lunedì 16 febbraio 2026

È mancato solo il Sieg Heil

 

Alla conferenza di Monaco, Ursula von der Leyen, non sapendo cosa dire di originale, s’è buttata sul comico, celebrando il “risveglio europeo”. Ha dichiarato che l’economia russa è “sostanzialmente indebolita”. Quella europea invece scoppia di salute. Attenzione alle schegge.

Il presidente francese Macron ha scoperto l’acqua calda, sostenendo la necessità di fare dell’Europa una “potenza geopolitica” (vaste programme) e ha promesso ulteriori colloqui sulla deterrenza nucleare. Già vedo i mangiarane condividere le chiavi della Force de frappe con i mangiacrauti.

Secondo Le Monde, la Germania ritiene che gli sforzi della Francia per aumentare la spesa per la difesa siano “insufficienti” e la invita a “fare risparmi”, in particolare nei programmi sociali. Testuale.

Il premier britannico, Keir Starmer, ha chiesto di prepararsi a “combattere” la Russia con qualsiasi mezzo. Forse non ha chiaro che la Russia con un solo ordigno nucleare può cancellare l’Inghilterra dal mappamondo. Starmer ha anche annunciato che il Regno Unito avrebbe schierato il suo gruppo d’attacco di portaerei nell’Atlantico settentrionale e nell’Artico e avrebbe rafforzato la cooperazione nucleare con la Francia.

I 27 Stati membri dell’UE hanno speso circa 320 miliardi di euro per la difesa lo scorso anno, rispetto ai 200 miliardi di euro prima del 2022. E in vista vi sono ulteriori aumenti: solo prima di Natale, il Bundestag ha approvato ordini per carri armati, aerei, navi e altri equipaggiamenti per un valore di oltre 70 miliardi di euro. Non sono pazzi, sono tedeschi.

Nel suo discorso di sabato a Monaco, il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha espresso soddisfazione per gli sforzi dei membri dell’UE e della NATO: “Vogliamo che l’Europa sia forte. Crediamo che l'Europa debba sopravvivere”. Grazie amico, queste sono parole che vengono dal cuore.

Ha aggiunto che “le migrazioni di massa” stanno “destabilizzando” i paesi occidentali, ha criticato il “culto del clima” e ha messo in guardia dalla “deindustrializzazione”. Guardasse in casa sua, che qualche problema ce l’hanno.

Per 500 anni, l’Occidente si è espanso fino al 1945, poi si è “ritirato”. La conseguenza: “I grandi imperi occidentali sono entrati in un declino fatale, accelerato da rivoluzioni comuniste senza Dio e rivolte anticoloniali che hanno trasformato il mondo e coperto ampie zone della mappa con la falce e il martello rossi”. Nel Main Kampf, fatta eccezione per il riferimento a Dio, Rubio deve aver letto qualcosa del genere.

Quindi: gli Stati Uniti non vogliono essere “amministratori educati e ordinati di un declino occidentale”. Pertanto, non vogliono nemmeno che “i nostri alleati siano deboli, perché questo ci renderebbe più deboli”. L’offerta di diventare partner minoritari di una superpotenza è stata accolta con una standing ovation a Monaco.

Sempre secondo Le Monde: “tre leader tedeschi – Boris Pistorius, Ministro della Difesa; Johann Wadephul, Ministro degli Esteri; e Markus Söder, Ministro-Presidente della Baviera – seduti in prima fila, hanno salutato con la standing ovation alzandosi. Il riflesso è stato lo stesso dietro di loro: la maggior parte del pubblico, composto da una quarantina di funzionari e rappresentanti eletti americani mescolati all’establishment diplomatico e della difesa europeo tradizionalmente atlantista, si è alzata in piedi”. È mancato solo il Sieg Heil, ma tempo al tempo.

Per doverosa informazione: il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha sostenuto il rafforzamento delle Nazioni Unite, della cooperazione e del multilateralismo. Con quanta sincerità non sappiamo, ma se non altro non s’è unito al coro deriva plutocratico di tendenze autoritarie. Perché, nella distrazione generale, è di questo che si tratta.

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