Prima di allora, l’isola ospitava esclusivamente il monastero dell’ordine dei Camaldolesi.
Nel corso dei secoli, il monastero divenne un centro culturale importante, la cui biblioteca
poteva contare più di 40.000 volumi. Dopo le soppressioni napoleoniche, nel 1829 venne
affidato ai frati minori francescani, alcuni dei quali vi rimasero fino al 2008.
Uno dei locali della biblioteca: le travi del soffitto
sono intagliate e decorate.
Apprezzabili i chiostri, uno dei quali attualmente sottoposto in parte a restauro. I locali del
monastero, posti al piano superiore e non accessibili al pubblico, versano in uno stato di
abbandono e decadimento, come ho potuto constatare di persona, nonostante vi siano bagni con sanitari recenti e un moderno e all’occorrenza funzionante impianto di
riscaldamento. I locali potrebbero essere utilizzati, per esempio, per realizzare un centro
studi con alloggi.
La chiesa di San Michele in Isola (XV sec.) è molto bella sia in facciata che negli interni, i
quali sarebbero meritevoli di essere manutenuti con un po’ di spesa (la sagrestia è in
restauro: gli operai della ditta, dopo il montaggio del ponteggio, sono assenti per lunghi
periodi perché impegnati altrove). Anche i dipinti meriterebbero un restauro (il più grande, di buona mano, è attribuito alla scuola di Guido Reni).
Gli stalli del
coro (XVII sec.), sono di buona fattura e meriterebbero di essere valorizzati (oggi non
direttamente accessibili al pubblico). Non di particolare interesse, a mio avviso, l’interno
della cappella Emiliani, mentre per apprezzare l’esterno non serve un mio commento.
Gli stalli del coro (locali non visitabili)
Cappella Emiliani (visitabile)
Il cimitero non si può descrivere in poche note. Rientra a buon diritto nel circuito europeo
dei cimiteri monumentali. È suddiviso in “recinti” (per es. quello greco-ortodosso, quello
protestante-evangelico, eccetera), con indicazioni che ne agevolano la visita. Innumerevoli
le vecchie sepolture in loculo e a terra. Alcune sono dette “sepolture illustri”, e tutte, quale
più e quale meno, versano in un “tranquillo abbandono”.
La tomba della principessa Anna Bagration (ne avevo scritto qui nel 2015 e del gen. Bagration in diversi post).
I visitatori lasciano una penna. Non avendo altra penna, pensai di lasciare la mia Montblanc, ma poi ritenni non fosse una buona idea.
Anche la tomba di un mago.
Nel cimitero di San Michele non ho individuato alcun “recinto” consono alle mie future
esigenze, e poi in laguna c’è troppa umidità. Da un bel portale monumentale (chiamato
anche porta Stucky) è possibile effettuare la dispersione in natura delle ceneri dei defunti,
sia in laguna e sia in terra, nel Giardino del Ricordo all’interno del cimitero.
Il vaporetto per raggiungere l’isola (linea per Murano: 4.1 e 4.2) è molto frequente, ma dopo
una certa ora serale non ferma all’imbarcadero dell’isola. Nel malaugurato caso in cui un
visitatore dovesse rimanere all’interno del cimitero dopo la chiusura, vicino al cancello c’è
un pulsante per l’apertura. A quel punto dovrà chiamare la società di navigazione al fine di
far fermare il vaporetto presso l’isola, oppure raggiungere Venezia a nuoto: il tratto di
laguna, partendo dall’imbarcadero, è solo di 500 metri.