mercoledì 12 marzo 2014

Non bastano i rattoppi




Seguo – un po’ distrattamente per la verità – le vicende della formazione della lista L’Altra Europa per Tsipras per le elezioni europee. Seguo le vicende di questa lista e le baruffe tra i “garanti della lista”, i quali si accusano tra loro di ogni nefandezza, perfino di “occultamento” di una lettera scritta da una candidata per scomunicare altri candidati accusati nientemeno di disconoscere le proprie gravi responsabilità nello scandalo dell’Ilva di Taranto. Ciò dimostra ancora una volta – di là della veridicità probabile delle accuse – la vocazione alla litigiosità e ai personalismi di quella che un tempo si chiamò sinistra.



A parte tutto ‘sto rinfacciarsi, chiedo: in Europa a fare che? Con quali numeri e con quali prospettive se non riescono nemmeno a stare insieme per fare una lista unitaria? C’è polemica per un nonnulla, dal nome della lista e persino sull’uso della parola “sinistra”! Ognuno di questi personaggi – miscuglio tra i più eterogenei di cattolici, pacifisti e panciafighisti – ha un’idea propria dell’Europa e dello starci dentro o fuori. C’è perfino chi (Barbara Spinelli e altri) a proposito del Pd parla di partito-Stato! E da quando, di grazia? Ma non erano cose che si dicevano e scrivevano un 35-40anni fa? Dai, forza, ancora un piccolo sforzo di analisi e arriverete a trarre delle conclusioni conseguenti anche per quanto riguarda il resto.

La sinistra, quella vera, non esiste più da decenni, e quando c’era non stava sugli scranni parlamentari, bensì dall’altra parte e aveva ben chiare certe cose, pur con tutti gli errori del senno di poi. Nel frattempo la società è cambiata, profondamente, corrotta dall’illusione del benessere stabile per tutti. Se c’è un’immagine, una sintesi, del film di Sorrentino nella quale la classe dirigente di questo paese si può ben riconoscere, è quella d’apertura. In un modo o nell’altro in quel ballo ci sono tutti. Come dice il fotografo Umberto Pizzi che di quel mondo se ne intende come pochi: è più facile essere cafoni che persone per bene.


Non mancano le persone per bene (sia consentito chiamarle così), e sono pure molte, quelle che non hanno nulla da chiedere per sé, che non devono far carriera, promuovere qualcuno o qualche cosa, difendere posizioni conquistate, sgomitare per un posto in lista, mettersi in primo piano. Se ne stanno in disparte non perché vogliono evitare di “sporcarsi le mani”, ma perché c’è solo da sporcarsele. Un tempo altre persone per bene non accettarono di vestire l’orbace e i pantaloni a sbuffo alto per cambiare le cose “da dentro”. Oggi come allora il sistema non si fa cambiare, e del resto non bastano i rattoppi. Di questo mi pare si stia facendo, nonostante tutto, più chiara e diffusa la consapevolezza.


5 commenti:

  1. E dunque, sconsolatamente, si fa sempre più chiara la necessità di astenersi, ovvero non avvalersi più del potere-farsa concesso alla nostra presunta sovranità.

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  2. La vicenda della lista Tsipras segue il solito percorso degli ultimi anni: appello di intellettuali, creazione di comitati, qualche faccia nuova.

    Poi la torta comincia a lievitare: e allora si siedono a tavola più o meno tutti i cespugli a sinistra del Pd e quella parte di ceto politico in crisi di sopravvivenza. Nessuno può imporre la propria sigla e allora si cerca il "papa straniero" e si stempera qualsiasi divisione fino a non parlare sostanzialmente di nulla.

    Finora la lista è accreditata del 6% circa nei sondaggi con uno sbarramento al 4%. Vedremo quanto ci metterà a dilapidare questo insperato patrimonio: la partenza promette bene.

    Il punto è che nessuno dei protagonisti di questa avventura si fa la domanda fatta del post: "In Europa a fare che?"
    Magari rispondendo si parlerebbe anche con un astensionista non trinariciuto come il sottoscritto e immagino altri lettori di questo blog.....

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    1. il tuo commento l'ho evidenziato nel post

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  3. Grazie Olympe...a quando il promesso post sullo spopolamento di Detroit? Intanto ciao e grazie ancora...

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  4. "Scomparsa da decenni..." forse è troppo. Per me la sinistra, la MIA sinistra, è scomparsa con Luigi Pintor. E sono undici anni.

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