domenica 27 novembre 2011

Intanto tagliano l'assegno ai pensionati


Quando vedo la ministra del lavoro e delle politiche sociali (pensa un po’, la vicepresidente del consiglio di Banca Intesa, con in quota, per statuto, minimo lo 0,5 delle azioni) mi viene in mente Federico II di Prussia (gli assomiglia anche un poco) il quale vedendo sul campo di battaglia un milite titubante gli disse: «Cane! Speravi dunque di vivere per sempre?». E ciò che lei pensa dei vecchietti quando stanno per attraversare la strada.

Il governo dei mantenuti ha deciso di manifestare – dopo i diffusi dubbi sollevati anche dai propri sponsor – la propria esistenza in vita. Si viene così a sapere, grazie ai soliti bicchieri colmi di anticipazioni di cui sono prodighi i giornali – che tra i primi provvedimenti ci sarà il taglio delle pensioni in essere. Il furto con destrezza sarà attuato – per il momento – con il taglio dell’adeguamento annuale dell’inflazione. Si dirà: poca cosa. Col cazzo, rispondo. Su una pensione di mille euro, il taglio in dieci anni sarà di circa 250 euro mensili secchi. Sempre se non aumenterà l’inflazione. E non date retta se diranno che invece è per un anno o due. Mentono sapendo di essere delle merde.

E ci vogliono settimane di pensatoio per aumentare l'Iva, introdurre l'Ici e tagliare le pensioni? Stanno circonvenendo un paese di 39 milioni di analfabeti.

L’Isi, la ricordate? Era l’imposta straordinaria sugli immobili, talmente straordinaria che l’abbiamo pagata per quasi un ventennio. Questo è un paese dove i teppisti hanno sempre trasformato l’ordinario in straordinario e poi in perpetuo, rinchiudendoci in un labirinto da cui non si può uscire. Vedi le accise sui carburanti. Questa è gente che merita di essere accolta in un certo modo sulla loro porta di casa, senza rimorso. Ma non pensate al lancio di proteine.


4 commenti:

  1. Romano Prodi, oggi su Repubblica, esprime un pensiero che non si ha modo di leggere sovente: imputare alla Germania delle responsabilità precise e incontrovertibili nella attuale situazione di soffernza. Forse non è grande cosa ma, considerato il pulpito, mi accontento. Il punto, pero', mi sembra altro e cioè se è da preferirsi(si fa per dire)un collasso socio-economico, anche pesante, nei paesi del Mediterraneo rispetto ad uno equivalente nei paesi del nord Europa, Germania in testa. Le situazioni sciagurate il sud le ha sempre subite ed in qualche modo, autarchicamente risolte. La Germania, a detta di alcuni osservatori, le proprie gravi periodiche crisi le esporta. Con la guerra e la distruzione. E questo dal tempo del prima citato Giulio Cesare, ma con questo si torna al tema, il potere e la morte, di altro suo elzeviro.

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  2. prodi è un altro dei massimi responsabili di questo disastro, stia zitto prodi

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  3. Da non perdere il sondaggio del Sole 24 Ore sugli italiani che, come un sol uomo - maggioranze bulgare del 90% - si dichiarano "pronti ai sacrifici". Una union sacrée nel nome dell'ombrello di Altan. Un popolo a 90 gradi, pronto per il cetriolo.

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  4. Sulle responsabilità di Prodi concordo pienamente. Rimane aperta, pero', la questione se sia piu'gestibile, dagli USA ad esempio, una crisi dell'Europa del nord o una dell'Europa del sud. Allo stato delle cose direi che la situazione si delinea.

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