mercoledì 7 gennaio 2026

Jules Verne aveva torto

I soliti stronzi del senno di poi

Solo cinque anni fa iniziava l’era dell’idrogeno. Non l’atomo della tavola periodica di Mendeleev, ma il gas H2 da esso derivato. La tecnologia dell’elettrolisi sarebbe stata il futuro per la creazione di idrogeno “verde” e per porre fine al cosiddetto idrogeno “grigio”, altamente inquinante, prodotto a sua volta dal gas naturale. Va notato che l’idrogeno “grigio”, la stragrande maggioranza della produzione globale, è una delle fonti energetiche più inquinanti sulla Terra, generando circa 10 tonnellate di CO2 per ogni tonnellata di idrogeno prodotta (avete letto bene).

Dunque si è puntato sull’idrogeno “verde”, una fonte di energia miracolosa, a basso impatto ambientale, pronta a inaugurare l’età d’oro per alimentare auto elettriche, aerei e barche. “Sì, amici miei, credo che un giorno l’acqua verrà usata come combustibile, che l’idrogeno e l’ossigeno in essa contenuti forniranno una fonte inesauribile di luce e calore”. Così vaticinava Cyrus Smith, uno dei protagonisti de L’isola misteriosa di Jules Verne.

A livello europeo, il Fondo per l’Innovazione dell’Unione Europea stanziava miliardi per le aziende più avventurose. Denaro pubblico, dunque nostro, anche mio. Anche i giganti del petrolio, BP, ExxonMobil e altri, stavano scoprendo la passione per l’idrogeno e la transizione ecologica. Le compagnie petrolifere erano soddisfatte di poter continuare a gestire le loro reti del gas e le infrastrutture tradizionali con l’idrogeno. Nell’ambito della truffa ambientale, l’idrogeno offriva un futuro economico agli oleodotti.

Un giorno del 2025, l’Agenzia Internazionale per l’Idrogeno (AIE) ha finalmente fatto i conti con la realtà: «La produzione di idrogeno ha raggiunto quasi 100 milioni di tonnellate nel 2024, ma meno dell’1% [dei 100 Mt] si basava su tecnologie a basse emissioni. Sulla base dei progetti annunciati, l’idrogeno a basse emissioni potrebbe raggiungere i 37 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030, una riduzione rispetto alle 49 Mt annue stimate nella Global Hydrogen Review 2024».

La tecnologia e la scienza che promettevano di rendere il settore più verde attraverso l’elettrolisi, alla fine, non sono state abbastanza rapide da soddisfare le aspettative degli investitori. Scrive ancora l’AIE: «La produzione di idrogeno a basse emissioni rimarrà più costosa della produzione continua a base fossile nel breve termine, con proiezioni sui costi per gli elettrolizzatori meno ottimistiche rispetto agli anni precedenti a causa della limitata diffusione raggiunta finora».

Sebbene l’idrogeno verde prodotto per elettrolisi sia migliore dell’idrogeno grigio, la produzione di celle a combustibile a idrogeno per veicoli elettrici rimane un gioco a somma molto bassa per il settore dei trasporti. Per creare una cella a combustibile, si produce idrogeno dall’elettricità, ottenendo un’efficienza del 70%. Successivamente, l’idrogeno deve essere trasportato e compresso prima di essere immesso in una cella a combustibile o in un motore. In entrambi i casi, convertiamo poi tra il 25 e il 50% del potenziale energetico di questo idrogeno in movimento. Il resto viene immediatamente disperso sotto forma di calore. Per guidare un’auto, in definitiva, è necessaria una batteria che alimenti un motore elettrico, con un’ulteriore perdita di efficienza del 10-15%.

La farsa ambientalista è durata una manciata di anni, giusto il tempo di rastrellare milioni in ricerca e sviluppo, ma è giunto il momento di tornare ai buoni vecchi profitti delle raffinerie. Soprattutto perché, di là delle argomentazioni tecniche e ambientali, i tempi sono cambiati in soli cinque anni. L’ordine mondiale non è più definito dalle marce per il clima e dai discorsi di Greta Thunberg, ma piuttosto dal ritorno di Donald Trump. Bisogna dargliene atto, è stato il solo ad andare controcorrente, lui pensava già allora a come mettere le mani sul petrolio venezuelano. Proprio secondo l’AIE, “la domanda di petrolio e gas dovrebbe continuare a crescere fino al 2050”. 

1 commento:

  1. Jules Verne scriveva fantascienza e tale è rimasta come il 95% della fantascienza scritta da allora, una mia stima senza fonti, ma avendo letto letteralmente centinaia di testi di SF una certa competenza me lo sono fatta.
    Chiunque parli di idrogeno verde o grigio o qualunque altro colore dovrebbe essere arrestato.

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