I viaggi dei dipendenti della redazione sportiva del Washington Post per le Olimpiadi invernali, che iniziano oggi a Milano e Cortina, sono stati cancellati. Per una ragione molto semplice: la redazione sportiva verrà chiusa completamente, una decisione già presa anche dal New York Times diversi anni fa (ha acquistato la copertura sportiva da The Athletic).
Come riportato dall’Associated Press, più di un terzo del personale sarà licenziato, per un totale di 300 posizioni su 800, con la chiusura gran parte delle redazioni estere (tutti gli uffici di corrispondenza in Medio Oriente) e anche la redazione di punta del quotidiano, un tempo liberal, è destinata a ridursi significativamente. Per compensare, Bezos, il miliardario di Amazon, ha assunto tre nuovi commentatori dalla rete MAGA lo scorso autunno. Dunque si tratta anche di un riorientamento editoriale, ossia politico.
Un caporedattore, evidentemente non tra quelli che hanno ricevuto la mail di licenziamento, ha descritto le misure prese come dolorose ma necessarie per garantire il futuro della pubblicazione e affrontare i cambiamenti tecnologici e l’evoluzione delle abitudini di lettura.
Il quotidiano opera in perdita da anni e il calo degli abbonati è probabilmente dovuto, almeno in parte, a campagne politiche cervellotiche, tipo dimostrare l’influenza russa sulle elezioni che hanno eletto Trump nel primo mandato (in tal senso, mi viene in mente, in particolare, un quotidiano italiano).
Bezos aveva acquisito il giornale nel 2013 per l’equivalente di 230 milioni di euro. Nel febbraio 2025, ha incaricato il comitato editoriale di pubblicare solo articoli di opinione che sostenessero le libertà personali e il libero mercato. Il direttore responsabile degli articoli di opinione e anche molti noti editorialisti e dipendenti di lunga data hanno lasciato il WP per protesta dallo scorso anno.
Il cambiamento tecnologico si accompagna a quello politico. Anche le prospettive sociali andranno di pari passo. Non siamo più nel mezzo tra due epoche, ma già in quella successiva, laddove i media non sono solo strumenti di generazione di profitto, di appropriazione privata del plusvalore, ma di nuove forme di potere e di controllo. Il capitalismo delle piattaforme, l’interconnessione della società attraverso la comunicazione mediata dai computer e dall’IA, prevede la possibilità di manipolazione e il dominio di una nuova classe vettoriale su miliardi di persone.

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