sabato 28 febbraio 2026

Il conflitto inevitabile

 

Tempo al tempo e anche di loro non sentiremo più la mancanza.

Il rapporto di Citrini ha toccato un punto delicato della questione “capitalismo”. Si sentono tutti o quasi preoccupati per quello che succederà domani o dopodomani. Tranquilli, non succederà nulla di così catastrofico nel tempo ravvicinato, salvo crisi finanziarie e robetta come depressione economica, qualche rutto sociale e alla Casa Bianca uno scappato da Bedlam. Il capitalismo non crollerà, si trasformerà in qualcos’altro. Quando? Non lo so, ma che importanza ha? Non da un giorno all’altro, né da un anno all’altro. Moriremo tutti prima di allora, o almeno molti di noi avranno già tirato le cuoia. Diamogli un po’ di tempo, siamo solo agli inizi della sua trasmutazione.

Anche per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, non è un mostro di Frankenstein, né HAL 9000. Non è per nulla intelligente, nel senso umano: i suoi risultati possono apparire sofisticati, ma i modelli non ne comprendono per nulla il significato. Questa distinzione è cruciale e costituisce una delle ragioni principali per non cedere, tra l’altro, all’idea che sostituirà in tutto e rapidamente la maggior parte dei lavori d’ufficio e simili. Del resto, un robot non avrà mai gli occhi colmi di pensieri lontani.

Né bisogna credere che l’IA riduca i costi, aumenti la produzione e apra la strada a modelli di business completamente nuovi, proprio come è accaduto nelle precedenti rivoluzioni tecnologiche. Questa è una consolante illusione. Quando il computer e internet sostituirono le macchine da scrivere, la calcolatrice e molti impiegati con il bloc-notes, poi ad affiancare i superstiti sono apparsi i programmatori, i venditori di cianfrusaglie informatiche e tutta una pletora affine della stessa filiera.

Con l’intelligenza artificiale non è così. Non viene scambiata la macchina da scrivere con il computer, riscritta la mansione dell’impiegato e ristrutturato l’organigramma dell’ufficio, ma sconvolta dalle fondamenta tutta l’architettura concettuale, organizzativa, implementativa e gestionale delle attività lavorative (e non solo lavorative), creando, tra l’altro, inevitabili tensioni nella gerarchia del lavoro, tra la logica manageriale e la pratica lavorativa dei dipendenti.

Se con la microelettronica e internet è cambiata la nostra vita, con l’IA viene a modificarsi anche la nostra identità, i confini tra uomo e macchina. Il conflitto è inevitabile.

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