Il 2025 è stato un anno in cui tutto è cambiato, i danni strutturali si riveleranno in tutta la loro gravità troppo tardi per mettervi riparo. Ne è un sintomo evidente il prezzo dell’oro. Ha raggiunto il massimo storico di 4.500 dollari l’oncia troy (31,1 g) la vigilia di natale. Questo ha segnato il maggiore aumento annuo del prezzo dell’oro dal 1979, pari al 71%. L’aumento appare leggermente meno pronunciato in euro (+54%) rispetto al dollaro, perché l’euro si è apprezzato rispetto al dollaro del 12-13% (un aumento del cambio che va ad aggiungersi ai dazi). Tuttavia, il rapido aumento del prezzo del metallo non è iniziato nel 2025, ma è in corso da diversi anni, segno che il dollaro statunitense non è considerato affidabile da diversi anni. Le mattane di Trump hanno solo accelerato questa tendenza.
Tuttavia, anche per motivi facilmente intuibili ed esperienze storiche maturate, il metallo prezioso non è adatto come valuta globale di scambio. Il dollaro è diventato moneta mondiale dopo la seconda guerra mondiale; potrà trovare la fine del suo ruolo solo dopo la terza guerra mondiale, oppure dopo un crac finanziario mondiale d’inedita dirompenza. Le due cose potrebbero essere legate.
L’economia globale è più fragile di quanto suggeriscano i principali indicatori, a cominciare dalla fragilità del settore dell’intelligenza artificiale, vale a dire il divario tra le altissime valutazioni dell’IA e i rendimenti effettivi dell’IA. Ora a dare una mano arriverà la pubblicità su OpenAI. Pagheremo caro, pagheremo tutto: mai slogan è stato più profetico.
L’ideologia dominante ha tutto l’interesse di capovolgere la realtà, ossia di far apparire le contraddizioni e le “disarmonie” del sistema come causa dello sviluppo tecnologico, e non come causa dei fini reali perseguiti nell’impiego delle nuove tecnologie. Domani un post chiaro e semplice sugli effetti dell’IA sulle nostre menti e sulle nostre società.
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