giovedì 27 ottobre 2022

Ciò che Massimo Cacciari non può dire esplicitamente

 


In autunno, Repubblica riapre la caccia.

Massimo Cacciari sostiene che è ora di finirla col paventare il fascismo, che è roba archeologica, che “i pericoli per la democrazia sono ben altri”. Figuriamoci se non sono d’accordo. Vado random su ciò che ho scritto in passato a tale riguardo.

In un post del 10 giugno 2010, dal titolo Il fascismo non marcia più in orbace, scrivevo: «La ex sinistra di lotta e di governo ha sposato, fin che morte non li separi, i principi del neo liberismo fallito: tagli alla spesa sociale, cuneo fiscale a favore delle imprese e incrementi demenziali per quella militare. La sinistra vetero, invece, è ancora ferma allo statalismo cialtrone e inefficiente del secolo scorso e al programma “anche i ricchi piangono”. Poveri illusi. [...] Tutto il peso della crisi è sulle spalle di chi lavora e ha meno, rilevando che non c’è nulla di democratico in questa politica economica. La classe dirigente sfrutta la crisi mondiale per arricchirsi sempre di più. Il fascismo non marcia più in orbace, ma con il passo felpato dei banchieri».

In un post del 29 giugno del 2011: «Il capitalismo finanziario, il cui scopo è la conservazione di questo stato di cose fallimentare e truffaldino, ha saputo costruire le basi sociali del regime reazionario di massa vigente anzitutto con la collaborazione degli elementi più marci, corrotti e antisociali del sistema, l’alleanza tra il potere economico e il parassitismo politico e le relative camorre sindacali».

In un post del 24 agosto del 2012: «Non c’è più bisogno della camicia nera o dell’orbace, delle adunate di massa. Il fascismo trionfa ovunque, ci solletica in tutti i modi, conosce le nostre debolezze e blandendoci e terrorizzandoci ci convoca plebiscitariamente a tutte le ore davanti a uno schermo per dire: Sì! Senza una continua campagna diffamatoria contro il passato delle lotte sociali e senza scatenare una continua tensione mediatica sulle questioni del debito sarebbe impossibile condurre l’offensiva economica contro di noi e raggiungere determinati scopi».

Per ciò che valgono le mie parole, ovviamente, ma è tutto nero su bianco e dio mi fulmini se ho cambiato una virgola.

Molto più di recente, il 19 ottobre: «Ovunque l’estrema destra prolifera, s’insedia nel paesaggio, poi nei sondaggi, poi al potere. Per quanto assurdo possa sembrare, dà a una proporzione sempre crescente di elettori più speranze di quella che fu la sinistra, che non riuscirà a farla franca gridando semplicemente “fermiamo il fascismo!”. Tanto più in un sistema di pensiero dominato dai social network, dove insulto e minaccia fanno da argomento e la parola “fascismo” non significa più molto, e anche la parola “nazismo”, come abbiamo visto, è stata in qualche modo sdoganata».

Qualche giorno prima, il 13: «Smettiamola pure di chiedere contorsioni senza senso, un servizio minimo di commemorazione o un segno di ravvedimento sono pur disposti a mostrarlo, sia pure a denti stretti e con circonlocuzioni che rivelano che la malattia non l’hanno ancora smaltita. Dalla notte dei tempi la destra reazionaria rifiuta la democrazia, mentre la destra conservatrice la accetta à la Orban».

Massimo Cacciari sostiene anche un’altra cosa: dice che Letta dovrebbe rispondere sul perché di questa sconfitta politica e culturale epocale della sinistra.

Letta e i suoi compari, Bersani compreso, non possono rispondere a questa domanda, se non lateralmente. Perché hanno sposato il liberalismo, come Bersani, o il neoliberismo, come molti altri. Dobbiamo intenderci bene: neoliberismo e liberalismo sono due concetti che rinviano alla stessa cosa, al massimo con sfumature diverse. Dominus in entrambe le versioni è il capitale!

Con l’affermazione del capitale multinazionale e della borghesia imperialista, gli strati di piccola e media borghesia sono stati sospinti verso la proletarizzazione e la perdita progressiva di potere politico ed economico. Questi settori di piccola borghesia si estendono dai piccoli e medi capitalisti, molti dei quali di origine operaia e artigiana, ai piccoli e medi commercianti, ai proprietari agricoli, ai professionisti, tecnici, impiegati.

Questi strati sono totalmente subordinati ai movimenti del capitale multinazionale, ed è pura illusione prefigurarsi la possibilità di sconvolgere l’ordine imperialista. Essi vivono, rispetto alla borghesia imperialista, contraddizioni conflittuali che non trovano nessuna sponda politica per essere organizzate e in qualche modo trovare risposte. In ciò sono spiegate le oscillazioni politiche della base elettorale in questi ultimi decenni e anche in avvenire, salvo la massiccia disaffezione dal voto.

Questo mi sarei aspettato di sentir dire da Massimo Cacciari, che pure un’infarinatura su queste questioni l’ha ricevuta in tempi antichi. Tuttavia, anche per quanto lo riguarda, così come per quanto riguarda Meloni e altri, non si può chiedere che cambino la propria natura, la propria posizione politica in rapporto alla loro oggettiva collocazione di classe.

6 commenti:

  1. Pasolini: «Scrivo “Potere” con la P maiuscola solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più nel Vaticano, né nei potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali: a me, almeno, essa appare piuttosto come un tutto (industrializzazione totale), e, per di più, come tutto non italiano (transazionale)»
    Lui parlava di “consumismo” mezzo secolo fa, e si soffermava sulle mutazioni antropologiche che aveva causato. Se non si fosse spenta la sua voce, è certo che avrebbe affinato l’analisi.
    Quest’anno ricorre il centenario dalla nascita, ma non ho visto grandi celebrazioni.

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  2. https://bit.ly/3DE26Qc

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  3. Di Cacciari ho letto solo il trittico metafisico; dell'Inizio,della cosa ultima labirinto filosofico, ma questo non e' importante.
    IMPORTANTE è constatare come i suoi commenti appaiono anacronistici fuori tempo, come quelli del PD indaffarati ad organizzare una manifestazione per la pace, dopo che il mese scorso, quando erano in parlamento, si schieravano per l'invio delle armi.
    Intanto la destra nei sondaggi (per quelllo che possono valere)continua a salire, semplicemente perche', almeno fino ad ora ,si sta comportando da destra(nelle misere questioni interne) blocco degli immigrati, sblocco del contanti ecc...Quello che invece viene impropriamente definito partito di sinistra,neanche per finta si e' mai,oltre le chiacchere, comportato da sinistra.
    Si parla del Presidente o Della presidente e intanto quelli di destra sguazzano (sorvolando ruffianamente l'argomento) l'economia va affondo ora e quelli di sinistra programmano il congresso tra sei mesi, il che e' tutto dire.....

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    1. da quanti anni vado dicendo che è un partito ESTINTO? E allora di che cosa ci dobbiamo meravigliare ancora?
      L'unica forma di opposizione possibile è fuori dal parlamento, ma non vedo alcun soggetto sociale in grado di organizzare qualcosa di serio in tal senso. Voglio dire che un'opposizione disarmata dal punto di vista teorico e dell'organizzazione di classe è destinata alla sconfitta. Dal punto di vista teorico c'è solo confusione e divagazione, conseguentemente da quello organizzativo siamo all'anno zero. Le priorità che in questo momento hanno in generale le persone, sono quelle di avere il denaro per mangiare la pizza, acquistare un nuovo cellulare, ecc.. Certo, le cose cambieranno, ma la notte sarà lunga.

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    2. "Opposizione disarmata dal punto di vista Teorico"
      ecco la frase concetto da apporre nella sede del PD.

      Le cose cambieranno, aggiungi poco dopo, io non ne sono piu' convinto proprio perche' ancora Plagiandoti ...la gente pensa alla pizza al telefono alla vacanza ecc ecc ecc e sempre piu' continuera a pensare a queste cose...

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