"tutto il resto è noia, ... noia, noia, noia ... "
Nell’apatia generale, occupati in questioni rilevati come la cura del cane, del gatto e l’ultima strofa dell’inno nazionale, non ci siamo accorti che è cambiata la natura della guerra, sono cambiati i rapporti internazionali e, soprattutto, che la nave (il pianeta) è ormai in mano al cuoco di bordo.
Il caso Venezuela è ai limiti del surreale, ossia è in linea con ciò che può succedere ovunque in Sudamerica. L’operazione statunitense viene presentata come un “trionfo completo”: sono riusciti a decapitare di fatto uno Stato con 30 milioni di abitanti e vaste riserve di petrolio, le più grandi del pianeta. Ciò è stato possibile perché le forze armate venezuelane sono di fatto inesistenti e i loro generali sono dei traditori corrotti (*).
Viene citata la Dottrina Monroe, con il cosiddetto corollario Trump, dimenticando che ben prima è esistito un corollario Roosevelt (1904). Dunque si tratta di una storia antica quanto il petrolio e le prime trivellazioni in terra venezuelana. Negli anni Sessanta si arrivò persino a un cambio di strategia sotto la presidenza Kennedy: “aiutare i poveri per salvare i ricchi”.
La melma umana statunitense sa bene che all’apice del dominio della Standard Oil, lo sfruttamento del petrolio venezuelano rappresentava ben la metà dei profitti che il raket statunitense ricavava dall’America Latina. Al Capone al massimo poteva gestire il suo racket in tre distretti, i gangster con sede legale a Wall Street operano in tutti i continenti.
Qualora non fosse ancora chiaro, si tratta di una spinta alla ricolonizzazione dell’America Latina nel suo complesso e alla subordinazione assoluta dell’intera regione agli interessi di profitto degli Stati Uniti e alla preparazione per una guerra mondiale.
Il prossimo obiettivo sarà la Groenlandia oppure Cuba? Che l’isola caraibica ritorni ad essere il postribolo dei tempi di Batista è un’idea accarezzata sicuramente dal giocatore di monopoli che sverna a Palm Beach. Ma anche l’egolatra di Mar-a-Lago deve stare attento: le nuove tecnologie sono un’arma a doppio taglio, funzionano da remoto e possono, al bisogno, acchiappare chiunque.
(*) Il Venezuela era stato fornito di nuovi sistemi di difesa aerea russi (sistemi missilistici terra-aria S-300VM, sistemi Pantsir-S1 e Buk-M2, caccia Su-30MKV dotati di missili aria-aria R-77, uno dei più avanzati nell'arsenale russo), ma se non li usi è come non averli.

L'azione militare degli USA - lama affilata nel burro di passività voluta? o di sorpresa sorprendente incapacità? - è stato un altro shock - sì, niente di inatteso, come la morte della mamma di novant'anni, ma quando muore piangi - shock al quale ho reagito, credo, cercando riparo nell'immagine ripetitiva dei Meli che cercano di fermare gli Ateniesi appellandosi al diritto alla neutralità autonoma - non andavo avanti, restavo al momento del tentativo di fermare il più forte con il richiamo a un diritto sostitutivo dell'esercizio della pura violenza da parte del più forte, numeroso, armato, preparato a uccidere - allora era con le lance, le spade, le frecce, corpi contro corpi - "le nuove tecnologie sono un’arma a doppio taglio, funzionano da remoto e possono, al bisogno, acchiappare chiunque" - qui siamo al dopo dei colloqui disperati: è questa la differenza con quanto avveniva allora? la nostra attuale consapevolezza della cosiddetta "legge del più forte" è uguale a quella di Tucidite, ma deve tener conto di, va integrata con la enorme diversità tecnica rispetto ad allora - la quale cambia le cose? noi umani restiamo gli stessi, invece gli strumenti che usiamo cambiano e modificano gli effetti di ciò che siamo e facciamo? la novità tecnica della bomba atomica sembrava aver mutato le cose al punto da rendere impossibili situazioni come quelle che stanno accadendo.
RispondiElimina"noi umani restiamo gli stessi" è un concetto metastorico. nel trasformare la natura delle cose trasformiamo anche noi stessi. lo schiavo moderno non è più lo schiavo antico, nemmeno la frusta del padrone e il padrone stesso sono i medesimi.
EliminaCapisco. Grazie della segnalazione.
EliminaLa teoria secondo cui sono le condizioni materiali e relazionali nelle quali ci troviamo a vivere che determinano lo sviluppo del nostro assetto psichico è certamente più comprensiva e valida di quella secondo la quale "restiamo gli stessi" a prescindere dal mutare delle condizioni concrete di vita. Se alcune manifestazioni restano in gran parte sovrapponibili può essere compreso col ripetersi di condizioni storiche simili - ad esempio il prevalere nella contrapposizione sociale degli interessi di classe di gruppi il cui potere viene sempre più esteso internamente ed esternamente con la guerra e l'assoggettamento di stati più deboli, sia da parte di Atene allora che degli USA oggi.
Se a livello psicologico individuale è stato utile teorizzare l'esistenza di una tendenza a ripetere che arriva ad avere forza coercitiva (coazione a ripetere, per cui infine "restiamo sempre gli stessi"), questa ipotesi non comporta che con questa tendenza si nasca e non sia invece prodotta da condizioni di vita successive alla nascita - e tantomeno è estensibile a livello antropologico.
Consapevole dei miei limiti non posso e non voglio addentrarmi in approfondimenti che non potrei sostenere argomentando compiutamente.
EliminaCiò premesso e più semplicemente mi pare di rintracciare nella tua risposta un riferimento al marxiano Materialismo Storico.
Ho preso una grossolana cantonata?
Grazie per il tuo commento quale esso sia. Ma soprattutto grazie per tenere in vita questo pozzo di conoscenze.
Ci provo, caro Amico
Elimina