mercoledì 28 gennaio 2026

L'accordo commerciale tra UE e India

 

India e UE hanno raggiunto un accordo di libero scambio, che impatta anzitutto sui dazi reciproci. Infatti, l’accordo tra l’Unione Europea e il Paese più popoloso del mondo (5a potenza economica), finalizzato ieri, è destinato a eliminare o ridurre i dazi su oltre il 96% dei beni scambiati. L’interscambio 2025 è stato 136,5 miliardi di dollari. L’UE prevede che le sue esportazioni di beni verso l’India raddoppieranno entro il 2032.

L’Italia esporta per quasi 5 miliardi l’anno (macchinari, prodotti chimici, metalli, tessile/abbigliamento, apparecchi elettronici e prodotti per il trattamento dei rifiuti). Importa per circa 9 miliardi (2024). Il saldo commerciale è dunque notevolmente sbilanciato a favore dell’India.

L’India ha già annunciato investimenti miliardari nel settore della difesa nei prossimi anni. Pochi anni fa, il ministero della Difesa indiano ha revocato il divieto di accesso a Leonardo, che era scattato soprattutto a causa dell’arresto dei due soldati italiani per la nota vicenda. C’era stato anche lo scandalo della Agusta Westland, e controllata da Finmeccanica, accusata di aver pagato tangenti per accedere alla commessa per l’acquisto di 12 elicotteri. Nel 2023 è stato firmato un accordo di cooperazione. 

Il volume degli scambi commerciali tra Francia e India nel 2024 ha raggiungendo i 17 miliardi di euro. La Francia segna nel 2024 un calo del 20% delle sue esportazioni farmaceutiche verso l’India, e allo stesso tempo, le importazioni di telefoni e apparecchiature per le telecomunicazioni continuano a crescere, trainate dall’aumento delle attività di assemblaggio in India. La bilancia commerciale rimane in deficit, raggiungendo 1,6 miliardi di euro nel 2024, in riduzione grazie alle significative esportazioni aeronautiche (Airbus A350 ad Air India), che però sono drasticamente diminuite nel secondo semestre 2024.

Gli scambi commerciali tra Germania e India nel 2024 hanno raggiunto un volume di circa 30 miliardi di euro. La bilancia commerciale indiana è in negativo nel 2024 di circa 3 miliardi con quella tedesca, ma preannunciata quasi alla pari nel 2025. Le esportazioni tedesche consistono principalmente di macchinari e prodotti chimici, mentre l’India fornisce abbigliamento, prodotti tessili e, in misura crescente, prodotti petroliferi.

Più in generale, finora, per esempio e per quanto riguarda l’industria automobilistica europea, l’India ha protetto il suo mercato con dazi elevati, fino al 110% sulle importazioni dall’UE, più alti che in qualsiasi altra grande area economica. In India, con una popolazione di 1,4 miliardi di persone (ha superato la Cina due anni fa), si vendono solo quattro milioni di auto l’anno. L’obiettivo è di arrivare a sei milioni entro il 2030.

Le case automobilistiche europee detengono complessivamente una quota di mercato inferiore al 4% in India. Il produttore giapponese Suzuki Motor è al primo posto, seguito dalle case automobilistiche nazionali Mahindra e Tata. Ciò è dovuto a diverse ragioni. In primo luogo, le auto a prezzi accessibili, che i produttori UE non offrivano, sono molto richieste in India.

Quando si parla dell’auto europea ci si riferisce principalmente all’industria tedesca. Per aggirare parzialmente questi costi, BMW, Mercedes e VW gestiscono i propri stabilimenti di assemblaggio in India. Nel 2025, Volkswagen ha venduto poco più di 70.000 auto in India. A titolo di confronto, Volkswagen l’anno scorso ha venduto più di 85.000 Golf in Germania, poco più di 70.000 auto in India. Quasi 20.000 veicoli ciascuna BMW e Mercedes.

L’accordo prevede che le aziende dell’UE possano esportare in India 250.000 auto l’anno a tariffe ridotte, di cui 160.000 con motore a combustione interna e 90.000 elettriche. Le tariffe per i veicoli con motore a combustione interna scenderanno gradualmente al 10% entro dieci anni e per le auto elettriche entro 14 anni. I dazi sui ricambi auto saranno completamente eliminati. Pertanto, non è difficile prevedere che per le industrie tedesche orientate all’esportazione, in primis quella automobilistica, l’India rappresenti il mercato del futuro.

L’accordo riguarda anche l’agricoltura, dunque anche la Francia e i Paesi mediterranei. I dazi sui prodotti agricoli provenienti dall’UE saranno ridotti, tuttavia, esclude prodotti agricoli come carne bovina, riso e zucchero. I dazi sul vino saranno ridotti dall’attuale 150% al 20% per i vini più costosi e al 30% per quelli più economici. I dazi su olio d'oliva, pasta e cioccolato saranno completamente eliminati.

Per contro, l’India potrà esportare più prodotti tessili e farmaceutici. Questo ha immediatamente fatto salire le azioni dei produttori tessili indiani. Inoltre, il commercio di servizi sarà liberalizzato e si prevede che la delocalizzazione per i lavoratori qualificati sarà facilitata. E questo ci dovrebbe preoccupare. L’UE ha concesso alle aziende indiane un’esenzione dai dazi sull’acciaio: potranno esportare 1,6 milioni di tonnellate di acciaio l’anno verso l’UE in esenzione da dazi, una quota significativamente inferiore ai precedenti volumi di importazione dall’India.

L’accordo sarà ora sottoposto a revisione giuridica. Successivamente, entrambe le parti dovranno ratificarlo. All’interno dell’UE, ciò richiede una maggioranza qualificata di 15 Stati membri, che rappresentino almeno il 65% della popolazione dell’unione. Anche il Parlamento europeo deve approvare l’accordo; in tal caso è sufficiente una maggioranza semplice.

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