martedì 27 giugno 2023

Un lavoro ben fatto

 

Christine Lagarde percepisce uno stipendio di poco più di 1000 euro. Dunque non se la passa bene, considerando che Francoforte sul Meno è molto più cara di Cernusco sul Naviglio. Con 1269 euro il giorno c’è poco da scialare. Vero è che le sono riconosciuti come spese di soggiorno altri 209 euro giornalieri, ma con quelli ci paghi appena un paio di colf.

Il Consiglio direttivo della BCE ha deciso a giugno di aumentare i tre tassi di interesse chiave di 25 punti base, vale a dire dello 0,25%. A causa dell’inflazione, dicono, che è più del doppio di quanto appaia nei loro sogni. Perciò vogliono aumentare il costo del credito, in modo che le imprese e i privati prendano a prestito il meno possibile.

L’economia europea non è in recessione? Sì. E l’inflazione non è in gran parte causata dalle aziende, che hanno aumentato i loro profitti? Sì, anche. Aumentare il costo del credito è quindi inefficiente, poiché non è la causa dell’inflazione.

Ascoltiamo i nostri amici: “Nella misura in cui si prevede un crescente rallentamento della domanda, le condizioni di finanziamento più restrittive sono una delle ragioni principali per cui l’inflazione continuerà a scendere verso il nostro obiettivo”. Sono orgogliosi del loro risultato: colpire i consumi e lasciare senza lavoro le persone.

Sono degli artisti e perciò intendono perseverare nello spettacolo: “Le nostre decisioni future faranno in modo che i tassi di riferimento della BCE siano fissati a livelli sufficientemente restrittivi da garantire che l’inflazione ritorni al livello del nostro obiettivo del 2% a medio termine, e che vengono mantenuti a questi livelli per tutto il tempo necessario”.

Perché il nemico è noto: i salari.

Peggio ancora: il tasso di disoccupazione! Senza vergogna “si è attestato a un livello estremamente basso a lungo termine del 6,5% ad aprile” (nella zona euro). Vedi la tensione sul viso di Christine quando pronuncia “estremamente basso”? Perché una disoccupazione che scende troppo vuol dire uno schiavo che raddrizza la schiena di un millimetro. E questo non deve avvenire.

Quindi Christine ha dichiarato oggi al forum di Sintra che alzerà i tassi d’interesse a luglio e di nuovo a settembre, fino a quando, finalmente, non sarà raggiunto il numerino magico del 2%. E, quel giorno, Christine, pagata più di 426.000 euro all’anno (più 76.000 di spese di soggiorno) con le nostre tasse, sarà rilassata, sorridente, contenta di un lavoro ben fatto.


7 commenti:

  1. In tema di economia monetaria, ho le mie idee, che sono giuste. Mi dispiace che non siano né di destra né di sinistra, per cui credo nessuno al mondo concordi con me, ma pazienza. Per quanto riguarda il rapporto fra inflazione e tassi, è estremamente semplice: i tassi sono influenzati dall'aumento dei prezzi, ma i prezzi non sono influenzati dalle variazioni dei tassi. Quella brutta signora francese può aumentare i tassi fin che vuole, e ciò non avrà effetto sul tasso di inflazione. Naturalmente, quando i prezzi avranno smesso di crescere per i cazzi loro, la brutta signora si intesterà il fasullo rapporto di causa/effetto. Sono, insomma, tutte fregnacce. Per equità, occorre anche specificare che le manovre di iniezione di liquidità operate dall'ineffabile predecessore della signora, al fine opposto, cioè di aumentare l'inflazione, erano ugualmente velleitarie.
    La verità è che la banca centrale non serve a un bene amato, salvo stampare moneta e metterla in circolazione. Un altro scopo ci sarebbe, e cioè controllare che le banche non facciano porcherie. Come ha fatto, in modo eccellente, il sig.Visco. O forse no, adesso che ci penso.

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    1. Ho sempre avuto forte sospetto che tu fossi un agente di Goldman Sachs

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  2. Non è la cura che non funziona, quindi, è il malato che non collabora, si ostina a rimanere vivo.
    Pietro

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  3. In effetti l'ipertiroidismo dei tassi rischia di ingavonare il bastimento dell’economia internazionale, sospinto dai colpi del "quantitativ easing" e perciò patologicamente dipendente da un costo del denaro basso. Sennonché, come osserva Erasmo, la crescita dei prezzi, in quanto variabile indipendente, potrebbe risultare ben più difficile del previsto da invigilare senza causare disastri. Il mondo capitalistico è oggi caratterizzato da un difficile dilemma: da una parte, un’inflazione alta e aggressiva; dall’altra, una stabilità finanziaria bassa e precaria. Proporzionato a questo dilemma è il rischio, che va senz'altro chiamato pericolo, per usare una terminologia che è sgradita agli economisti. Viviamo un periodo pericoloso, però, e il problema semmai è che oggi questo pericolo non trova più nella massiccia sovrapproduzione di capitale fittizio e di correttivi fiscali, che ha accompagnato il Novecento e i primi due decenni del XXI secolo, il sedativo opportuno per le ansie delle popolazioni e quindi dei governi. Così, l'ombra cupa della discesa del saggio di profitto si stende sull'economia reale e si proietta su quella irreale, facendo apparire il 'rictus' della Lagarde come un esorcismo poco adeguato alla necessità di scongiurare un pericolo crescente.

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  4. A me è piaciuto molto il vestito che indossava la Sig.ra Lagarde al forum di Sintra, verde asserpentato.

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  5. G. Meloni : l'aumento dei tassi può far peggio dell'inflazione!

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