lunedì 28 febbraio 2022

Se Chiaberge capisse che non è una guerra tra russi e ucraini

 

Chi può gioire di una guerra in Europa? Commercianti d’armi e quelli che hanno investito nel rialzo dei prezzi di gas e petrolio. Sono felici di veder bruciare tonnellate di cherosene per aerei da guerra e carri armati. Russi e ucraini questa volta? Ma sì, non ci sono pasti gratis, tutto va servito al fuoco e al sangue!

Dimenticando che questa non è una guerra tra russi e ucraini (in non piccola parte sono russi anch’essi), ma tra la Russia e la North Atlantic Treaty Organization, l’alleanza militare made in USA. L’Ucraina non è né una nazione “democratica”, il suo regime, le sue forze militari e paramilitari brulicano di neonazisti e antisemiti, né una nazione “indipendente”, poiché dal 2014 è una pedina degli Stati Uniti e delle altre potenze occidentali.

Personalmente, per ciò che valgono le mie chiacchiere da blogger ovviamente, sono perfettamente consapevole che è stato un errore, per quanto indotto dalle circostanze, quello di credere illusoriamente di poter minacciare le potenze imperialiste occidentali, di costringerle a cambiare politica e dunque a riconoscere gli interessi di sicurezza russi in Ucraina. La conoscenza non troppo superficiale di certi meccanismi della cosiddetta “alleanza difensiva” della NATO, mi porta a dire che il prossimo futuro confermerà questa mia diagnosi, a cominciare dai colloqui in corso a Gomel, dove la dirigenza ucraina non potrà decidere nulla senza l’avvallo di Washington.

Tuttavia, detto questo, e cioè rilevato che la responsabilità principale dell’attuale crisi e di tutte le sue conseguenze potenzialmente catastrofiche ricade sull’imperialismo americano e sui suoi alleati, tutto ciò che accade intorno a questo vero dramma assume connotati persino comici. A cominciare dalle espressioni di simpatia per il popolo ucraino, che sono relativamente economiche e facili, soprattutto perché non dimostrano alcuna comprensione degli eventi e della storia in questione. Vado su un esempio concreto, che mi è suggerito dall’atteggiamento, peraltro abituale, di questo signore.


Dov’era il signor Riccardo Chiaberge quando l’esercito americano scatenava devastanti “shock and awe” sulla capitale dell’Iraq, uccidendo migliaia di persone e infine distruggendo un’intera società? L’invasione dell’Iraq, basata solo su menzogne costruite a tavolino, ha provocato più di un milione di morti. Non ricordo di aver sentito questo signor levare la propria voce indignata in quel momento.

Nemmeno quando le forze americane hanno invaso e occupato l’Afghanistan per due decenni, provocando devastazioni sociali ed economiche e la morte di centinaia di migliaia di persone, e così quando l’esercito e l’intelligence americani abusano e torturano innumerevoli vittime nelle loro prigioni in tutto il mondo.

Chiaberge è stato un giornalista, ma dubito possa citare un suo articolo di critica e indignazione, anche all’acqua di rose, su questi fatti. Chiaberge è stato direttore dell’inserto culturale del Sole 24ore per alcuni lustri, ebbene dica quanti musicisti e artisti statunitensi sono stati boicottati per i crimini di guerra di Washington in Medio Oriente e in Asia centrale? Quanti eventi sportivi e organismi internazionali hanno chiuso le porte a squadre e concorrenti statunitensi?

Soprattutto, signor Chiaberge, invece di liquidare l’articolo della signora Spinelli con una battuta che solo lei e la sua cerchia d’illustri intellettuali può apprezzare, perché non le risponde ribattendo le tesi espresse punto per punto? Su, coraggio, siamo disposti a perdonarle anche qualche suo eventuale svarione grammaticale (do you remember?).

5 commenti:

  1. Se Altiero vedesse, prenderebbe Chiaberge a calci nel culo
    Giovanni

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    1. No, era una persona mite, ma metaforicamente chissà

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  2. Mi è capitato spesso di ironizzare su Barbara S., che normalmente non mi strappa l'applauso. L'articolo dell'altroieri è invece pregevole, e non vedo perché il padre dovrebbe schifarsi. D'altra parte, lo schifo di Chiaberge dipende dall'endorsement dei russi, non dai contenuti, che verosimilmente non ha letto, e se ha letto non ha capito. A me quelli che giudicano in base agli schieramenti fanno proprio cagare.

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    1. C. è un tipo simpatico, però gli piace stare sempre dalla parte della ragione che guarda caso è la parte dei più forti. Non è da solo, ovviamente.

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  3. Non frequento troppo Chiaberge (oddio, invero nemmeno la Spinelli): che svarione grammaticale?

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