venerdì 8 marzo 2013

Gli specialisti della libertà



Via i partiti, dice Grillo, e con essi via ogni forma di organizzazione politica della rappresentanza. In vece dei partiti, vogliamo la partecipazione diretta dei cittadini; in tal modo, i “cittadini” potranno esprimere direttamente e senza mediazioni la propria volontà. Provo a muovere alcune obiezioni preliminari a questo primitivismo ideologico, a questa variante del fascismo travestita da assemblearismo cibernetico che vuole ridurre la democrazia alle forme più elementari di un apparente spontaneismo individuale.

Laddove la società attuale non fosse altro che la somma delle singole volontà (posto che esse siano libere e non condizionate da alcunché), una decisione presa a maggioranza dei “cittadini” dovrebbe senz’altro corrispondere all’interesse generale della società, soddisfare bisogni e desideri di tutti. Questo forse avrebbe un senso se noi vivessimo effettivamente in una società composta di meri “cittadini”. Invece, non è così. Gli interessi dell’operaio, per esempio, non coincidono con quelli del padrone, e nemmeno gli interessi degli evasori fiscali coincidono con quelli di coloro che le tasse, volenti o nolenti, le pagano tutte. Ecco perché le decisioni prese a codesto modo non possono essere buone o giuste a prescindere.

Potremmo arrivare al punto di dire che una dieta vegetariana val bene per tutti, e dopo la dieta molte altre cose. E tutto ciò deciso a maggioranza sulla base delle più straordinarie e ineccepibili evidenze scientifiche. Il resto lo farebbe il contagio psichico tra imitazione e suggestione. Varrà dunque il principio che prima viene l’interesse generale e poi la persona. Concetto che ne ricorda uno molto simile, laddove lo Stato era tutto e l’individuo nulla. Ma di ciò abbiamo perso memoria troppo presto.


In tale stato di cose, una maggioranza aritmetica che decida per tutti e senza mediazioni porta diritti alla peggiore dittatura. In una simile situazione si stabilirebbero comunque dei livelli di competenza e ciò offrirebbe un terreno per il dominio informale dei propagandisti e difensori della propria ideologia, per il prevalere di specialisti tanto più mediocri quanto più il loro attivismo si propone principalmente la ripetizione di alcune verità definitive. Dei leader che nascono sulla base di emozioni e sensazioni, degli specialisti della libertà, per dirla con Debord, che si aspettano dal popolo liberato l’unanimità di mandato, come avviene già ora nel caso del M5S a opera dei loro fondatori.

Nasce da questa concezione fascistoide l’odio per qualsiasi forma politica o sindacale organizzata al di fuori dei loro statuti e delle loro verità. Un odio tanto più marcato verso le organizzazioni di sinistra poiché esse hanno rappresentato, per oltre un secolo, l’organizzazione politica di classe per antonomasia. E nulla è più antitetico a questo tipo di pensiero autoritario incentrato sul concetto di “comunità” (succedaneo di “popolo” e “nazione”) di quello di classe e di conflitto sociale.  Nulla è più antitetico a questo tipo di pensiero fintamente interclassista, di un partito politico che si faccia promotore di un progetto alternativo di società che metta in discussione le basi stesse dell’ineguaglianza, ossia la separazione tra lavoro e proprietà dei mezzi di produzione.

9 commenti:

  1. Nonostante sia stata staccata dal corpo 200 anni fa, la tua testa continua a funzionare bene e fa funzionare meglio pure la mia :)

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  2. non per accrescere il tuo EGO ma se domani decidessi di fondare un partito dal nome ...che so ? un nome qualsiasi ,un nome banale, del tipo "forza diciottobrumaio" oppure M18B cioè Movimento18brumaio ( che dici rende bene? )....ebbene , direi che sarei pronta a diventare una del popolo degli Olympini . sei inorridita abbastanza ??? ok!giusto un pretesto per dirti che confermo quanto scritto dal post di pietro .ciao Olympe

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    1. di "ini" ce ne già troppi. un abbraccio

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  3. Io invece credo che la democrazia diretta sia attuabile più o meno da subito..
    “Diretta” si fa per dire poiché credo (e credo che lo pensi anche Grillo) che qualsiasi volontà popolare debba sempre e comunque essere "mediata" da specialisti ed esperti in materia per far prevalere (come ben evidenzi tu) l'interesse collettivo su tutto. Almeno per i primi decenni. La volontà popolare, oggi teoricamente esprimibile e misurabile istantaneamente grazie ad internet, si manifesterebbe in proposte di legge che nascono e vengono discusse in rete per poi arrivare ad essere vagliate da un pool di esperti e non, come accade oggi, partorite da qualche onorevole che, puntualmente, si approva esclusivamente leggi ad personam e/o ad castam "dimenticando" di chiedere il parere ai cittadini che dovrebbe rappresentare.
    Ed infatti è talmente inutile eleggere i propri rappresentanti che ali babà ed i quaranta ladroni si sono fatti il porcellum “snellendo” questa schifezza di democrazia ed eliminando l’inutile fastidio di dover scegliere “anche” il proprio rappresentante.
    Ora, per far finta di essere sani, tutti vogliono fare le presidenziali e trasmettere in “streaming” le loro riunioni di direzione. Un altro paio di dirette come quella del pd dell’altro ieri ed andranno a cacciarli come in un safari.
    La libertà non è “partecipazione” (partecipare al processo decisionale infatti è un’utopia) ma è trasparenza.
    Intanto in questo fac simile di democrazia rappresentativa sapere quello che fanno, quanto guadagnano e come spendono è uno tra i pochi deterrenti per non farli rubare. Naturalmente ci vorrebbe anche la certezza della pena e vederne qualcuno perire in galera o espropriato di ogni suo bene.
    Altrimenti assisteremo ad oltranza alle transumanze dei de gregorio razzi scilipoti mussolini etc etc. Alla faccia della “rappresentanza” e dei partiti!
    Una qualche forma di coscienza individuale è iniziata forse da pochissimo grazie alla concomitanza del crollo di tutti quegli infecondi “valori” quali la famiglia, la religione, il partito etc. ed alla fine del capitalismo che sta seminando miseria e schiavitù. Povertà e debito creano schiavi sempre più controllabili. I politici prendono ordini da chi manovra i grandi capitali nel mondo e fanno i pastori ben pagati con il compito di guidare le pecorelle al macello.
    Infatti, notizia fresca fresca, Fitch taglia rating italiano a BBB+, outlook negativo.
    Vuoi vedere che è colpa di Grillo che fa lo schizzinoso con Bersani?
    Eppure Mario Draghi aveva detto proprio ieri che L’Italia è al sicuro e che nel 2014 ci sarà la ripresa. Il meritato premio per i nostri sacrifici purché si continui con le riforme (cioè licenziamenti e taglio ai redditi minimi)!
    Ciao cara. W le donne.
    Ti leggo sempre molto volentieri.
    Sei una donna affascinante. Smack!

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    1. sono sostanzialmente d'accordo con te, forme molto estese di democrazia diretta sono possibili, ma non nelle forme indicate da grillo. la gente si deve guardare in faccia prima di decidere qualcosa. proverò a scrivere qualcosa a riguardo ma non so ancora quando, domani o tra un mese. vedremo.
      grazie per la stima e buon fine settimana

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  4. Sinceramente parlando, non ti capisco!

    E se le imprese fossero democratiche, ti disturberebbe?

    Se i manager nelle imprese fossero eletti e controllati dai lavoratori, ti disturberebbe?

    Se ogni categoria/classe sociale fosse gestita democraticamente, ti disturberebbe?

    Sbaglierebbero? Forse sì e forse i primi periodi lo farebbero spesso, ma saranno fatti loro! Chettefrega?

    Lasci intendere che la maggioranza ignorante ed egoista subordinerebbe la minoranza operaia? Perché, la minoranza operaia, guidata anch'essa democraticamente, non potrebbe opporsi e scioperare!


    Io penso che se la CGIL fosse guidata democraticamente un operaio "rompicoglione" che indica un referendum sugli scioperi a singhiozzo ed oltranza all'interno del sindacato lo si trova. Penso anche che tale referendum passerebbe.

    E penso anche che lo potrebbe fare anche adesso, ma siamo sicuri che il cretino Landini non si preoccupa della propria posizione sociale più che dell'interesse dell'operaio!

    Vedi, quando si parla di democrazia, si parla di una società democratica nel suo insieme e non soltanto di forme più o meno democratiche da introdurre.

    Nelle tue analisi ti manca spesso un procedimento, a mio avviso, essenziale, ossia la responsabilizzazione/consapevolezza dei singoli e come ci si arriva.

    La democrazia non è fine a se stessa, ma requisito essenziale all'emancipazione dell'umanità. Senza di essa siamo destinati a far numero; quando la stessa sarà realizzata e consolidata in tutte le sue forme non avremo più bisogno di essa e parleremo di una società post democratica, magari marxiana, e i tuoi/vostri discorsi troveranno ragione.

    Non prima.

    ciao

    Tony

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    1. Tony, a me pare di aver detto altre cose. e cosa sto dicendo da giorni? che QUESTA non è la risposta, è anzi una risposta REAZIONARIA. tempo al tempo.
      ciao

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  5. Clap! Clap! Clap!
    (curiosamente viaggiamo in parallelo... ho già la bozza da mo' su sta faccenda di "una rapa un click, un click un voto")

    M18B possiede un fascino misterioso! A metà strada tra l'A-Team e le sezioni dei servizi segreti inglesi. Mi prenoto fin d'ora per la sezione antisofisticazioni dell'M18B!
    Allego CV
    "Mi chiamo Kisciotte, sono specializzato in assaggi di dolci al cucchiaio, vanto già pregressa esperienza nell'Eat-Team e spero di poter essere utile al mio paese in qualche modo, specialmente ore pasti."

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    1. specialmente ore pasti. ho riso di gusto

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