martedì 4 agosto 2020

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                                          (CREDIT: DAGOSPIA)

                                       RENATO CURCIO

"Giuseppinismo"



Il decreto, pubblicato il 30 luglio, contenente “misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica di Covid-19 deliberata il 31 gennaio 2020”, consente al presidente del Consiglio di prorogare per altri 4 anni sia l’incarico di Gennaro Vecchione, direttore del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), nominato a dicembre 2018 e in scadenza a fine anno, sia quello di Mario Parente, direttore dell’AISI (Agenzia informazioni sicurezza interna) che sarebbe dovuto terminare il 16 giugno ma è stato prorogato per un altro anno a causa dell’epidemia. Con questo provvedimento il presidente del consiglio ha di fatto cambiato le regole del gioco bypassando il Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, di cui fanno parte – oltre al presidente del consiglio – sei ministri: Esteri, Difesa, Giustizia, Interno, Economia e Sviluppo economico.

Una proroga di ben quattro anni, mai s’era vista una cosa del genere. Giuseppe ora ha la copertura totale dei “servizi”. Con Salvini in crisi e a processo, il M5S nel caos, il Pd non pervenuto, aspettiamo la prossima mossa. Non è mistero punti ancora più in alto, e avere i vertici dei servizi, legati a doppio filo con quelli americani, è un indubbio vantaggio.

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Ieri s’è inaugurato il nuovo ponte di Genova. Con il passaggio della pattuglia acrobatica, tanto per restare in sobrietà. Alle 43 vittime dedicheranno una lapide. Come è già avvenuto per le stragi di P.zza Fontana, P.zza della Loggia, dell’Italicus, della stazione di Bologna, eccetera.

Per la strage dell’Italicus, 4 agosto 1974, di cui pare non ricordarsi nessuno, come per le altre stragi l’iter processuale s’è concluso con l’assoluzione degli imputati. Per la strage di Bologna invece sono stati condannati Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro.

Fioravanti, processato e riconosciuto colpevole di diversi reati, tra cui l’omicidio di 95 persone (85 nella strage di Bologna, più altri 8, di cui 4 come esecutore materiale con altri e di cui si riconobbe colpevole), venne condannato complessivamente a 8 ergastoli, 134 anni e 8 mesi di reclusione. Nel luglio del 1999 ottiene la semi-libertà, nel 2004 la liberazione condizionale, dall’aprile del 2009 è completamente libero. La pena è considerata definitivamente estinta.

Mambro, ritenuta colpevole dell’omicidio di 96 persone (85 nella strage di Bologna) e di diversi altri reati. Condannata complessivamente a nove ergastoli, 84 anni e 8 mesi di reclusione, è stata messa in libertà nel 2008. La pena è considerata definitivamente estinta dal 2013.

lunedì 3 agosto 2020

Come va letta la minaccia di bloccare TikTok



Microsoft Corporation ha annunciato ieri che stava portando avanti il progetto di acquisire l’applicazione mobile TikTok dalla società cinese Byte Dance. Si tratta di una piattaforma di condivisione di video musicali in formato corto che ha circa 80 milioni di utenti negli Stati Uniti, 800 milioni in tutto il mondo ed è stata scaricata 2,2 miliardi di volte.

L’acquisizione comporterebbe l’assorbimento da parte di Microsoft delle attività della piattaforma negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in Nuova Zelanda.

L’annuncio di Microsoft preceduto dalla minaccia di Donald Trump di bloccarne l’uso per motivi di sicurezza nazionale, va letto come un’acquisizione ostile sponsorizzata dal governo degli Stati Uniti. In un post sul blog ufficiale, la multinazionale con sede a Redmond scrive: “Microsoft apprezza il coinvolgimento personale del governo degli Stati Uniti e del presidente Trump “! Neanche Dybala riuscirebbe in un assist più preciso.

Infatti, l’annuncio di Microsoft segue immediatamente le dichiarazioni del Segretario di Stato, Mike Pompeo, sul Fox News all’inizio della giornata di ieri. Pompeo aveva affermato che il presidente Donald Trump “prenderà provvedimenti nei prossimi giorni” su applicazioni mobili, incluso TikTok, nell’ambito di una crescente offensiva della Casa Bianca contro la Cina.

Anche se non ha specificato che cosa avrebbe fatto in dettaglio il presidente, Pompeo ha affermato, senza fornire alcuna prova, che “le società di software cinesi che fanno affari con gli Stati Uniti, che si tratti di TikTok o WeChat”, stanno fornendo dati direttamente all’apparato di sicurezza nazionale della Cina.

Il che non dovrebbe stupire, posto che lo fanno tutti, in particolare la National Security Agency (NSA), che è la maggiore agenzia di sorveglianza elettronica di massa al mondo, raccoglie dati su ogni singola persona archiviandola in enormi server farm come il Data Center dello Utah.

Ad ogni modo ByteDance ha affermato che i suoi server si trovano negli Stati Uniti e a Singapore, e che TikTok raccoglie i dati degli utenti in un modo simile ad altre popolari applicazioni di social media. Sarà, ma non abbiamo più l’età per le favole.

La nota di Microsoft precisa tra l’altro che il suo CEO, Satya Nadella, ha parlato in tal senso con il presidente Trump, impegnandosi ad acquisire TikTok, procedendo ad un’adeguata revisione del modello operativo per garantire la trasparenza per gli utenti e un’adeguata sicurezza oltre a fornire benefici economici adeguati  per gli Stati Uniti.

Le trattative sono in corso e l’acquisizione sarà completata “entro il 15 settembre 2020”, vi potranno concorrere altri investitori americani con quote di minoranza.

Quelli delle fate turchine



I dati economici di Eurostat per il secondo trimestre del 2020 mostrano che l’Europa è in presenza di un crollo economico, il più marcato e improvviso della storia. Al 31 luglio il prodotto interno lordo è diminuito del 12,1 per cento nella zona euro e dell’11,9 nell’Unione europea. Nel primo trimestre, la contrazione è stata rispettivamente del 3,6 per cento e del 3,2. In Germania, il PIL è in picchiata, diminuito del 10,1 per cento; la contrazione da aprile a luglio è stata del 10,7  in Austria e del 12,2 in Belgio.

L’Italia ha visto la sua economia scendere nel secondo trimestre del 12,4 per cento, e del 17,3 rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il PIL italiano è sceso a livello dall’inizio degli anni 1990. Non stanno meglio Francia, Portogallo e Spagna che hanno registrato cadute rispettivamente del 13,8, 14,1 e 18,5%. Secondo le proiezioni attualmente disponibili, l’economia britannica probabilmente si è contratta di circa il 15% nel secondo trimestre.

Le principali società europee hanno subito perdite record in quasi tutti i settori industriali e ora dipendono da salvataggi finanziati dallo Stato per decine di miliardi di euro. Tra le principali case automobilistiche europee, la Volkswagen ha dichiarato di aver perso 1,4 miliardi di euro poiché i suoi ricavi sono crollati del 23%, mentre Renault-Nissan ha subito una perdita devastante di 7,3 miliardi di euro. La società aerospaziale europea Airbus ha registrato una perdita netta di 1,9 miliardi di euro.

Le compagnie petrolifere europee sono state devastate dal crollo dei prezzi del petrolio causato dall’arresto dei viaggi e delle attività industriali durante i blocchi. Total e Royal Dutch Shell hanno riportato perdite nette rispettivamente di 7 miliardi di euro e 18,1 miliardi di dollari. Gli utili netti del conglomerato di lusso francese Hermès sono crollati del 55% nella prima metà dellanno.

Anche le principali compagnie aeree affrontano il disastro. Giovedì scorso Air France-KLM nella sua relazione ha segnalato un crollo dell’83 per cento delle sue entrate complessive. Lufthansa, da parte sua, aveva già registrato una perdita di 2,1 miliardi nel primo trimestre. Il gruppo IAG, che possiede British Airways, nonché Aer Lingus e Iberia, ha registrato una perdita netta di 4,2 miliardi di euro nella prima metà dell'anno. Di Alitalia non è il caso di parlarne, per decenza.

Se l’attività economica europea rimane a livelli simili per il resto del 2020, l’Europa vedrà un crollo economico più grave della Grande Depressione degli anni 1930. Anche se tutto sommato viviamo una certa “normalità”, gli effetti del ciclo economico negativo si faranno sentire a distanza di mesi e anche di anni. Molti salariati e i lavoratori autonomi assisteranno a un crollo storico dei loro standard di vita, mitigati solo in parte e per un breve periodo dagli intereventi assistenziali ed emergenziali degli Stati.

Mentre la Banca centrale europea ha concordato un salvataggio di 1.308 miliardi per le banche europee, l’UE ha concordato, con gran baccano mediatico, un pacchetto di salvataggio di soli 750 miliardi di euro per gli Stati e le società europee. Basteranno qualche centinaio di miliardi, che arriveranno sempre troppo tardi, per evitare nel prossimo avvenire uno scontro sociale esplosivo? Non si tratta più, nella nostra epoca, di tenere a freno il prezzo delle farine e del pane!

Già prima del panico virale l’Europa stava andando verso la recessione. Nel quarto trimestre del 2019, la Germania era stagnante, la Francia (-0,1 per cento) e l’Italia (-0,4). Gli effetti delle misure di blocco hanno poi innescato una disintegrazione economica senza precedenti, che non è ancora semplice valutare appieno.

Stavamo già in buona misura entrando in un “cambio d’epoca” che prefigurava licenziamenti e disoccupazione di massa, e sarà quindi questa catastrofe un’ottima occasione per attribuire il cambiamento di fase della storia del capitalismo alla pandemia. Anzi, non è da escludere che “qualcuno” abbia visto nella pandemia l’occasione per alzare il livello di panico e d’isteria in modo da alimentare lo stato di confusione.

Chi crede che tutto ciò sia opera di un complotto a tavolino ovviamente non è da prendere in considerazione nemmeno per scherzarci su, ma per contro chi ritenesse che non si sia sovrapposto qualche altro elemento d’interesse nel favorire una certa narrazione ad hoc, è un ingenuo che vive in un modo di fate turchine.

domenica 2 agosto 2020

Non è motivo


Finora i morti attribuiti al virus covid a livello mondiale sono circa 700.000, in grande maggioranza tra la popolazione molto anziana e con patologie plurime. I positivi circa 18 milioni. Positivi non significa ammalati o con sintomi gravi. La maggior parte di quelli che sono entrati in contatto con il virus non presenta alcun sintomo o sintomi lievi. Al momento, i positivi sono complessivamente molto meno dell’uno per cento della popolazione mondiale (7,8 miliardi). Una percentuale ovviamente destinata a salire, specie se si considerano certe situazioni locali.

È però bene ricordare che la “spagnola”, interessò almeno il 25 per cento della popolazione provocando non meno di 50 milioni di morti. E anche altre pandemie nel corso del secolo non sono state più blande dell’attuale.

Questi dati, inoppugnabili, non sono però motivo per sottovalutare i rischi attuali, per non portare la mascherina, laddove è davvero necessaria, per adottare misure di prevenzione e di protezione verso i soggetti più esposti. Ma non è motivo nemmeno per suscitare allarmi isterici, per diffondere notizie false o esagerate, per misure repressive demenziali (ce le ricordiamo, vero?). Non doveva essere motivo per annientare interi settori economici (e tentare di favorirne altri, com’è successo ieri con le ferrovie), per manipolare sistematicamente certi numeri e nasconderne altri (come accade ogni giorno), così come non dovrebbe essere un motivo per secretare documenti.

sabato 1 agosto 2020

Tutti i media italiani ne parlano



Die Welt

Sono stati tacciati di essere neonazisti e complottisti.
Che altro sennò?

Pane a buon mercato


In una lettera datata 19 messidoro, anno X (8 luglio 1802), firmata Bonaparte e diretta al cittadino Melzi, vice-presidente della Repubblica italiana (il presidente era Bonaparte stesso), si legge:

«Delle mille questioni che dividono opinione e interesse del proletario e del proprietario, il prezzo del grano è quello in cui i loro interessi sono maggiormente contrapposti. È anche quella, e forse l’unica, su cui il governo deve sempre favorire i proletari contro i proprietari: in caso contrario, tirannia da parte dei proprietari e rivolta da parte del popolo. Quindi qual è l’effetto della legge proposta? Non c’è dubbio che compiace i proprietari, ma dà allo stato il colpo più pericoloso, e scuote la fiducia della gente.

Certamente i proprietari non possono lamentarsi nella Repubblica italiana: hanno venduto il loro grano piuttosto caro. Il popolo, in tutti questi anni, è stato piuttosto infelice. Occorre fare in modo che il pane sia davvero a buon mercato. Mi sembra, da tutte le informazioni che ho, sia ancora troppo caro» (*).

Un esempio di sano pragmatismo. Nella lettera si fa apprezzare in particolare un inciso, dove Bonaparte scrive che dei mille motivi di opposizione tra proletariato e padronato, quello sul prezzo del grano è forse l’unico per cui il governo deve favorire il proletariato, calmierando il prezzo del pane, onde evitare rivolte. Le rivolte frumentarie in Francia ma anche altrove avevano una lunga storia (**).

venerdì 31 luglio 2020

Ancora e sempre segreti di Stato

Santo Stefano è una piccola isola situata al largo della costa fra Lazio e Campania, appartenente all'arcipelago delle isole Ponziane. Nella Regia Casa di Pena si consumò uno dei mille misteri del nostro pittoresco paese. Vi trovò la morte, da detenuto speciale, Gaetano Bresci, nemmeno un anno dopo aver giustiziato Umberto Savoia per le sue malefatte.

Sorvegliato a vista h24 con un turno di sei guardie, dissero che si era suicidato impiccandosi alle sbarre della cella. Con un asciugamano. Ma gli asciugamani erano vietati, si obiettò. Allora con un fazzoletto. Ridicolo. Il secondino Barbieri, disse che si era assentato un quarto d’ora per orinare. Bresci non aveva dato segni di depressione, né di volontà suicide, nei giorni precedenti. Anzi, stava studiando il francese! Chiedeva, inutilmente, che gli fossero consegnate le lettere che la moglie gli scriveva dagli Stati Uniti. Chiedeva notizie dei suoi figli.

L’autopsia rilevò una stranezza: il corpo di Bresci si trovava in stato di decomposizione dopo solo 48 ore da quando sarebbe avvenuto il suo decesso. Giolitti inviò un ispettore, il quale scrisse il suo rapporto, mai reso pubblico. All’archivio di Stato di Roma, dove si trovano le carte di Giolitti, c’è una grande busta originale per le carte “riservatissime” relative a “Bresci Gaetano”. Dovrebbe contenere il rapporto dell’ispettore, ma dentro non c’è nulla.

Il direttore del carcere, tale cavalier Cecinelli, fu promosso. I secondini, premiati.

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L’Italia dei segreti, degli omissis, dei “misteri”, degli anni delle bombe, delle stragi e degli omicidi, dei pentiti mai paghi del loro pentimento, a ogni stormir di foglie sono pronti a comando. Vi sono tenuti per contratto. Tranne i registi di quei fatti, che pentiti non lo furono mai. L’Italia di ieri, ma anche di oggi, di sempre.

Oggi usano mascherarsi dietro facce rassicuranti e di bronzo come quella di Conte Giuseppe, avvocato, facente funzioni di presidente del consiglio pro tempore. L’Italia è l’unico paese in Europa che abbia secretato perfino le carte relative all’epidemia virale in corso. Un tribunale ha disposto che quelle carte devono essere rese pubbliche. Ovvio.

«Il governo ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar di rendere pubblici i documenti secretati del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile. Contengono i pareri usati da Conte per emanare i dpcm di marzo e aprile, quelli del lockdown».

Il popolo è sovrano, ma è meglio, assai meglio, che non sappia. Questa sì che è democrazia, altro che Putin e “Ping”!

L’Italia dei regi decreti (fascisti), delle leggi speciali, dei codicilli, delle interpretazioni autentiche, delle circolai applicative, dei legulei manzoniani, delle impunità, dei magistrati sceriffi, delle condanne pregiudiziali, delle inchieste poliennali, delle cause decennali. 

Scrive l’avvocatura dello Stato: “I dpcm, oggetto dell’odierno contenzioso sono atti amministrativi generali, frutto di attività ampiamente discrezionale ed espressione di scelte politiche da parte del Governo che trovano la propria fonte giuridica nella delega espressamente conferita dal legislatore all’esecutivo in un atto avente forza di legge, ovvero, in particolare dapprima nell’articolo 3 del decreto legge 6/2020, convertito con Legge numero 13/2020 e, poi, nell’articolo 2 del decreto legge 19/2020, convertito con legge  35/2020, e rinvengono la propria ragione nell’esigenza temporanea ed urgente di contenere e superare l’emergenza epidemiologica causata dal Covid-19”.

Bravi. Che quegli “atti amministrativi” siano stati adottati, come tutti gli atti amministrativi, sulla base di una “fonte giuridica conferita dal legislatore”, rientra nel minimo sindacale. Nel merito: è proprio perché quei dpcm sono stati “frutto di attività ampiamente discrezionale”, oggi oggetto di contenzioso, che risulta urgente e necessario conoscere sulla base di quali dati e valutazioni tecniche e scientifiche siano stati adottati, onde verificare fin dove si è spinta “l’ampia discrezionalità” del governo e dei suoi organi.


Un esempio tra mille.