Quasi il 2% della popolazione israeliana ha lasciato il Paese dal 2022. Israele sta vivendo un esodo di massa. Ciò è dovuto, ovviamente, alla guerra a Gaza, ma anche al costo della vita e degli immobili, con salari insufficienti per la classe media e affitti proibitivi, quindi l’insicurezza e le politiche di Netanyahu. Ciò ha provocato una profonda crisi d’identità tra un certo numero di israeliani, indubbiamente la popolazione migliore, che non tollera più questa coalizione di fanatici ultrareligiosi e l’estrema destra.
Circa 192.000 israeliani hanno lasciato il Paese tra il 2022 e il 2024. “Uno tsunami “, ha scritto la Knesset, il parlamento israeliano, che ha dedicato un rapporto a questo esodo senza precedenti. “Molti israeliani scelgono di costruire il loro futuro fuori dallo Stato di Israele, e sempre meno decidono di tornare”. A dirlo è un rabbino, l’avvocato e deputato centrista Gilad Kariv, che ha presieduto l’inchiesta parlamentare sull’esodo di massa.
Tra coloro che se ne vanno, molti vogliono anche sfuggire ai lunghi mesi di servizio militare. Molti, dal 7 ottobre, hanno perso le loro attività o hanno dovuto lasciare le loro case. Inoltre e per esempio, non deve essere facile per una donna partorire in un rifugio mentre suona la sirena di un allarme. Il tema dell’andarsene è diventato molto comune. Per i più giovani, i più istruiti, partire diventa inevitabile. Pensano prima a sé stessi e non allo Stato d’Israele. Ed è l’esatto opposto del sionismo.
Del resto su che cosa si basa l’identità israeliana? Sulla religione ebraica, che magari non viene praticata. Due popoli, ebrei e palestinesi, che vantano entrambi Abramo e altre favole, avrebbero potuto vivere in pace. Ci si è messo di mezzo il sionismo e il nazionalismo arabo per dirci che degli ashkenaziti, istruiti e intraprendenti, e dei levatini, considerati tribali e sedentari, non potevano andare d’accordo.
(*) Secondo un sito del governo israeliano, che cita il CBS (Ufficio Centrale di Statistica), dal 2022 si è registrato un aumento del numero di persone che lasciano Israele per un periodo prolungato: nel 2022 se ne sono andati 55.300 israeliani (con un aumento del 46% rispetto all’anno precedente), e nel 2023 se ne sono andati 82.700 (con un aumento del 50% rispetto all’anno precedente). Nel 2025, circa 69,3 mila israeliani sono partiti mentre circa 19 mila sono tornati, lasciando un saldo negativo di circa 50,3 mila israeliani.

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