venerdì 16 gennaio 2026

Il gatto cinese

 

I dati dimostrano che l’economia mondiale sta entrando in una nuova era. La Cina ha chiuso il 2025 con un surplus commerciale record di 1.189 miliardi di dollari, con le esportazioni salite del 5,5% annuo e le importazioni stabili. Il record delle esportazioni della Cina va sui libri di storia. Non esiste un precedente storico per un simile predominio nelle esportazioni (*).

Volevano insegnare il capitalismo ai comunisti cinesi. Voilà. Quando impareremo noi a giocare a weiqi?

La Cina non è più solo la terra lontana e sottosviluppata la cui fenomenale forza lavoro fungeva da laboratorio esclusivo per la produzione di beni di bassa gamma destinati a un Occidente dotato di tecnologie all’avanguardia. Continua a inondare il pianeta di vestiti usa e getta, giocattoli di plastica a basso costo e aspirapolvere che si rompono dopo due mesi, ma ora si sta anche affermando come potenza leader in molti settori chiave del XXI secolo: elettronica, social network, auto elettriche, energia decarbonizzata, intelligenza artificiale, eccetera.

Un solo esempio: la società DJI (acronimo di Dà-Jiāng Innovations), con sede principale a Shenzhen, detiene una quota del 76% del mercato globale dei droni civili utilizzati in agricoltura e nei servizi di consegna. Poco prima di Natale, gli Stati Uniti hanno di fatto vietato la maggior parte dei droni stranieri. Questo divieto è rivolto principalmente a DJI. La giustificazione standard: aziende private come DJI sono obbligate a condividere i dati con lo Stato cinese. DJI sta rispondendo diversificando la sua gamma di prodotti e ora produce anche motori per biciclette elettriche e robot aspirapolvere.

L’UE importa tre volte di più di quanto esporti in Cina, con un deficit commerciale di oltre 300 miliardi di euro nel 2024. L’UE intende adottare misure simili a quelle degli Stati Uniti contro la concorrenza cinese. Nuova era, nuove guerre economiche. Dai divieti alle bombe il passo è breve. Pechino lo sa benissimo, ed infatti quest’anno ha nuovamente aumentato il suo bilancio militare del 7,2%, stanziando oltre 200 miliardi di dollari.

(*) A livello interno, con una domanda debole innescata dalla crisi immobiliare, i prezzi alla produzione sono in calo da tre anni e la deflazione è chiaramente visibile: un gelato a volte costa meno di 25 centesimi; le camere d’albergo negli hotel a quattro stelle in molte città costano appena 50 euro e i pasti spesso solo due o tre euro. Di conseguenza, i prodotti cinesi sono diventati sempre più economici all’estero, mentre l’elevata inflazione nei paesi industrializzati occidentali ha reso i loro prodotti significativamente più costosi.

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