lunedì 21 settembre 2026

Sant'Erasmo

 

È l’isola più vasta della laguna di Venezia (il centro storico della città è costituito da oltre cento isolette collegate tra loro da circa 400 ponti). Sant’Erasmo è estesa per circa 325 ettari, una lunghezza di circa 5 chilometri e un chilometro di larghezza che si riduce della metà e anche meno verso le due estremità.

Che cosa c’è da vedere di turisticamente interessante in quest’isola della Laguna? Assolutamente nulla. Infatti è unisola rurale e non approdano “turisti” foresti (rarissimi). Vi sono estesi e rigogliosi orti (famose le eccellenti castraùre, ossia il carciofo voletto di Sant’Erasmo) e vaste distese di vegetazione. Questo verde ovunque durerà nella mia mente per diversi giorni, forse per sempre. Alcuni vigneti di uva nera non ancora vendemmiata (pare sia buono il vino bianco locale). Qua e là, abitazioni di agricoltori, rare seconde case e anche qualche vecchia casetta disabitata. C’è anche un piccolo albergo tra il verde.

E allora che cosa ci si va a fare? A respirare laria fine del mare e godere la luce della laguna. Sant’Erasmo è un’oasi di pace, dove il silenzio cura i pensieri cattivi. Non serve andare a Hachijojima per credere che la fine del mondo è già avvenutaUna sensazione di fluttuazione, che ci ricorda che il tempo è sempre duplice, che ogni istante inizia e finisce. Già il viaggio, in cui si percorre quasi tutta la Laguna nord, vale la pena (il vaporetto non è strapieno, anzi).

Come si raggiunge Sant’Erasmo se non volete arrivarci a nuoto: usciti dalla stazione di Santa Lucia, si prende il vaporetto 4.2 all’imbarcadero D (si trova sul lato destro dell’uscita dalla stazione) per le Fondamenta Nuove. Qui si sbarca e si prende il vaporetto numero 13 all’imbarcadero D (uno ogni ora, di solito al minuto 25).

Il tragitto: si passa a fianco dell’isola cimitero di San Michele, quindi fermata al Faro di Murano e poi si prosegue per Sant’Erasmo, ma, a richiesta, si può sbarcare al Lazzaretto nuovo o all’isola delle Vignole, dove il turismo non arriva, recita uno slogan che dovrebbe acchiappare il turista.



Stroppa, adesso la panchina scotta.

A Sant’Erasmo i punti di sbarco sono tre: “Capannone”, punta sud, e “Chiesa”, al centro dell’isola (dove c’è l’unico minimarket, giustamente chiuso di domenica), quindi Punta Vela. La chiesa (1928) è modesta all’interno, consona al luogo. Poco lontano c’è un minuscolo cimitero, con lapidi monumentali (una signora, non del posto, ci ha detto che gli abitanti dell’isola fanno a gara in grandessa). La verzura porta schei.

In zona “Capannone” vi è un ristorante e anche una pizzeria (entrambi da me non sperimentati: colazione proletaria al sacco), oltre a una spiaggetta dove si arriva in genere col motoscafo privato (classe media: idraulici, elettricisti, affittacamere, piccoli commercianti, ceto impiegatizio). Un posto tranquillo, nulla a che vedere con ... Coccia di Morto. Gente molto composta, niente musica, voci soffuse dal ristorante, pulizia e qualche aereo di linea che passa alto nel cielo. Prende bene il cellulare, ma non ho visto nessuno usarlo (incredibile!).


L’isola si percorre a piedi o in bici (di domenica ho visto transitare un’auto e due motocarri a tre ruote). L’abbiamo fatta a piedi (adoro i percorsi incogniti) e ho scattato qualche foto. Ho approfittato di una comitiva di ragazzi che aveva prenotato una visita, ovviamente gratuita, alla Torre Massimiliana, fortezza austriaca del XIX secolo. Nulla di irresistibilmente “turistico”.



Il tragitto di ritorno a Venezia, verso sera, è ancora più suggestivo. Per i foresti, consiglio acquistare tiket giornaliero per il trasporto. Invece chi è in possesso della “tessera Venezia unica” (ex carta Venezia), con tre schei a cranio va e torna. I vantaggi del comunismo veneto. 




Anche orrori stravaganze.

La Germania parla all'Europa

 

La Repubblica Federale Tedesca è divisa in 16 stati federati (Länder). Ciascuno di essi possiede una propria costituzione, un Parlamento (Landtag) e un governo locale con ampi poteri autonomi.

Nelle elezioni statali del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, l’AfD vince superando l’SPD. La CDU scende sotto il cinque percento, il suo peggior risultato nella storia della Repubblica Federale, e dunque è fuori dal parlamento del Land. Solo il Partito della Sinistra con il 6,5 % e i Verdi con il 5,7 % sono riusciti a entrare nel parlamento, mentre la CDU con il 4,9 %, l’FDP (liberali) con l’1,0 % e il BSW di Sahra Wagenknecht con il 4,8% sono rimasti fuori (*).

Il nuovo parlamento regionale sarà composto solo da AfD, SPD, Partito della Sinistra e Verdi. Questi ultimi tre partiti detengono la maggioranza con 39 seggi su 71.

L’SPD, che solo pochi mesi prima era molto indietro rispetto all’AfD nei sondaggi, ha subito lievi perdite (35,5 ieri e 39,6 nel 2021) e ha beneficiato di un effetto di polarizzazione e mobilitazione grazie alla sua presidente regionale uscente e candidata di punta Manuela Schwesig. Questo effetto ha portato voti da parte di coloro che erano principalmente preoccupati di impedire all’AfD di diventare il partito più forte, come però è avvenuto.

A Berlino vince la Linke di Elif Eralp, figlia di genitori turchi. I Verdi al 15% e invece l’SPD, al governo federale con Merz (CDU), ha subito una pesante sconfitta, ottenendo il peggior risultato del dopoguerra con circa il 12% dei voti.

In entrambi gli Stati, l’affluenza alle urne di domenica è aumentata significativamente rispetto alle precedenti elezioni federali: ha raggiunto il 79% nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e il 75% a Berlino. Questo dato corrisponde approssimativamente all’affluenza di Berlino e esattamente a quella del Meclemburgo-Pomerania Anteriore per le elezioni federali del 2025.

*
La questione dell’immigrazione resta il motivo principale del successo di AfD, ma in realtà c’è anche dell’altro, e riguarda sia il declino della Germania sotto il profilo economico e sia la mai sopita voglia di rivincita di una destra fascista che rappresenta lo zoccolo duro di AfD. Non c’è alcun nuovo Hitler all’orizzonte, ma se la crisi economico-finanziaria dovesse diventare più cruda, il successo pieno di AfD non sarebbe più in discussione.

Il dato generale è che l’Europa si sposta ancora di più a destra. Qualche domanda gli “europeisti” e i sostenitori della guerra contro la Russia se la dovrebbero fare. Ma non se la porranno. E perderanno. Ricordiamoci che negli anni Venti e Trenta furono gli errori della sinistra, sia in Italia che in Germania, a favorire il succeso del fascismo e del nazismo.

(*) La CDU nel 2016 aveva ottenuto nel Land il 19% dei voti, nel 2021 il 13,3. L’AfD nel 2016 aveva ottenuto il 20,8, perciò dieci anni dopo ha quasi raddoppiato. L’SPD nel 2016 aveva ottenuto il 30,6 per cento perdendo circa 5 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni regionali. Sempre dieci anni fa Die Linke aveva ottenuto il 13,2 (mentre ieri ha ottenuto il 6,5) e i Verdi il 4,8 (ieri s il 6,5).

Pertanto il progressivo declino della CDU non riguarda semplicemente il fatto che il seggio parlamentare dell’ex cancelliera Angela Merkel si trovava proprio nel Meclemburgo- Pomerania Anteriore.

sabato 19 settembre 2026

Mi chiedo

 

Se la sospensione del pagamento del bollo auto fosse stata estesa a tutte le auto, comprese quelle di grossa cilindrata, ci sarebbe stata ‘sta canea di rigoristi al grido ma dove troveranno i soldi?

Se Renzi avesse replicato a Meloni, che gli rinfacciava di realizzare e non solo di annunciare, di aver tolto completamente la tassa sulle imbarcazioni e gli yacht, non avrebbe perso un solo voto dei suoi e per una volta avrebbe detto la verità.

Se Elly Schlein, invece di abitare in centro a Roma con una squadra di colf, abitasse a Torpignattara, ci romperebbe tanto, alla sua maniera, sulla questione immigrazione?

Hanno bisogno di immigrati soprattutto i padroni, per poter pagare salari da fame in nome del libero mercato e della competizione.

Il nuovo status symbol: Rolex da polso a benzina.

venerdì 18 settembre 2026

Cambiamento d’epoca

 

Novant’anni fa, scorgendo la tempesta all’orizzonte, Daniel Guérin scrisse che era giunto il tempo di decidere. Di qua, le politiche di riarmo autoritarie che favorivano i grandi gruppi capitalistici; di là, la possibilità di una radicale rottura socialista: “Quelli che vogliono vivere, hanno fatto la loro scelta.”

Anche la segretaria del Partito democratico ha fatto la sua scelta. Ha scritto a Meloni dicendo che il suo partito è pronto a strategie comuni a riguardo del cambiamento politico, istituzionale e culturale che accompagna il riarmo nazionale ed europeo. Anzi, no, le ha scritto che il suo partito è pronto a strategie comuni sul clima e l’energia.

Togliere le sanzioni alla Russia e all’Iran o continuare a importare gas dagli Usa? Scelte difficili. Restiamo in trepidante attesa delle decisioni.

giovedì 17 settembre 2026

Per doverosa informazione

 

La sospensione del tributo regionale sul possesso di moto e di auto di piccola e media cilindrata è stata accolta dai ligi rigoristi annidati a frotte nel centrosinistra al grido di: si tratta di una mancia elettorale. Ben gradita agli elettori e non elettori con salari medio-bassi e anche da quelli dai patrimoni cospicui. È un’antica tradizione quella delle mance elettorali, che può essere rintracciata fin dall’antica Roma, ma che ha nel centro-sinistra degli straordinari prosecutori.

Non si vede perché chi ha un’auto, magari solo per recarsi al lavoro, debba pagare la tassa di possesso, tassa che invece non grava sui natanti e le imbarcazioni da diporto. Il governo Letta, nel 2013, aveva già esentato le imbarcazioni fino a 14 metri di lunghezza, mantenendo e rimodulando il tributo per le fasce superiori. Con il comma 366 dell'articolo 1 della Legge n. 208/2015, il governo Renzi ha eliminato il prelievo anche per le imbarcazioni (fino a 24 metri) e le navi (oltre i 24 metri), azzerando definitivamente la tassa per l’intero settore nautico a partire dal 1° gennaio 2016 (*).

Inoltre, nessuna unità da diporto sotto i 14 metri ha l’obbligo di iscrizione all’Archivio Telematico Centrale delle Unità da Diporto. In tal modo si risparmiano le relative imposte di registro e i bolli previsti per il rilascio della licenza di navigazione, che comunque ammontano a poche decine di euro.

Basta un giretto nella miriade di porti e porticcioli per farsi un’idea di quanti sono i natanti, le imbarcazioni e le navi. Come scrivevo nel post precedente, siamo un paese di benestanti che si nutre di pozze di povertà.

(*) Renzi, sapendo di avere la coda di paglia, ha definito una buona idea quella di sospendere il bollo auto.