La tua sessualità è normale (nel senso che non sei né uno stupratore seriale, né occasionale)? Il tuo stile di vita è ordinario? Vuol dire che sei una creatura normale, che la tua vita è normale, e che per questo motivo il tuo nome non compare nei milioni di documenti del caso Epstein. Insomma, non fai parte del mondo di Jeffrey Epstein, costruito attorno a una premessa presente in tutte le società umane: ci sono le masse e c’è l’élite. Metti una dozzina di persone in una stanza e, nel giro di un’ora, tre o quattro di loro avranno già inventato una buona ragione per considerarsi separate ed evitare di mescolarsi con gli altri.
L’umanità è virale; così come l’assenza di umanità. Definire l’una o l’altra, l’una in relazione all’altra, non è semplice quando si mescolano, e lo fanno. CEO di multinazionali, imprenditori, politici, intellettuali, principi e principesse, opportunisti vari. Che gruppo eterogeneo di persone ... Nel piccolo mondo di Epstein si trovano persone di notevole talento, ma anche impostori, il più importante dei quali era proprio Jeffrey Epstein.
Al centro di questa miscela ci sono virus efficaci (i virus prosperano nel calore di estuari e paludi). Epstein, famigerato mezzano del jet-set, è stato trovato morto nella sua cella come uno spacciatore che sapeva troppo. Potremmo chiamarlo Brian, come il manager dei Beatles, morto nel 1967 all’età di 32 anni per overdose di barbiturici. I Beatles erano in India, con un guru, quando accadde. Il loro vero guru era scomparso.
Non si sa fino a che punto l’altro Epstein, il pappone la cui corrispondenza l’amministrazione americana sta attualmente rendendo pubblica senza aver condotto alcuna vera indagine o (apparentemente) alcun controllo, fosse un guru per alcuni dei “grandi uomini” a cui si associava e ricattava. I file su cui fantastica l’intera sinistra mondiale mi ricordano un comunicato stampa degli Archivi Nazionali degli Stati Uniti che annunciava che “tutti i documenti non divulgati per motivi di classificazione relativi all’assassinio del presidente Kennedy vengono resi pubblici”.
C’è tanta gente entusiasta della declassificazione dei documenti relativi a questo o quel caso. Che non sa che i veri segreti non viaggiano per mail, ma in cifra e su linee dedicate e canali protetti. Un mucchio di sciocchezze quelle sul caso Kennedy che vanno di pari passo con quelle di suo nipote, Robert Francis Kennedy, ora Segretario della Salute degli Stati Uniti. L’assassinio di JFK ha generato, per oltre sessant’anni, la sua dose di teorie e altre fantasie stravaganti. Ettolitri d’inchiostro, infiniti brainstorming e ogni sorta di ipotesi verosimile e inverosimile, ma alla fine cosa è stato scoperto nei circa 30.000 documenti resi pubblici?
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