giovedì 24 febbraio 2022

Le conseguenze dell’imperialismo

 

Le conseguenze dell’amore, titola un bel film di Paolo Sorrentino. Le conseguenze dell’imperialismo è il titolo del film russo-ucraino in corso di produzione dal 2014. La guerra nel Donbass data da allora e nessuno sè preso cura di spegnere i focolai. Al contrario, s’è versata benzina a più non posso, specie nellultimo mese.

Ancora non è chiara la reale dimensione di ciò che sta accadendo in queste ore, fin dove si spingerà la ramazza russa, quanto a fondo spazzerà via dal proprio uscio di casa i reazionari neofascisti ucraini, i rappresentanti dei guerrafondai di Washington e Londra.

Caduto il famigerato Muro, a Washington pensavano di dettare le regole del nuovo ordine mondiale. La prima regola recita: ovunque facciamo quello che vogliamo. E invece che un solo imperialismo, il loro, sulla scena mondiale se ne sono presentati altri due, ognuno con i propri appetiti da soddisfare. È inevitabile che interessi divergenti configgano tra loro.

Ho scritto spesso ciò che è nelle cose: la Russia e la Cina non sono piccole potenze di terz’ordine come l’Iraq, la Libia o l’Italia. Non si faranno intimidire, venderanno cara la pelle. Parla la loro storia. Impensabile che la Russia avrebbe tollerato i missili nucleari della Nato a cinque minuti da Mosca, così come a suo tempo la presenza dei missili russi a Cuba non fu, giustamente, questione negoziabile.

Draghi: «Attacco ingiustificato, rispondere immediatamente». Armiamoci e partite (che a lui vien da ridere). Se la NATO è una tigre di carta, certi personaggi sono solo dei pupazzi. A Cuba le sanzioni durano da sessant’anni. In Iran da quaranta. Se Putin decide di chiuderci il gas, la nostra industria si ferma dopo un paio di settimane.

Chi di noi, se non un pazzo, andrebbe a difendere Kiev armi in pugno? Eppure i russi combattono, convinti di ciò che stanno facendo. E non è solo l’effetto della loro propaganda o della loro eventuale protervia. Le persone oneste per davvero, dimenticando per un momento le antipatie per Putin, dovrebbero porsi nei panni dei russi.

Quanto all’Europa, è governata da gente pavida, da una cricca borghese di debosciati, già camerieri del grande capitale, come quel tipino di Macron, già alle dipendenze della Rothschild & Cie, advisor della Nestlè nell’acquisto della divisione di prodotti per bimbi della Pfizer. Poche settimane alle elezioni presidenziali francesi, dovrà mostrare determinazione.

Come può il popolo minuto fidarsi di personaggi del genere? Come possiamo fidarci di coloro, e sono numerosissimi, che pur sedendo negli scranni delle istituzioni italiane ed europee si fanno stipendiare (anche) dalle multinazionali della finanza, dalle società del gas russe o dalle monarchie petrolifere?

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le forze armate russe non lanciano attacchi missilistici, aerei o di artiglieria sulle città dell’Ucraina: nulla minaccia la popolazione civile. Intanto l’Ucraina ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con la Russia, ha detto Zelensky. A Putin stanno tremando i polsi.

Vedremo cosa dirà Biden masticando la gomma e scoreggiando. Ampio spazio alla propaganda di ognuno, mentre la gente scappa in Russia o in Turchia, oppure dalla parte opposta. A farne le spese, in primis, sono come sempre i poveracci.

10 commenti:

  1. Ancora nessun commento dalla Cina?

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  2. La cosa tragicomica sono le sanzioni minacciate dall'Europa.
    Il classico esempio del marito che si autoevira non rende neppure l'idea.

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    1. È giovedì grasso, siamo presi da come travestirci

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  3. La situazione ormai è tragicomica (soprattutto tragica). Ti consiglio però la notizia della giornata. Cito dal live blog del Post:

    "Il Financial Times scrive che l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi si è dimesso dal consiglio di amministrazione di una importante azienda russa attiva nel car sharing, Delimobil, per protesta contro l'invasione russa dell'Ucraina. Renzi ne faceva parte da alcuni mesi: ci era entrato per via del suo legame con l'imprenditore Vincenzo Trani, presidente della Camera di commercio italo-russa nonché fondatore di Delimobil."

    Renzi è sempre il migliore

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  4. c'e poco da scherzare, perche' ci sono in campo armi nucleari, missili nucleari poco importa se si trovano in ukraina o in polonia o in olanda o a mosca.
    Sono armi che distruggono la vita di tutti, del pianeta.
    I cinesi hanno bloccato esportazioni di beni alimentari da taywan alla cina. Per ora.

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  5. L'appello di Putin: "Cari compagni, i vostri padri, nonni, bisnonni non hanno combattuto i nazisti, difeso la nostra comune Patria, in modo che i neonazisti di oggi prendessero il potere in Ucraina. Voi avete giurato fedeltà al popolo ucraino, non alla giunta antipopolare che sta derubando l'Ucraina e deridendo proprio quella gente. Non seguite i suoi ordini criminali".

    Beh, bisogna dire che tutti i torti non ha!

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    1. certo, ma questo è il momento della propaganda, da una parte de dall'altra. A tale proposito:
      https://www.francetvinfo.fr/monde/europe/manifestations-en-ukraine/crimee/guerre-en-ukraine-attention-aux-fausses-images-qui-circulent-sur-les-reseaux-sociaux_4979148.html

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  6. penso che sia un trappolone ben pensato, organizzato e attuato. Una false flag al contrario. Mi ricorda la strategia della tensione.
    Il punto di fondo è l’accerchiamento della nato. La risposta avrebbe dovuto essere la minaccia di creare un controaltare nelle americhe. Messico, Cuba, Venezuela?
    Invece Putin si è fatto irretire dalle provocazioni naziste, dalle grida della stampa “democratica”to la foto che ho messo sull’articolo postato stamani sul sito) e dall’accerchiamento, questo vero, della nato. Ed è caduto nella trappola.

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