Se la razionalità contasse qualcosa, vista la crisi industriale “che spinge la cassa integrazione”, i bassi salari (bassi prima, adesso e lo saranno anche dopo), questo governo dovrebbe essere alle battute finali. Poi leggi: “Piazza Affari sempre più generosa, nel 2026 distribuirà dividendi per oltre 42 miliardi”. Beh, 700 euro a cranio, neonati compresi, è pur sempre un po’ d’ossigeno.
E invece si tratta della distribuzione di cedole agli azionisti delle principali società quotate in Borsa, come già nel 2025 per un importo lievemente inferiore. In testa le due banche monopoliste, Intesa e Unicredit, quindi le società del settore utility ed energia (leggi bollette). La Borsa di Milano supera quella di Madrid, che era stata regina nel 2025, ma anche quella di Parigi, e pure l’indice paneuropeo Stoxx 600.
Insomma, come direbbe una massaia parsimoniosa, uno dividend yield a 4,32%, contro quello medio europeo al 2,94. Ma attenzione, le cedole sono al massimo storico anche nel mondo: 2.300 miliardi. Una corsa sfrenata che prosegue ininterrotta da oltre un decennio, scrive il giornale dei padroni italiani, il quale precisa che “il 2025 è stato il quinto anno consecutivo da record per le distribuzioni e la striscia potrebbe proseguire anche nei prossimi dodici mesi, salvo sorprese”.
Ma a noi, che in questi giorni grassi di carnevale ci abbiamo i coriandoli anche tra le chiappe, che ce frega? Nemmeno la scoperta di un villaggio vichingo nel cratere Perepelkin, sul lato nascosto della Luna, ci distrarrebbe dal carnevale e dalla vacanza sulla neve. È vero, la settimana bianca costa sempre di più, dunque non ci resta che il week-end, e però sui monti non si trova una camera libera fino a dopo pasqua. E già si deve pensare al pontazzo tra fine aprile e il primo maggio, quindi prenotare per l’estate e altre frivolezze permesse dalla bella stagione.
C’è ancora molta gente soddisfatta del presente e che già pensa ai lucrosi dividendi del futuro. Il grande Gatsby è ancora nel menù, probabilmente un suo surrogato all’aceto balsamico. Nessun rimprovero, nessun ridicolo moralismo, ognuno di noi vive come vuole e come può, intrappolato nella rete che chiamiamo società. Nessuno è obbligato ad avere negli occhi le preoccupazioni del mondo. Tra un po’ saremo morti e sarà come se non fossimo mai passati di qua.

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