venerdì 4 marzo 2022

Anime belle


Il parlamento della Federazione Russa ha approvato oggi degli emendamenti che integrano il codice penale in materia di sanzioni per chi diffonde consapevolmente notizie false sulle forze armate e il conflitto bellico in corso. Tali emendamenti sono stati sottoposti a seconda e terza lettura.

La diffusione d’informazioni consapevolmente false sulle forze armate russe è punibile con un’ammenda o la reclusione fino a tre anni.

Nel caso in cui sia accertato che tali notizie false siano state diffuse da funzionari o da gruppi d’individui basandosi su odio o inimicizia politica, ideologica, razziale, nazionale o religiosa, o basata su odio o inimicizia contro qualsiasi gruppo sociale, allora la reclusione può arrivare fino a 10 anni.

Per chi chiede l’imposizione di sanzioni contro la Russia, le multe ammonteranno a 50mila rubli per i cittadini e fino a mezzo milione di rubli per le persone giuridiche.

Nel caso in cui informazioni deliberatamente false abbiano portato a gravi conseguenze, è prevista la reclusione da dieci a quindici anni.

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Il nostro codice penale punisce chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, ed è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.

In stato di guerra, chiunque diffonde e comunica, sull’ordine pubblico, sulla economia nazionale o su altre cose di pubblico interesse, notizie non conformi a verità, che possono turbare la pubblica tranquillità o altrimenti danneggiare pubblici interessi, è punito con la reclusione militare da sei mesi a tre anni. La pena è della reclusione militare da uno a cinque anni, se il fatto è commesso con il fine di nuocere alla pubblica tranquillità o ai pubblici interessi (art. 77).

Chiunque, durante lo stato di guerra, pubblica critiche o scritti polemici sulle operazioni militari o sull’andamento della guerra, è punito con la reclusione militare da sei mesi a due anni (art. 80).

La Russia è un paese in stato di guerra. Qualsiasi paese in stato di guerra ha già previsto adotta simili misure. Perciò fare raffronti invocando la nostra democrazia in rapporto al dispotismo russo e altre balle è fuori luogo. Tuttavia non mancano le belle anime (chiamiamoli così) che si gettano a capofitto su questo e altro.

11 commenti:

  1. Bisogna vedere se la legge approvata dal parlamento russo si riferisce ai militari o anche ai civili.
    In stato di guerra in Italia si applica il Codice Penale Militare di Guerra. Che all'art.14 - Persone estranee alle Forze Armate dello Stato- recita "Oltre i casi espressamente enunciati nella legge, la legge penale militare di guerra si applica alle persone estranee alle Forze armate dello Stato che commettono
    alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 138, 139, 140,141 e 142" (Si tratta dei reati contro militari in servizio). Dato che negli articoli da te citati si fa epressamente riferimento all'art.14 sembra questi art. 77 e 80 non si riferiscano ai civili ma solo ai militari.

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    1. Ma dopo "chiunque", per esplicitare a chi si riferisce quel "chiunque", c'è scritto (c.p.m.g.14)

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  2. L'articolo 77 è riferito ai militari, infatti si parla di reclusione "militare", il riferimento ai civili è nell'articolo 14 - Persone estranee alle forze armate dello Stato, dove si fa riferimento a reati contro i militari, offese a persone in servizi speciali, impedimento a portatori di ordini militari e così via.
    Consideriamo comunque che da noi non c'è bisogno di leggi, i canali di informazioni principali con cui si abbevera la cosiddetta opinione pubblica sono per default "embedded", nei casi migliori propinano i fatti "addomesticati".
    La libertà di stampa è relativa a chi controlla il mezzo di informazione e in una certa misura a chi paga le inserzioni pubblicitarie.
    Saluti,
    Carlo.

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    1. "Oltre i casi espressamente enunciati nella legge", precisa l'art. 14

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    2. La legge militare, appunto.

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    3. Eh, si vede che non ho fatto il soldato

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    4. insomma: ci siamo sbagliati e avevano ragione le anime belle ?

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    5. vedi, caro/a, frastornati da questa incessante propaganda, che spesso rasenta il ridicolo, anzi è proprio tragicomica, a volte ci si fa prendere dall'emozione (la chiamo così), e si forza la mano a nostra volta. voglia lei valutare la sproporzione tra le due situazioni e magari prendere in considerazione la giusta osservazione del commento qui sotto.

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  3. Comunque in Occidente si può essere severamente puniti anche quando si diffondono notizie ed informazioni vere, vedasi Assange e Snowden. Poi c'è la campagna contro le cosiddette "fake-news" che non ho ancora capito contro chi sia rivolta: se si lotta contro le bufale è uno sforzo inutile, ci saranno sempre dei polli in cerca di quel becchime.
    (Peppe)

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