Se Volodymyr Zelensky dovesse davvero indire nuove elezioni ora, sarebbe il
momento migliore per lui per congedarsi dalla storia ucraina in modo più o meno onorevole
(lo dico tanto per dire).
Per anni, le autorità di Kiev avevano respinto le accuse russe secondo cui Zelensky era un presidente senza regolare investitura dalla primavera del 2024, ossia alla
scadenza del suo mandato. Sostenevano che la legge marziale, secondo la costituzione
ucraina, impediva nuove elezioni parlamentari e presidenziali. Ora, improvvisamente,
non è più così? L’ex comandante in capo delle forze armate ucraine, Valerij Zalužnyj, ha le idee chiare in
proposito (*).
Zelensky lo avrebbe convocato a Kiev per
porgli la domanda cruciale: qual è la tua posizione sulla candidatura alla presidenza? Valerij Zalužnyj avrebbe risposto che si candiderebbe se si tenessero le elezioni presidenziali. In un
incontro successivo, diversi importanti esponenti della cricca di Zelensky avrebbero
sussurrato a Zalužnyj, con un tono vagamente minaccioso: “Camerata, pensaci bene se vuoi
davvero candidarti”. Tutti i sondaggi prevedono una vittoria di Zalužnyj sul presidente in
carica, al più tardi al ballottaggio.
Il governo ha a disposizione tutte le cosiddette “risorse amministrative” per manipolare i
risultati elettorali, se necessario, a proprio vantaggio. E la costituzione? Sostituita da calcoli
pragmatici. Zelensky, secondo Ukrainska Pravda, che cita fonti interne all’amministrazione
presidenziale, ha spiegato a Zalužnyj che l’attuale situazione politica del paese è favorevole
a nuove elezioni: il fronte è relativamente stabile, anche se si potrebbe non essere d’accordo
visti i recenti successi territoriali della Russia; la società è “consolidata”, ovvero riportata
all’ordine; e si aspetta che Zalužnyj, se intende candidarsi, contribuisca anche a “non
dividere” la società, ovvero a condurre una farsa elettorale senza alternative sostanziali.
Naturalmente, nulla di simile ci si potrebbe aspettare da Zalužnyj, anche se al massimo ha
criticato Zelensky come un leader militare incompetente, ma mai politicamente. La sua
candidatura sarebbe l’incarnazione di un cambio della guardia, forse ispirato da Londra, i
cui servizi segreti si dice mantengano stretti contatti con l’ex generale, attuale ambasciatore
dell’Ucraina nel Regno Unito.
Zalužnyj, militare addestrato dalla NATO, ne sa indubbiamente più di Zelensky in materia
militare. Recentemente ha rilasciato una dichiarazione alquanto enigmatica riguardo alla
continuazione della guerra: ha affermato che sul letto di morte avrebbe affidato a suo figlio
il compito di riconquistare i territori conquistati dalla Russia. Sennonché, Zalužnyj non ha
figli maschi, ma solo due figlie. Questo non ha importanza: la russofobia è ereditaria e si
trasmette anche per via mitocondriale.
(*) «Purtroppo, bisogna ammettere che la nostra Costituzione è stata spesso oggetto di
tentativi di modifica a beneficio di singoli politici al potere. L’unico scopo era quello di
assicurarsi il massimo potere possibile, il che ha portato a trascurare il ruolo del potere legislativo, a limitare il controllo sulla magistratura, a restringere la libertà di parola e, di
conseguenza, a minare la fiducia dei cittadini in sé stessi e nel significato della Costituzione
quale fondamento dei processi cardine dello Stato» (Zalužnyj in un articolo pubblicato da
Ukrainska Pravda il 28 giugno).