Qualche libro l’ho letto, altre cose le ho sentite raccontare dai protagonisti diretti di certi avvenimenti, perciò ho un’idea abbastanza precisa su come nascono le guerre. In particolare su come sono scaturite le due guerre mondiali. Soprattutto la prima guerra (1914-1918). Ebbe origine in sostanza per la convergenza, sotto l’aspetto meramente soggettivo, di atti sconsiderati da parte di personaggi di potere non meno avventati e idioti di quelli odierni.
Nell’estate del 1914 molti fatti e contesti potevano far presagire l’imminenza di una conflagrazione bellica europea. Ma tutto sommato la gente comune aveva altri pensieri e preoccupazioni. Poi, improvvisamente, le luci sull’Europa si spensero. Milioni di uomini, ancor giovani nel 1914, al termine del conflitto non esistevano più. Altre decine di milioni di persone erano morte di denutrizione e malattie.
L’UE sembra perfettamente contenta che l’Ucraina stia sacrificando il proprio popolo e il proprio paese per “proteggere l’Europa da Putin”. Per il governo di Kiev, è anche una forma di assicurazione, una polizza assicurativa per mantenere il proprio potere e una fonte permanente di arricchimento personale.
Qualche giorno fa, un ufficiale ucraino impegnato nel Donbass, ha raccontato ai giornalisti il seguente episodio: a Konstantinovka, dove è attualmente di stanza, tra i 1.500 e i 2.000 residenti resistono ancora, nonostante i continui combattimenti per ogni singola casa, rifiutandosi di evacuare. Tra loro non ci sono solo anziani, ma anche un numero considerevole di uomini in età militare. Temono di essere immediatamente arruolati nell’esercito se dovessero essere evacuati.
Meglio essere sotto il fuoco nemico ogni giorno ma a casa propria, piuttosto che essere mandati a morire in una guerra che chiaramente non si considera la propria. Questo la dice lunga sul reale livello di disperazione della popolazione.
Questa non è propaganda filorussa come potrebbe pensare qualche imbecille. Anzi, va riconosciuto all’Ucraina il merito di aver permesso che storie come queste, per quanto aneddotiche, riescano comunque a raggiungere l’opinione pubblica. In Russia dubito che storie simili, per quanto riguarda i loro giovani in età di arruolamento, possano raggiungere l’opinione pubblica di casa.
Più in generale, siccome nella UE non riescono a inquadrare in un contesto argomentativo il riarmo, la militarizzazione, i preparativi bellici e la devastazione sociale, allora ogni pretesto diventa un’occasione da sfruttare propagandisticamente.
Questi idioti, perché tali sono individualmente (non mi riferisco solo alla Kallas, palesemente una stupida fanatica), pensano che una guerra diretta con la Russia possa essere combattuta convenzionalmente ed essere vinta. Per quanto possa apparire tragica una guerra convenzionale contro la Russia, non è affatto così. Non si tratterebbe di una guerra combattuta con armi convenzionali.


