venerdì 6 febbraio 2015

A un passo dalla guerra totale


Mentre siamo distratti dai patti del Nazareno e dalla rivoluzione greca che finora si è sostanziata nella dura e unilaterale decisione dei suoi leader di non portare più la cravatta, il presidente della repubblica francese, dopo quanto aveva affermato Gorbaciov a Der Spiegel giorni addietro, ha dichiarato testualmente prima di intraprendere con la cancelliera tedesca un viaggio a Kiev e a Mosca:

«Il y a des armes lourdes disposées en Ukraine, des tirs d’artillerie, des hôpitaux visés… On est passés en quelques mois d’un différend à un conflit, et du conflit à la guerre. [...] Là, nous sommes dans la guerre, une guerre qui peut être totale

Non serve padroneggiare la lingua francese per comprendere il senso di queste drammatiche parole. Una guerra aperta in Ucraina significa una guerra in Europa, una guerra tra la Nato e la Russia.

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Lo penso da sempre e lo scrivo spesso in questo blog: gli Stati Uniti d’America rappresentano la più grave minaccia per la pace nel mondo. L’espansione della Nato, braccio armato dell’imperialismo americano, verso Est è un dato di fatto, in spregio dell'Atto finale di Helsinki nel 1975 e dalla Carta di Parigi nel 1990. Non si può disconoscere, infatti, che la Nato e gli Usa in particolare si siano intromessi nelle vicende interne dell’Ucraina allo scopo di destabilizzarla politicamente per favorirne l’allineamento con gli interessi della UE e degli Usa. Né è possibile disconoscere le reiterate provocazioni ai confini della Russia messe in atto dalla Nato specie in Polonia e nei paesi baltici.

La Cina e la Russia sono un ostacolo per l'egemonia americana, e la destabilizzazione di questi paesi è l'obiettivo trainante della politica estera di Washington. Scrivevo il 12 gennaio scorso:

La classe dirigente americana non solo aspira, ma di fatto governa ancora il mondo, pur nel colossale mutamento della bilancia globale, pur tra inevitabili contraddizioni, oscillazioni e difficoltà. E ad ogni buon conto il nodo cruciale da sciogliere è Pechino. Essa è convinta che la Cina rappresenti nel presente e soprattutto nel prossimo futuro un ostacolo inaccettabile alla dominazione americana in Asia e nell’area asiatica del Pacifico, ma anche a riguardo della sua penetrazione in altri continenti, non esclusa l’Europa.

Il conflitto con la Russia per l'Ucraina, esploso nel 2014, è solo un teatro di questa lotta globale. La classe dirigente americana ritiene che non può regolare i conti con la Cina in Asia senza essersi assicurata il controllo della massa continentale eurasiatica. Perciò l’installazione di un regime fantoccio a Kiev mira ad infliggere una sconfitta decisiva alla geopolitica della Russia, dapprima costringendo Putin ad accettare il dominio americano, e ora puntando alla sua sostituzione creandogli gravi difficoltà interne.


La terza guerra mondiale non è più un’ipotesi, si tratta solo di vedere quando essa sarà ufficializzata e combattuta apertamente. La qual cosa può avvenire in modo inaspettato, in una situazione che per molti aspetti è già fuori controllo.

6 commenti:

  1. In una situazione come l'attuale vedremo se per il momento la ancora debole forza dell'imperalismo EU,avra'la forza di ritardare lo scontro.Il senso della missione Hollande/Merkel,penso sia proprio questo.La zavorra NATO ,comincia a pesare nel quadro dell'imperialismo globale e del suo equilibrio sempre instabile,poiche'governato dalle forze economiche del capitalismo e dalle sue logiche.
    La partita e' aperta,nessun dubbio che l'obiettivo finale sia la Cina.
    Le contraddizzioni insanabili vengono al pettine ,si spostano pero'dal piano dello scontro tra nazioni a quello dello scontro tra continenti.
    Sarebbe opportuno pero' il chiarire per le forze della cosiddetta sx,che in ogni caso la guerra se proprio vogliono se la facciano tra di loro.I crediti di guerra se li votino loro,tanto per avere un riferimento storico...A CHIARE LETTERE,SENZA SE E SENZA MA..mi sembra chiaro che questo debba essere il solo punto di vista dei salariati del mondo,inequivocabile .

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  2. La classe dirigente americana ... è convinta che la Cina rappresenti nel presente e soprattutto nel prossimo futuro un ostacolo inaccettabile alla dominazione americana

    e la cosa buffa e' che questo "ostacolo inaccettabile" l' hanno creato volutamente loro convinti che poi una volta "cresciuta" la cina avrebbe fatto la guerra alla russia in una riedizione "asiatica" del "gioco inglese" con cui la "perfida albione" ha tenuto sotto di se l' europa per 3 secoli.

    Ma per capire che era una scemenza sarebbe bastato studiare un po' di storia . Perche' il " potere" da solo non basta e "pecunia sine cultura " non va mai lontano .

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  3. Ho letto sia l'atto finale di Helsinki '75 che la Carta di Parigi del '90 ma, se non nei principi, non ho trovato nulla di esplicito riguardo l'allargamento all'Europa dell'est del Patto Atlantico. Insomma, non mi pare (magari sbaglio, per carità) vi sia nero su bianco una rinuncia della Nato ad allargarsi agli stati europei ex Patto di Varsavia. Chiedo umilmente ragguagli in merito.

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    1. Scusi se le rispondo in ritardo, non ho potuto prima.
      Lei sostiene di aver letto l’atto finale della conferenza di Helsinki del 1975. Spero non sia il riassunto che appare su wikipedia, in tal caso esso riporta solo l’intestazione dei capitoli dell’atti finale. Per averne piena cognizione è necessario leggere l’atto finale nella sua integrità. Per esempio: AA.VV. St. delle rel. Internazionali, testi e documenti (1815-2003), Monduzzi editore, da p. 466. Vi è atteso che gli stati sono liberi di appartenere o non appartenere a organizzazioni internazionali, ma è altresì detto che gli “stati partecipanti si astengono dal rendere il territorio di ciascuno di essi oggetto di occupazione militare o di altre misure dirette o indirette eccetera”. È il caso specifico dell’espansione delle forze militari della Nato. A ciò credo Gorbaciov si riferisse nella sua intervista a Der Spiegel dove cita appunto la violazione dell’atto finale di Helsinki.

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    2. Grazie mille per l'informazione. Per amor di verità, non avevo attinto informazione da Wikipedia; l'Atto Finale si trova anche in rete, qui: [http://www.osce.org/it/mc/39504?download=true]
      Pongo però, a questo punto, un quesito: la partecipazione più che attiva della 14esima Unità dell'Armata Rossa nella guerra di Transnistria, nel 1992, su suolo moldavo, non è anch'essa una violazione di Helsinki '75, e ben precedente all'Operazione Allied Force della Nato in Serbia e all'allargamento del Patto Atlantico ad alcuni stati dell'Europa dell'Est?

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    3. non dobbiamo dimenticare, tirando le somme, che si tratta di due imperialismi a confronto. c'è da dire che la russia non va a sfruculiare gli usa ai suoi confini. saluti

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