 luglio 2026

Dio li ha creati, le armi hanno fatto il resto

 

Ben prima della fine della Guerra Civile nel 1865, la vittoria degli Stati del Nord era prevedibile. Il governo di Washington con l’Homestead Act del 1862 permise la colonizzazione dei territori non ancora occupati dell’Ovest, aprendo così al contempo prospettive future per i soldati dell’Unione (governo concedeva 160 acri, circa 65 ettari, di terra a partire dal 1° gennaio 1863; l’unico vincolo: coltivarla per cinque anni).

La vita del contadino medio su quelle terre spesso aride era tutt’altro che idilliaca. Risultò quindi ancora più allettante l’opportunità di ridurre il periodo di affitto di cinque anni a sei mesi per 1,25 dollari per acro (circa 4.047 metri quadrati), per un totale di 200 dollari. Questa decisione, manco a dirlo, aprì la strada alla speculazione fondiaria. Tra il 1862 e il 1900, meno della metà dei terreni disponibili furono assegnati a 400.000 famiglie di agricoltori.

Nello stesso 1862, venne istituito il Dipartimento dell’Agricoltura e approvato il Pacific Railroad Act, che promosse l’espansione della rete ferroviaria. Le compagnie ferroviarie avevano ricevuto concessioni di terreni fin dagli anni ‘50 dell’Ottocento, ma con il Pacific Railroad Act vi fu la vera festa. All’inizio degli anni 1870, le compagnie ferroviarie avevano acquisito 71 milioni di ettari. Per avere un confronto, si tratta di un’estensione di territorio maggiore di due volte l’Italia intera.

Per compensare le perdite dovute alla forte concorrenza – tre compagnie furono coinvolte nella costruzione della prima ferrovia transcontinentale, la Pacific Railroad – vendettero i loro terreni a cinque dollari per acro, più del triplo del prezzo stabilito dall’Homestead Act. La situazione competitiva ebbe un impatto negativo anche sulla costruzione stessa delle ferrovie. La velocità a discapito della qualità divenne il motto.

Nel maggio del 1869, le due sezioni della Pacific Railroad, iniziate a ovest e a est, si unirono nello stato dello Utah. Prima di allora, tuttavia, le compagnie ferroviarie costruirono diligentemente linee parallele tra loro per assicurarsi maggiori sussidi governativi per miglio. Tutto ciò avveniva sfruttando manodopera a basso costo, tra cui molti cinesi fuggiti dal leader della setta Hong Xiuquan, autoproclamatosi Fratello di Gesù, e dalla sua Ribellione dei Taiping. I decessi di manodopera cinese nella costruzione delle linee ferroviarie si stimano in decine di migliaia.

Anche altre compagnie trassero profitto dall’espansione delle ferrovie e dalle terre ricche di risorse che riuscirono ad appropriarsi. La rete ferroviaria, che nel 1860 contava 50.000 chilometri, crebbe fino a raggiungere i 386.242 chilometri in 50 anni. La gestione di questa vasta rete e il coordinamento dei treni richiedevano un apparato amministrativo ben sviluppato. Gli operatori ferroviari furono le prime aziende moderne e diedero origine alla figura del manager come nuova figura sociale. Da queste grandi imprese speculative ebbero origine le grandi fortune miliardarie statunitensi.

La nascita della Borsa di New York fu una conseguenza di questa espansione verso ovest. Dalla fine della Guerra Civile fino al censimento del 1890, che di fatto chiuse la frontiera, la Borsa servì principalmente a finanziare le compagnie ferroviarie, le cui azioni rappresentavano ancora oltre il 60% dei titoli quotati in borsa nel 1898.

Contemporaneamente all’espansione delle ferrovie, si sviluppò anche la rete telegrafica, seguita in seguito dalle linee telefoniche e dal servizio postale. Questo segnò l’inizio dell’età d’oro delle aziende di vendita per corrispondenza negli anni ‘70 e ‘80 dell’Ottocento. Andrew Carnegie, che in seguito sviluppò gli standard per la scomposizione dei processi lavorativi nella produzione dell’acciaio, iniziò la sua carriera come dirigente nel settore ferroviario, la cui costruzione facilitò in modo significativo lo sviluppo della moderna produzione di massa e della catena di montaggio negli Stati Uniti.

Il Messico del presidente messicano Porfirio Díaz (in carica dal 1876 al 1911) aprì i suoi mercati all’industria statunitense, consegnando l’economia del paese agli investitori stranieri: Morgan, Rockefeller, Cargill, Astor, Guggenheim, eccetera. In soli 50 anni, la produzione di petrolio, le ferrovie, i servizi pubblici, l’allevamento del bestiame, l’agricoltura e i porti erano quasi interamente nelle mani di aziende statunitensi. Quasi tutte le esportazioni messicane erano dirette verso gli Stati Uniti e una grande parte dei beni manifatturieri prodotti negli Stati Uniti veniva esportata in Messico.

Grazie alla rete ferroviaria e telegrafica, il capitalismo penetrò in tutto il territorio conquistato dalle tredici colonie originarie. Alla fine del XIX secolo, i cowboy non erano più gli avventurieri del mito letterario e del successivo mito cinematografico, ma perlopiù uomini impoveriti che conducevano le mandrie di bovini dal Sud fino agli snodi ferroviari delle Grandi Pianure, per poi trasportarle verso est. Anche i minatori, soprattutto dopo la corsa all’oro del 1865, e gli agricoltori trovarono mercati nell’Est grazie alla rete ferroviaria transcontinentale.

La concorrenza tra gli allevatori aumentò con l’avvicinarsi delle ferrovie, e con essa arrivò una nuova frontiera: invece di lasciare che le loro mandrie pascolassero liberamente in spazi aperti come prima, ora dovevano essere nettamente separate dalle mandrie vicine. Nel 1874, Joseph Glidden ottenne un brevetto per il filo spinato, e seguirono modelli concorrenti e la produzione di massa. Anche l’afflusso di nuovi coloni rappresentò una spina nel fianco per gli allevatori. I terreni delle Grandi Pianure erano solo moderatamente fertili e le terre adatte agli allevatori e agli agricoltori erano scarse. Le compagnie si erano da tempo accaparrate i terreni con i suoli migliori, intensificando la competizione tra coltivatori e allevatori di bestiame.

Coloro che si sentivano disillusi da tutto ciò e rimpiangevano il romanticismo dei tempi passati potevano rivolgersi alla narrativa pulp come surrogato. Questo prodotto di massa dell’industria culturale divenne un successo alla fine del XIX secolo: le avventure e i crimini del dopoguerra della banda guidata dal guerrigliero sudista Jesse James e dai fratelli Younger divennero l’equivalente americano di Robin Hood e dei suoi allegri compagni. Anche altre leggende di fuorilegge godettero di grandi vendite. Chi preferiva qualcosa di più convenzionale e patriottico si rivolgeva alle storie di Allan Pinkerton. La sua agenzia investigativa privata era a volte più grande dell’esercito americano e i suoi dipendenti erano ben lieti di agire come crumiri.

Un altro esempio di successo del capitalismo risale a un brevetto rilasciato a Samuel Colt nel 1836 (la relativa saga è trasmessa da Rai Storia): come avrebbe potuto lo spirito americano risollevarsi alla frontiera senza il famoso revolver? Il celebre Winchester sarebbe arrivato 30 anni dopo. Il Colt era un bene di consumo economico che non aveva alcuna utilità pratica per la caccia. Lo slogan pubblicitario dell’epoca era già: “Dio ha creato gli uomini, il colonnello Colt li ha resi uguali”.

lunedì 6 luglio 2026

Albania in rivolta

Questa foto ritrae la manifestazione di sabato scorso a Tirana. I media italiani hanno ricevuto l’ordine di trattare sottotono la notizia. Eppure queste manifestazioni vanno avanti da un mese e non sono più solo contro un resort di lusso che la famiglia del presidente degli Stati Uniti intende costruire, ma contro il duopolio dei partiti socialista e democratico che governa da tre decenni.

Tutto è iniziato lontano da Tirana, sulla costa meridionale dell’Adriatico. Il 23 maggio, residenti locali e ambientalisti si sono riuniti nel villaggio di Zvërnec dopo che una parte della laguna protetta di Vjosa Narta era stata recintata con filo spinato. Sull’isola disabitata di Sazan e sul tratto di costa adiacente è prevista la costruzione di un resort di lusso, per un costo di circa 1,4 miliardi di euro: un progetto di Affinity Partners, la società di Jared Kushner, genero e inviato speciale del fascista americano Donald Trump.

Il progetto è stato reso possibile dalla Legge n. 21/2024, un emendamento alla Legge sulla tutela della natura del 2017. Dal febbraio 2024, tale legge ha consentito la costruzione di resort a cinque stelle superior, anche nelle zone centrali delle aree protette. La legge non è stata introdotta dal governo, bensì da un gruppo di parlamentari, una manovra che ha aggirato la necessaria valutazione d’impatto e l’udienza pubblica. Il governo ha inoltre concesso al resort lo status di “investimento strategico”, sulla base di una legge del 2015 che prevede permessi accelerati e agevolazioni fiscali.

L’operazione immobiliare avviene per mezzo di una struttura fiduciaria olandese dietro la quale si celano proprietari anonimi; le controversie sulla proprietà dei terreni nell’area del progetto sono in corso da anni; nel frattempo, le spiagge che prima erano accessibili a tutti vengono chiuse. La laguna ospita il fenicottero rosa, da cui il nome dato al movimento dai media albanesi: Rivoluzioni dei Fenicotteri.

A seguito delle proteste di massa, il 1° giugno la procura anticorruzione ha avviato un’indagine sull’acquisizione dei terreni e sullo status di tutela, e il 17 giugno il Parlamento europeo ha chiesto una moratoria e il ritiro dell’emendamento. Tuttavia la rivolta è andata oltre la vicenda immobiliare che ha per oggetto la laguna. Gli striscioni rivelano il vero obiettivo: il rovesciamento del duopolio tra il Partito Socialista di Rama e il Partito Democratico di Berisha, che si sono alternati al potere per oltre trent’anni.

Rama ha smantellato lo stato sociale, limitato diritti e tutele dei lavoratori, ignorato la povertà e spinto decine di migliaia di giovani albanesi all’emigrazione: il Paese è infatti il più povero dell’Europa occidentale e l’esodo, soprattutto giovanile, ha spopolato intere regioni. Berisha, a sua volta, si limita a sfruttare il malcontento per reinventarsi, vuole prendersi il merito del movimento, pur essendo lui stesso parte del sistema.

Rama sta portando avanti a ritmo serrato privatizzazioni e le cosiddette “riforme di mercato” per raggiungere l’obiettivo dell’adesione all’UE entro il 2030. Si è autodefinito un “fanatico dell’UE”. Se Rama si dimettesse e Berisha prendesse il suo posto, non cambierebbe nulla. Contro l’oligarchia c’è una sola opzione: scendere in piazza ogni sera e sabotare il sistema. La prima azione efficace di resistenza e non collaborazione è quella di ritirare in massa tutti i propri soldi dalle banche. Se le banche pongono resistenza, occuparne le sedi centrali e la borsa. Questo è un modo concreto per svelare il vero volto della democrazia capitalista.