lunedì 26 gennaio 2026

Una questione di volume e di potere

 

“Diranno che hanno inviato le loro truppe in Afghanistan, ed è anche vero, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontani dalla linea del fronte”, ha dichiarato Trump, riferendosi all’intervento della Nato in Afghanistan. Le parole di Trump hanno suscitato un putiferio tra i leader europei, ma costoro avrebbero fatto meglio a tacere.

La guerra condotta dalla Nato in Afghanistan ha causato principalmente la morte di civili afghani; centinaia di migliaia di persone ne sono state vittime. Le truppe occidentali hanno commesso numerosi crimini di guerra. Soprattutto personale militare e agenti statunitensi hanno torturato e assassinato prigionieri afghani; le incursioni notturne su villaggi e fattorie, in cui intere famiglie sono state massacrate, sono state innumerevoli. In definitiva, la guerra ventennale in Afghanistan, con tutte le sue atrocità contro la popolazione civile, si è rivelata il metodo più omicida immaginabile per riportare i talebani al potere. Ma le vittime afghane, le vittime della popolazione soggiogata, sono, come al solito nelle dispute tra imperialisti, del tutto irrilevanti.

La faccenda è andata fuori strada anche sotto un altro aspetto. Chiunque giudichi Trump e i suoi compari in base alla veridicità delle loro dichiarazioni ha già commesso il primo errore. Nell’era di X e di altre piattaforme la verità è meno importante che mai; è una questione di volume e potere. Quando Trump dà dei codardi ai soldati europei, lo fa per affermare il dominio degli Stati Uniti e suo personale.

I problemi con Trump e con il suo consiglio mondiale per la pace sono solo all’inizio. Il mondo da cui veniamo non esiste più, e questo è un ottimo pretesto per aumentare le spese militari, per reintrodurre la coscrizione, insomma per prepararci alla guerra. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz al Forum ha presentato un programma di militarismo, riarmo e nazionalismo economico che si inserisce perfettamente nella tradizione delle mire tedesche di potenza mondiale.

Né va rimosso il fatto che il fulcro della discussione al World Economic Forum, oltre al disgustoso spettacolo di Trump, è stata l’intelligenza artificiale. Il CEO di Anthropic (Claude), Dario Amodei, ha sostenuto che l’IA aumenterà drasticamente la disoccupazione (che mi pare una cosa oltrettutto ovvia). L’IA potrebbe portare a una rapida crescita, ma questo non andrebbe a vantaggio di tutti, bensì solo di una piccola élite. Che mi pare una conseguenza altrettanto ovvia. Quel libello del 1848 bisogna leggerlo bene: aveva anticipato tutto.

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