Non mi riferisco solo alle comiche zuffe sul referendum qui da noi, ma a cose di ben più grave rilievo e alle quali quasi nessuno (qui in Italia) presta attenzione, almeno fino al giorno in cui la realtà (un’Europa in mimetica e ancor più tedesca, per esempio) non suonerà al campanello di casa nostra. E allora gli “esperti” a gettone spunteranno come funghi tossici, a spiegarci che ci vuole più geopolitica, e ciò vuol dire intensificare le tattiche di questa politica.
A Monaco, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha deriso l’esercito russo, definendo la sua avanzata in Ucraina “appena più veloce di una lumaca da giardino”. Poi ha rincarato: “Questo cosiddetto orso russo non esiste”. Molto bene, possiamo stare tranquilli, l’era transatlantica è tutt'altro che finita, e che cosa questo significhi per il mondo è facile da intuire.
A dicembre, lo stesso Rutte aveva affermato: “Siamo il prossimo obiettivo della Russia”. Due generali con più stelle di un resort pugliese, l’ispettore generale delle forze armate tedesche e il capo di stato maggiore britannico, avevano appena detto che la Russia, malvagia come la conosciamo, sta preparando le sue forze armate a una possibile escalation del conflitto al suo confine occidentale. Questo è estremamente pericoloso, dicevano, e aumenta il rischio di guerra. Cosa fare? Riarmarsi, aumentare la prontezza militare e continuare a mandare truppe nell’Europa orientale, in Lituania, Lettonia, Estonia, proprio dove passa il confine occidentale della Russia.
E se fosse proprio questa la causa, l’invio di truppe e aerei ai confini con la Russia a provocare il consolidamento russo ai propri confini? Dicevo che ragionare è passato di moda, la propaganda prende tutto quello che può. Anche se si tratta solo dell’affermazione che l’oppositore russo Alexei Navalny sia stato assassinato con una secrezione di una rana velenosa sudamericana.
La cosa è curiosa: nessuno sa come i campioni di tessuto del suo corpo siano arrivati in Occidente. Nessuno può sapere se siano stati manipolati, ammesso che siano autentici. Le prove serie avrebbero un aspetto diverso. Ma non importa: la teoria della rana, lanciata giusto in tempo per la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, contribuisce a legittimare la corsa agli armamenti. Come detto, a nessuno è permesso iniziare a usare il cervello.
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