sabato 27 aprile 2013

Salare con l'oro



A volte accade che delle grandi società richiedano la tua consulenza, non per una particolare competenza in qualche settore speciale di attività, ma semplicemente per distinguere il vero dal falso, ciò che è importante da ciò che non ha valore. Un po’ come succede agli expertise nell’arte, i quali non saprebbero dipingere nemmeno una staccionata ma sanno dirti se un dipinto è autentico, oppure l’opera di un falsario. A meno non si tratti di un Veermer realizzato dal grande Han van Meegeren.

Ma qui si tratta di tutt’altro genere d’inganni, e le grandi società minerarie si fidano di te per aver sperimentato sulla tua pelle innumerevoli inganni, ricevuti dalla natura ma soprattutto dagli uomini. E non perché questi ultimi fossero peggiori dei tuoi committenti.



Un tempo, i modi per ingannare i geologi e i chimici, in fatto di miniere, erano innumerevoli. E il chimico o il geologo, pur muniti di tutta la loro scienza, a volte erano indotti in errori clamorosi. E molto costosi. Oggi succede di meno, anzitutto per il semplice fatto che i giacimenti e le miniere ricche di metalli sono proprietà di grandi corporation.

Ho già fatto cenno in questo post alle “miniere salate”. Sono miniere nelle quali non c’è quanto promesso dalle prove di saggio e che al momento del loro sfruttamento si rivelano essere state un inganno ben architettato e remunerato.

A volte ancor oggi, ma soprattutto un tempo, ossia quando le multinazionali non si erano ancora accaparrate l’esistente, si trovava sempre, in qualche zona del mondo, un proprietario che diceva di aver trovato oro, diamanti, smeraldi e perfino petrolio nei propri terreni. Per “salare” le miniere di metalli e i giacimenti di pietre preziose ci voleva una certa perizia e scaltrezza, un’abilità di dissimulazione fuori del comune.

Il colonnello James A. Buchanan, omonimo dell’antico segretario di Stato Usa, fu a suo tempo una star in fatto di miniere “salate”, e ciò non era dovuto alle sue conoscenze geologiche, come nel caso dell’ingegnere tedesco Hans Merensky, ma per la sua conoscenza degli uomini. E solo questo è importante quando si trattano degli affari così importanti, il resto non conta.

Falsificare le prove della presenza di un dato minerale non è difficile, ma la falsificazione ha un’importanza minima nell’inganno. La parte principale la fa la recitazione, una grande e artistica prova recitativa che può durare settimane, mesi o anche anni. E i veri artisti, anche quando scoperti nell’inganno, non sempre si riesce a stabilire come abbiano fatto.

Succedeva, ad esempio, che tre gruppi si disputassero accanitamente l’acquisto di un giacimento, quando un quarto gruppo, una grande società, inviava sul posto Buchanan per vedere se si trattava di un affare vantaggioso. Il proprietario del terreno era l’unico a dimostrarsi calmo, di non avere fretta. Del resto il buon Dio non legge i libri di geologia e se aveva deciso che in quello strano e selvaggio posto non servito da alcuna strada ci fosse dell’oro, non c’era motivo di agitarsi tanto, di subire le pressioni dei geologi e delle società che promettevano milioni.

Per il fatto che non vi fossero strade per raggiungere il giacimento aurifero, il venditore consigliò a Buchanan di lasciare la sua dinamite e i perforatori presso la stazione ferroviaria, e di usare la dinamite che si trovava presso il giacimento. E così fece Buchanan, tranne che per alcuni candelotti che infilò nel suo zaino.

Quando fu il momento di partire, Buchanan e il venditore proseguirono a cavallo per tre giorni attraverso quei luoghi aridi e inospitali, e fu durante questo tragitto che Buchanan si convinse che il venditore era una persona veramente per bene, uno degli ultimi cercatori veramente onesti.

Il modo di accendere il fuoco non lo s’impara dai libri: il vecchio cercatore sfruttava ogni scintilla, ogni minima parte di calore prodotto dalle poche radici. Egli parlava dei fortini sperduti in quelle lande deserte, nei quali non c’era nessuno. In quei fortini egli aveva preso solo ciò che gli era necessario e dopo aver lavato le stoviglie aveva scritto sul tavolo qualche parola di ringraziamento: questo lo fanno solo gli old-timmer, i veri cercatori. Molti dettagli dimostravano sapeva ciò che faceva e diceva.

La sua baracca, poi, non era arredata come se si trattasse dello scenario di un film. Si vedeva che era stata messa su da un uomo che non attingeva la sua saggezza per sentito dire, la cassa di legno con i viveri, per esempio, era coperta di stracci umidi, la migliore ghiacciaia che si possa immaginare. Se uno vuole “salare” la sua miniera, si mette alle costole del compratore e lo accompagna ovunque, se non per altri motivi almeno per vedere se il suo trucco ha effetto. Il vecchio invece sospirava sollevato quando Buchanan gli diceva che voleva prendere da solo i suoi campioni per le prove.

E tuttavia basta un accenno sbagliato, una frase fuori posto, per tradire il venditore che appare sopra di ogni sospetto. Il vecchio cercatore disse a Buchanan che poteva rilevare i campioni dove credeva meglio, poiché il terreno è così ricco che non ha importanza. Fu a questo punto che Buchanan s’insospettì, poiché per quanto ricca sia una miniera, vi sono posti più ricchi degli altri e nessun cercatore farà a meno di richiamare l’attenzione dell’eventuale acquirente su questi posti se il prezzo di acquisto dipende dai risultati delle prove.

Buchanan allora tirò fuori la dinamite dal suo zaino e lasciò da parte la dinamite del venditore, anzi la sigillò accuratamente in un sacco. Il vecchio venditore aveva assistito alla scena senza battere ciglio. Buchanan partì dunque per le sue prove e, quando tornò, il vecchio era scomparso, la baracca era vuota. Rimase introvabile. Quando Buchanan esaminò la dinamite del venditore, scoprì che era piena d’oro. Si trattava di un trucco pericoloso quello di nascondere granuli d’oro nella dinamite, non è affare per tutti, poiché la dinamite può scoppiare con la massima facilità senza quasi una causa determinata.

L’imbroglione che sa preparare la dinamite a qual modo è però sicuro che la truffa riesca: laddove si rilevano i campioni con esplosivi manipolati in tal modo, il suolo è pieno d’oro!




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