martedì 26 febbraio 2013

Risultati e commento



I risultati

L’esito più evidente del voto legislativo è la grande affermazione del Movimento cinque stelle. Al senato, la lista, pur vincendo in alcune regioni, è battuta dalle due grandi coalizioni e come seggi totali è terza (54), ma potrebbe essere decisiva per la formazione di un governo. Alla camera la lista M5S raggiunge un risultato clamoroso conquistando il primo posto in termini di voti, ma è solo la terza forza in termini di seggi, perciò ininfluente.

Il Partito democratico è una delle due grandi delusioni di questa tornata elettorale, almeno per i suoi elettori. Al senato perde regioni chiave, anche se in termini di voti complessivi è il primo partito così in termini di seggi (119) conquistati come coalizione assieme a Sel e a liste minori. Alla camera il Pd subisce una vera e propria frana giungendo solo secondo, anche se di pochissimo. Come coalizione conquista la maggioranza assoluta con 340 seggi. Infatti, è bastato uno 0,36% di voti per dare alla coalizione circa 150 deputati in più. È il bello della democrazia.

Il Popolo delle libertà al senato è solo il terzo partito, ma in coalizione con la Lega, i neofascisti e altre liste minori, conquista regioni chiave e come seggi è la seconda forza (117). Alla camera il Pdl subisce una dura sconfitta (nella passata legislatura era il primo partito), giungendo solo terzo. In coalizione è la seconda forza, ma per il meccanismo del premio di maggioranza è ininfluente.

L’altra delusione, ma grossomodo preventivata, è il risultato sia della lista che della coalizione di centro guidata da Scelta civica. Un schieramento nato da poco, ma che raccoglie pochissimo in rapporto alle aspettative di molti ambienti sia nazionali che esteri. Al senato è quasi inesistente (18 seggi) e ininfluente per la formazione di qualsiasi governo. Alla camera Scelta civica riesce a raggranellare 37 seggi, l’Udc appena 8 e Fli nessuno.

La lista Rivoluzione civile è invece riuscita a convincere solo una parte minoritaria dei suoi potenziali elettori.

Il non voto è al 25%. Se sommato a M5S si potrebbe dire che gli italiani ne hanno abbastanza.

Commento:

Con una battuta che si richiama alla campagna elettorale verrebbe da dire che vincono i miliardari e non i figli degli operai. Ininfluente alla camera, al senato invece i seggi del Movimento cinque stelle potrebbero risultare determinanti anche solo per l’appoggio a qualsiasi governo (remember l'astensione costruttiva?). Tuttavia dipenderà dalle decisioni di chi dirige il movimento e, poi, dalla compattezza all'interno. Ogni altra congettura, al momento, non porterebbe da nessuna parte. Anche la frase, “nessun inciucio”, proferita dal leader del M5S, può essere variamente interpretata.

Scrivevo ottimisticamente il 9 gennaio scorso:

Bersani preferisce un’alleanza con la peggior feccia cattolica e borghese piuttosto che un accordo programmatico con quelli che chiama i “populisti”, cioè con Grillo. Eppure basterebbe mettere sul tavolo alcune – non molte – proposte di riforma serie e decisive e Grillo – che non è uno stupido – dopo le elezioni accetterebbe. Evidentemente l’ostacolo non è il populismo di Grillo, ma gli interessi molteplici presenti nella cloaca piddina.


Del resto, questo partito non ha avuto per tutta la campagna elettorale una sola idea, una sola frase, che lo distinguesse. Anzi, una l’aveva: «un po’».

C’è da dire solo una cosa che mi sembra praticamente certa: ritornare alle elezioni con questa legge elettorale, almeno per quanto riguarda il senato, è inutile. E con una nuova legge elettorale, non è detto che M5S riuscirebbe ad ottenere un’affermazione sufficiente per formare un nuovo governo tutto suo. E finora al M5S è andato tutto bene .....

PS: non è incredibile, è in linea con tutto il resto: alle ore 11,04 del giorno dopo le elezioni i quotidiani Repubblica, Corriere della Sera, Sole 24 ore, riportando dati discordanti per quanto riguarda l'attribuzione dei seggi. Sul sito del ministero sono fermi all'affluenza alle urne. Non cambia e non può cambiare. Pare che sia in corso il conteggio del voto estero! Chissà, le prossime elezioni potrebbero essere con il voto elettronico ma non è escluso che si ritorni al calamo e al piccione viaggiatore.

6 commenti:

  1. Noto che non si è parlato nella campagna elettorale del tema "Fiscal Compact", votato da PD e PDL, roba che chiederà sacrifici per gli anni a venire ai soliti noti.
    Ergo, ma di cosa parlano i commentatori vari, militanti alberghieri, di sinistra o meno, PD o ex?
    Stanno/stiamo dentro un film....
    Saluti,
    Carlo.

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    1. già, si è chiacchierato del nulla e soprattutto si continuerà a farlo

      la parola d'ordine è: distrarre

      altrimenti, altro che grillo. si dovrebbe cominciare a discutere sulla natura e le prospettive di questo sistema. non interessa, non deve interessare.
      ciao, Carlo

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    2. dimenticavo. la cosa forse più buffa che ho letto in queste ore è questa:

      "Il risultato del PCL è interessante (90.000 voti pari allo 0,3% alla Camera e 114.000 pari allo 0,4% al Senato) che può rappresentare un buon punto di partenza "

      per dove?

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    3. Chiaramente con lo 0,3% o 0,4% il PCL non va da nessuna parte. Per me quello che è veramente buffo è vedere uno dei "6 principali leader", Oscar Giannino, prendere poco di più del PCL dopo tutto lo spazio che la stampa e le TV gli hanno dato.

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    4. da questo punto di vista concordo

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  2. http://inbarcavelacontromano.blogspot.it/2013/02/poteva-andare-peggio.html

    ho provato a guardare le cose da un altro punto di vista. Tra l'altro, sono uno di quelli che ha votato PCL, almeno siamo ancora sopra a FN, Casapound e merdacce simili :)

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