mercoledì 1 luglio 2026

Quei disgraziati che hanno la soluzione a tutto

 

Il grande caldo ha scatenato un’ondata di ansia. Non riusciamo più a sopportare temperature così elevate. Il nostro organismo ha già raggiunto i suoi limiti e si pensa di aver trovato la soluzione miracolosa: l’aria condizionata! Certo, è molto piacevole; possiamo respirare e svolgere le nostre attività, a patto che queste si svolgano al chiuso. Ma per le attività all’aperto? Potremmo semplicemente installare l’aria condizionata ovunque.

L’aria condizionata è diventata il Santo Graal che ci salva dall’inferno, e guai agli increduli che dubitano. Non è tanto la nostra resistenza biologica a essere messa alla prova dalle ondate di calore, quanto le nostre condizioni di vita. Morire di caldo può dipendere dall’età, dall’abitazione, dall’isolamento sociale e in definitiva dal reddito. Dall’attività lavorativa svolta.

Il mondo del lavoro è senza dubbio il vero sintomo della disuguaglianza: una cosa è essere sfiniti da una vita di lavoro a 60 anni in un cantiere o in una di fabbrica, altra cosa ... è provare empatia per i milionari e invocare il prolungamento dell’età lavorativa per gli altri.

Fanno parte di una strana razza di esseri umani, presente in tutto il mondo, convinta che quello che chiamano libero mercato e la tecnologia siano la soluzione miracolosa a tutti i problemi, anche quelli ambientali. Disgraziati, il clima non è solo una questione di natura, di ambiente, di caldo e di freddo. È una questione di economia e di profitto.

martedì 30 giugno 2026

Ciò mi porta a pensare che ...

 

Per prima cosa, apprendo da Saviano che esiste un tizio di nome Chris Whitaker (quasi un Mario Rossi). Quindi ho colmato una mia seria lacuna. Conseguentemente, pur appartenendo anagraficamente a quest’epoca, prendo atto che vivo un’esistenza ai margini della società (lo dico senza fingere modestia, una pseudo qualità per gente davvero modesta e spesso molesta). Apprendo inoltre e indirettamente che esiste una Crime Writers Association, la quale ha istituito il premio Gold Dagger Award, “preso” nel 2016 da questo Whitaker (nomen omen).

Nel merito dellaffermazione di Saviano, per quanto insignificante possa essere sul piano generale la mia espereienza infantile, posso smentirlo ad libitum. Esempio: nonostante l’educazione  religiosa impartitami, sfodero quotidianamente dei moccoli da far invidia a un maremmano.

Quanto esposto è frutto del solo titolo qui in esergo, poiché di leggere i successi letterari del tizio col pugnale, o quelli di Saviano col Kalashnikov, neanche a parlarne. Tutto ciò mi porta a pensare che avrei potuto vivere in qualsiasi epoca, tranne che in questa (anche qui la modestia non c’entra).

Anche per quest’estate gli scienziati hanno scoperto che vi sono dei giorni nei quali fa mooolto caldo.

Preparare e servire uno spriz marxista

 

In Europa, ma specialmente in Italia, pare scarseggi una merce in particolare, che è anche la merce particolare per eccellenza. Si chiama “forza-lavoro”. Strano che ciò accada in un Paese di quasi 60 milioni di abitanti e un discreto livello di sviluppo tecnologico (leggi automazione e digitalizzazione).

Non solo carenza di forza-lavoro, ma di competenze specifiche. Questo perché l’automazione, la digitalizzazione e insomma le tendenze alla razionalizzazione sono intrinseche al processo di accumulazione capitalistica, che tende alla riduzione della quota di capitale variabile e ciò mette sempre più alla prova la capacità sociale di riproduzione.

La natura bifronte del processo di accumulazione e con esso la natura della tecnologia, che da un lato aumenta l’”efficienza” e dall’altro crea una “nuova complessità”. Le tecnologie, soprattutto se si considerano gli ultimi sviluppi applicativi di uso comune, consentono una serie di scopi che prima non ci sarebbero mai venuti in mente. Ciò modifica anche i nostri obiettivi, il che significa che i nuovi mezzi danno origine anche a nuovi scopi e bisogni (che illusoriamente pensiamo decisi o scelti in gran parte di nostra sponte).

Ma attenzione: la decisione su come utilizzare la tecnologia, non sta in capo alle persone comuni, e soprattutto non riguarda la riduzione del lavoro di routine e la fatica per tutti. La molla che spinge il singolo capitalista nel distinguersi dalla concorrenza sul mercato e di sviluppare offerte di consumo quanto più uniche e personalizzate possibile (industria 4.0 e altre menate), ossia la molla del profitto, agisce come una cinghia di trasmissione nei processi produttivi, perché, sebbene costoso, ora è anche possibile lanciare sul mercato una gamma di prodotti altamente differenziata.

Nella produzione capitalistica, può quindi essere vero che la conquista di nuovi mercati attraverso la produzione individualizzata è resa possibile solo da artefatti tecnici che consentono qualcosa di diverso da un mercato di beni prodotti in serie (come il famoso modello Ford, che poteva essere consegnato in qualsiasi colore, purché “il colore desiderato fosse nero”). Tuttavia, nulla del potenziale tecnologico per rendere il lavoro più facile e meno gravoso rimane quando le macchine vengono utilizzate in un’ottica capitalistica.

Se l’obiettivo è conquistare un mercato attraverso la produzione individualizzata, allora la nuova tecnologia viene utilizzata in modo tale che la “possibilità” di ridurre la complessità si rivela impossibile in funzione di questo obiettivo capitalistico. C’è un aspetto “rimbalzo”: per esempio, le automobili sempre più sofisticate, grandi e pesanti. Più lamiera, ma non solo lamiera. Una gamma di prodotti più individualizzata, in cui ogni prodotto è, o vorrebbe essere, “su misura” per le esigenze del cliente. Auto che sembrano astronavi. Questo enorme aumento di complessità rende necessari nuovi processi lavorativi e profili professionali.

La formazione di forza-lavoro per le nuove tecnologie e l’implementazione di essa, contrasta con l’obiettivo di ridurre il lavoro attraverso questo sviluppo (anche se non ne annulla la tendenza). I processi, non solo per quanto riguarda il capitalismo, sono sempre contraddittori e vanno visti sotto tale riguardo.

Come dicevo, questa rivoluzione tecnologica non riguarda la riduzione del lavoro di routine e la fatica per tutti. Al momento, un essere umano è ancora necessario per preparare e servire uno spriz.

Con quello che al giorno d’oggi viene a costare per il cliente uno spriz, tale incombenza potrebbe ben essere svolta da un laureato in lettere antiche con un minimo di addestramento specifico (cosa che in qualche caso avviene, ma per salari da fame). Se non fosse che i padroni dei bar, pur non avendo studiato alla Bocconi, sanno benissimo che cos’è l’utilità marginale in senso propriamente marxista.

lunedì 29 giugno 2026

Tre fronti

 

Su quanti fronti si può condurre una guerra simultaneamente? E una guerra economica? Questa è una domanda da rivolgere a quei geni di Bruxelles che stanno conducendo una guerra contro la Russia senza alcun controllo; finora, ciò ha comportato principalmente la perdita dell’accesso al gas naturale a basso costo. Quindi la guerra economica con gli Stati Uniti voluta da Trump. E poi c’è la guerra economica contro la Cina, che per ora è più in fase latente che apertamente in corso.

La Germania, un paese di 80 milioni di abitanti, ha esportato 3,2 milioni di auto nel 2025. È stato un segno che l’industria automobilistica tedesca, nonostante tutti i suoi problemi, possedeva ancora un certo potere di mercato. Quando la Repubblica Popolare Cinese, con i suoi 1,4 miliardi di abitanti, è riuscita a vendere circa quattro milioni di auto all’estero nei primi cinque mesi del 2026, si tratta di una palese sovrapproduzione.

L’UE lotta per gli interessi della sua borghesia e, naturalmente, sta valutando misure contro le esportazioni cinesi. Tuttavia, chiunque intraprenda una guerra economica deve essere certo di vincerla. Al momento, ci sono pochi elementi che possano suggerire una sconfitta della Cina ad opera della UE.

Tutto consiglia di respirare profondamente, di tornare alla calma e di trovare un equilibrio attraverso negoziati per affrontare la nuova situazione creatasi con l’ascesa della Cina. Dopotutto, anche le guerre economiche possono essere perse, soprattutto quelle su tre fronti.

Sexten

 


Come location, niente da dire ...


Spiccata vocazione agricola.
Anche il tennis, ovviamente.


Eh sì, coltivano un po' di tutto ...


La chiesa, sempre tra le ... cime.


Preso in parola: bianco a mezzodì, rosso la sera.
Armocromia perfetta.