domenica 9 gennaio 2022

A chi frega qualcosa?


Gli Stati Uniti, e con essi l’Europa, sono disposti a rischiare una guerra mondiale per l’Ucraina? L’UE accetterà consapevolmente il rischio di diventare il fulcro di una guerra che spazzerebbe via gran parte della sua popolazione? Queste sono le uniche domande sensate a proposito della situazione ai confini della Russia e del vertice di Ginevra che si aprirà domani secondo quanto concordato da Biden e Putin al vertice dell’estate scorsa.

Dal vertice di Ginevra potrà uscire o un accordo Usa-Russia sulla testa degli europei, oppure solo frasi vuote su “valori occidentali” e “diritti umani”, con nuove minacce di sanzioni contro la Russia. Di quali “valori occidentali” stiamo parlando, delle guerre criminali che gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto negli ultimi 30 anni e che hanno distrutto e devastato intere società in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria?

Gli Stati Uniti sono solo una tigre di carta, condannati a una posizione minore sulla scena mondiale; quanto all’Unione europea, è inesistente sotto ogni profilo, tanto da non essere presente a Ginevra. La Germania dal canto suo, senza le forniture di gas russe non sarà in grado di soddisfare il proprio fabbisogno energetico nei prossimi anni se abbandona l’energia nucleare e alimenta a carbone la produzione di energia.

La capacità straordinaria degli Usa di manipolatore la realtà va riconosciuta. La Russia di oggi non assomiglia in alcun modo alla Russia del passato, ma lo spettro di una Russia proterva e dominata da un’oligarchia corrotta con a capo Putin è ripetutamente raccontata in Occidente per suscitare paura e ansia.

È il modello statunitense quello da seguire, con bizzarri gruppi di sottoculture, strane religioni, odi, divisioni razziali e culturali, guerre tra gang, omicidi, armi da fuoco ovunque, sparatorie nelle scuole, strade non sicure, monopoli globali, redditi bassi e prezzi scandalosi di case e cibo, schiavitù economica, povertà e aumento di senzatetto? È una situazione sociale tutta opposta a quella rappresentata generalmente nei loro film.

I problemi interni dell’America includono il fatto di essere diventata una nazione profondamente divisa e con conflitti sociali che solo un anno fa l’hanno portata sull’orlo di una guerra civile, un episodio con ampie complicità istituzionali che si cerca ora in tutti i modi di mascherare come si fosse trattato di una pagliacciata.

Non ci si mette mai nelle vesti della Russia, si finge d’ignorare che cosa è effettivamente accaduto negli ultimi trent’anni ai suoi confini, si dimentica quale prezzo ha pagato la Russia, lasciata sola, quando ha dovuto dapprima e obtorto collo firmare un trattato con la Germania nazista e poi subirne l’invasione. Eppure basterebbe guardare una carta geografica per rendersi conto dell’aggressività degli Stati Uniti e dello strumento militare, totalmente sotto il loro controllo, noto come Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord.

Che cosa direbbe Washington se la flotta russa scorazzasse permanentemente ai limiti delle acque territoriali americane, che è ciò che fanno invece le flotte statunitensi e dei suoi alleati nel Baltico, nel Mar Nero, nel canale tra la Cina e Formosa, insomma ovunque ci siano “interessi” americani da difendere. Difendere da che cosa?

Giovedì scorso una delegazione franco-tedesca di alto rango si è recata a Mosca per un incontro con l’obiettivo di cercare di far ripartire il cosiddetto formato Normandia, con cui Germania, Francia, Russia e Ucraina hanno negoziato senza gli Stati Uniti.

Naturalmente sulla libera stampa italiana si legge di tutt’altro. Giustamente, perché a chi frega qualcosa realmente? 

4 commenti:

  1. Non mi frega niente dell'Ucraina, e devo dire che emana pure un puzzo di nazismo.

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    1. se passi per l'Ungheria ti ci vuole la maschera antigas

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  2. A me frega e anche molto invece.
    Difatti, nel mio piccolo ho passato questo post ad amici ed amiche, a cui frega anche a loro di tutta questa sporca situazione che si è venuta a creare.
    Buona serata.

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