domenica 4 gennaio 2026

La guerra europea continua

Il 19,25 per cento del territorio dell’Ucraina corrisponde a circa 117.000 kmq. Rapportato per vastità all’Italia, è come se i russi occupassero il 39% del territorio nazionale, isole comprese. Questo per aver chiare le proporzioni del territorio occupato (e difeso) dai russi.

I dati riportati dal Corriere della sera sull’avanzata russa, che ne sminuiscono l’importanza, sono di mera propaganda. La guerra ha i suoi sostenitori, da una parte e dallaltra.

Per esempio, giusto un anno fa, i combattimenti infuriavano intorno al sito della centrale elettrica di Kurakhovo, circa 20 chilometri a ovest di Donetsk. Oggi, la linea del fronte si è spostata di circa 50 chilometri a ovest e nord-ovest da quel punto, raggiungendo attualmente le città gemelle di Pokrovsk e Mirnograd (presa dai russi).

Tutta la cintura di fortificazioni, trinceramenti e avamposti ucraini è sottoposta a forte pressione. In questi capisaldi è concentrata tutta la forza di cui dispone Kiev. Alle spalle di questa linea di difesa non c’è nulla. Né va dimenticato che oltre ai soldati ucraini presenti sul terreno, per quanto riguarda l’armamento, la logistica, l’intelligence e altro, in campo c’è la NATO, con un dispiegamento di mezzi e materiali che non si vedeva dalla seconda guerra mondiale.

La vastità dei territori occupati è comunque d’importanza relativa, ciò che conta realmente riguarda la conquista/difesa delle aree strategiche. Dove per esempio si trovano le risorse minerarie, energetiche ed idriche. A proposito di queste ultime, ho già segnalato recentemente che i canali che forniscono acqua a tutto il Donbass iniziano nell’entroterra di due città, Sloviansk- Kramatorsk. Ed è nella conurbazione di queste due città che si sta sviluppando una battaglia decisiva per quanto riguarda il Donbass.

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Il tenente generale Kirilo Budanov, capo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino (HUR), ha accettato generosamente un regalo dal suo presidente, Volodymyr Zelenskyj: diventare capo dell’amministrazione presidenziale. Budanov succederà ad Andriy Yermak, dimessosi il 28 novembre dopo che il suo appartamento è stato perquisito dagli investigatori anticorruzione. L’inchiesta si è concentrata su una cifra sbalorditiva di 100 milioni di dollari in tangenti presumibilmente pagate a una banda di ministri, membri del parlamento e collaboratori di lunga data di Zelenskyj.

Il criterio più importante per un successore era quindi aver dimostrato talento nel nascondere i propri redditi illeciti. Budanov, attivo nell’HUR dal 2007, non è mai stato accusato di aver infiltrato il sistema di corruzione di Kiev, ma solo di aver commesso illeciti in modo onorevole. Lui stesso ha ammesso l’8 maggio 2023: “Abbiamo ucciso russi e continueremo a uccidere russi in tutto il mondo fino alla completa vittoria dell’Ucraina”. Il 13 luglio 2024, ha parlato con ancora più enfasi alla televisione nazionale, affermando che il suo servizio aveva elaborato piani per l’eliminazione di Vladimir Putin e stava continuando a farlo, ma tutti i tentativi precedenti erano falliti. Ci stanno ancora lavorando.

Budanov appartiene a quella razza di individui che sono felici di rischiare una guerra nucleare. Appropriatamente, nel giugno 2006, ha dichiarato la sua fedeltà al “comandante immortale” Stepan Bandera. Zelensky ha giustificato la sua nomina affermando che “Kirilo” possiede una speciale esperienza in materia di sicurezza e ha la “forza necessaria per ottenere risultati”. Non è difficile prevedere che ancora molto altro sangue verrà versato. 

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