giovedì 1 gennaio 2026

L'ultimo botto

 

Tra le tante balle mediatiche che ci hanno tirato dietro l’anno scorso, l’ultima è degna dei botti di capodanno. La fonte pare sia la BBC, neanche questa fosse l’oracolo di Delfi. Anzi, un “outlet indipendente”, qualunque cosa ciò voglia dire. La notizia, ripresa ampiamente dagli altri media, è questa: negli ultimi 10 mesi, sul fronte ucraino sarebbero morti 350mila soldati russi. Per avere un raffronto numerico simile in una guerra, nello stesso arco temporale (guerre di Corea e Vietnam comprese), si deve andare indietro nel tempo fino al 1944-’45 (*).

Non vanno contati solo i morti, ma anche i feriti, che in genere stanno in rapporto di 2 o anche 2,5 per ogni morto. Tuttavia, teniamoci bassi, a un rapporto minimo tra morti e feriti di 1:1. Vengo al dunque: mediamente una divisione (due brigate) è composta tra gli 8.000 e i 10mila effettivi (oggi raramente si superano tali aliquote). A dar retta alle cifre sui morti russi si dovrebbe ritenere che in soli 10 mesi sul fronte ucraino la Russia abbia perduto non meno di 30-35 divisioni; se poi s’includono anche i feriti ed escludendo i prigionieri, si deve concludere che in meno di un anno le forze armate di Mosca abbiano perduto almeno 50-60 divisioni, vale a dire tra i 20 e i 30 corpi d’armata, ossia non meno di 10 armate.

La “notizia” precisa, inoltre, che tali perdite (solo per i morti) sono aumentate del 40% rispetto al 2024. Si tratta di almeno altre 20 divisioni, se si escludono feriti, prigionieri, eccetera. Altrimenti il numero di divisioni perdute raddoppia. Ad essere ottimisti, la Russia negli ultimi due anni dovrebbe aver perso complessivamente non meno di 80-100 divisioni. Una debacle (**).

Insomma, basta poco per rendersi conto che ci trattano da stupidi, che c’è una gara di propaganda a chi la spara più grossa. Non c’è da meravigliarsi, l’Europa è in guerra con la Russia (questa è la sola vera notizia) e, com’è noto, la prima vittima di ogni guerra è la verità. Quanto alla decenza, non è il caso di parlarne.

(*) Il Regno d’Italia, nella guerra 1915-’18, ebbe a contare circa 640.000 morti. Tra questi non pochi per malattia o perché rimasti sepolti sotto valanghe di neve (anche un’intera grande unità). Centomila morirono nei campi di prigionia del nemico. Feriti e mutilati furono circa il doppio dei caduti.

(**) Secondo una mia stima, ovviamente molto approssimativamente, i caduti delle due parti direttamente coinvolte nel conflitto, in quasi quattro anni, sono stati non più di 100-120mila soldati, con una media mensile che non dovrebbe superare di molto i 2.000-2.500 effettivi, quasi equamente suddivisi tra le due parti. Per i feriti (in vario grado) la stima è ancora più difficile, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 250mila complessivi.

Nessun commento:

Posta un commento