venerdì 4 dicembre 2020

Anche lui morto di quello

 

Consiglio di leggere o rileggere, di regalarsi e regalare, Ten Days that Shook the World, di John Reed.

Peraltro quest’anno cade il centesimo anniversario della morte del giornalista americano, l’autore di un magnifico racconto in prima persona della rivoluzione russa. Reed morì a Mosca di Covid-19 il 17 ottobre 1920, cinque giorni prima del suo 33° compleanno.

Ezio Mauro gli ha dedicato, per l’occasione, dieci articoli su Repubblica. Il Corriere la copertina e un lungo articolo nel suo supplemento del venerdì, quello diretto da Severgnini.

A proposito di Dieci giorni che sconvolsero il mondo, Aleksandr Kerenskij commentò nell’introduzione russa: “Lo raccomando senza riserve ai lavoratori del mondo. Ecco un libro che vorrei vedere pubblicato in milioni di copie e tradotto in tutte le lingue”.

Molte persone potrebbero avere familiarità con il nome di John “Jack” Reed avendo visto il film, Reds, in cui Tom Cruise interpretava il giornalista intrepido e per il quale ha vinto l’Oscar come miglior regista.

Ciò che il film non può trasmettere, tra le altre cose, è la qualità vitale e poetica (Reed ha scritto e pubblicato una buona quantità di poesie ed è diventato un membro del neonato Harvard Socialist Club) che ha reso la scrittura di Reed così influente nel suo tempo e per le generazioni successive (tranne le ultime, alle prese con altre “cose”).

Se Ten Days That Shook the World è il libro più noto di Reed, bisogna tener presente che ha scritto altri eccellenti lavori di reportage, uno dei quali è il suo racconto delle sue esperienze con l’esercito di Pancho Villa nella rivoluzione messicana, intitolato Insurgent Mexico (1914).

Tra gli altri reportage, va ricordato senz’altro quello relativo al massacro di Ludlow, dell’aprile 1914, laddove uno sciopero dei minatori di carbone del Colorado meridionale, nell’inverno 1913-14, culminò in un massacro da parte della Guardia Nazionale “affittata” dalla Colorado Fuel and Iron Company di un certo John D.Rockefeller. Furono uccisi decine di minatori, le loro mogli e figli.

Nell’agosto di quell’anno, Austria e Francia fecero di tutto perché scoppiasse la guerra. Reed fu in Italia come corrispondente per il Metropolitan, poi in Francia, dove ha tentato due volte di raggiungere il fronte ma fu respinto. Poi fu a Londra, dove scrisse un lungo articolo sull’Inghilterra in tempo di guerra, dimostrando che il patriottismo era limitato alle classi superiori. Il Metropolitan non pubblicò l’articolo.

Eccetera.



giovedì 3 dicembre 2020

Non tutto il male vien per nuocere

Noi in attesa del via libera di Crisanti e C.
 

Ci siamo fatti molte domande su questa sindrome virale, ma in Italia un dibattito pubblico serio su di essa non è mai avvenuto perché i media italiani puntano ad altro e i centri di potere hanno interesse a far regnare ignoranza e incertezza. Certi “esperti” sono solo delle star televisive, molti dati sono segreti o manipolati, su questo non ho personalmente più alcun dubbio da molto tempo.

Una componente genetica probabilmente è alla base di quel 10 - 15% di forme più serie e anche gravi. L’altro 85%, non si sa bene perché risulti asintomatico o paucisintomatico. Perché le persone obese hanno forme gravi? Perché gli anziani? Sono vecchi, okay, ma perché essere vecchi è un fattore di rischio così grande? Perché in compresenza di altre gravi patologie, certissimamente, ma non solo in quei casi. E viceversa, perché l’asma sembra essere un elemento relativamente protettivo, o perché devi essere leggermente sovrappeso per sopravvivere in terapia intensiva?

Paradossalmente, ciò che emerge dagli studi è che i fumatori sono sottorappresentati. Come gli asmatici. Alcune infiammazioni bronchiali proteggono dall’acquisizione del coronavirus! Forse perché sottoesprimono il recettore del coronavirus. Tuttavia una volta che sei stato infettato, se hai l’asma o se sei un forte fumatore con comorbilità, sei a maggior rischio, ovviamente.

Il contenimento è consistito nel limitare per quanto possibile il numero di malati gravi in modo che il sistema sanitario potesse prendersene cura. Se non fosse per le forme gravi, non avremmo avuto bisogno di certe misure e dell’isteria mediatica di cui avremmo fatto volentieri a meno.

Anche la faccenda dei vaccini incomincia ad incuriosirmi, perciò mi pongo una domanda molto prosaica: come cazzo funzionano? Provo rispondermi.

mercoledì 2 dicembre 2020

Solo una differenza di stile

 

Il mondo non è modellato dalle segrete macchinazioni di cospiratori, bensì dalle dinamiche storico-sociali.

Ciò non toglie che le élite al potere trovino molte cose utili nella diffusione di farneticazioni antiscientifiche e antistoriche. Trump ha fatto affidamento su QAnon e altri gruppi cospiratori parafascisti per diffondere stronzate sulla pandemia e sui presunti brogli delle elezioni presidenziali. Da parte loro, i Democratici hanno trascorso l’intera presidenza Trump a spacciare fesserie sulla presunta “interferenza russa” nella società americana, attribuendo la responsabilità della catastrofica situazione sociale alle macchinazioni di Vladimir Putin.

Ciò non toglie, ovviamente, che i governi s’impegnino in varie cospirazioni omicide. Il governo degli Stati Uniti, per esempio, è responsabile di innumerevoli colpi di stato, omicidi e crimini di guerra in ogni angolo del globo. Wall Street e altri covi finanziari sono pieni di banditi e truffatori (Bernard Madoff rappresenta solo la punta di un gigantesco iceberg).

Queste attività, tuttavia, non sono radicate nella malvagità di gruppi di potere che agiscono in segreto, ma tali azioni rispondono a interessi sociali definiti e identificabili. Inoltre, non sono le attività di un potere invincibile, ma piuttosto di una classe alto-borghese sempre più scardinata e disperata, ben lungi dall’avere un fermo controllo di tutte le leve della società.

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martedì 1 dicembre 2020

Imagine there's no heaven

 

Immaginiamo che il primo dicembre 1935 un ebreo tedesco salga su un autobus in una città della Germania e si sieda in uno dei posti riservati agli ebrei. In una fermata successiva sale un altro passeggero che, non trovando da sedere, gli intima di alzarsi. L’ebreo si rifiuta di cedergli il posto. Allora il conducente ferma il veicolo e chiama gli agenti di polizia. L’ebreo viene arrestato e incarcerato per condotta impropria e per aver violato le norme che obbligano gli ebrei a cedere il proprio posto agli “ariani”.

È esattamente ciò che successe il primo dicembre 1955 a Rosa Louise Parks, cittadina americana di Montgomery.

Nel 1956, la Corte dell’Alabama deliberò come incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici. Il 23 settembre 1961, la Commissione Commercio Interstatale vara nuove regole per il trasporto pubblico. Dal 1° novembre dello stesso anno su ogni autobus interstatale compare un avviso che chiarisce che nessun posto a sedere è riservato in base al colore della pelle, credo religioso od origine nazionale. Ma non quella vigente in altri luoghi pubblici, scuole comprese.

Il 18 gennaio 1963 il nuovo governatore dell’Alabama, George Wallace, nel suo discorso di insediamento invoca “segregation now, segregation tomorrow, segregation forever” (segregazione ora, domani e sempre).

Viene approvato una legge federale che proibisce la discriminazione in tutti i luoghi pubblici e crea la Commissione sulle Pari opportunità, operativa dal 2 giugno del 1965.

Nel 1964, il Mississippi Freedom Democratic Party, nato per riunire gli elettori democratici antisegregazionisti, designa propri delegati alla Convention democratica e sfida il tradizionale Partito formato da soli bianchi. Il candidato presidenziale Lyndon B. Johnson, però, arresta l’operazione per paura di perdere consensi.

Di là delle buone intenzioni di alcune e delle leggi la segregazione razziale negli Stati Uniti è ancora uno stato di fatto nella cosiddetta più grande democrazia del mondo.


La neve

 

Le Monde, 28 novembre (traduz. autom.)

Il governo francese vuole una legge di “sicurezza globale” che include il divieto di filmare la polizia in pubblico, pena un anno di carcere e una multa di 45.000 euro; quindi una legge per rendere le occupazioni studentesche delle università punibili con tre anni di carcere e una multa di € 45.000.

Con 450.000 uomini armati da dispiegare contro la popolazione, ha scritto Le Monde, la Francia ha un poliziotto “ogni 150 abitanti (contro 1 ogni 280 nel 2018)”, il che la rende “il leader della sicurezza dell’Unione europea”.

E la stampa italiana?

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«Impostare il giornale di mezzogiorno sull’avvenimento della giornata, cioè la neve, dedicando a questo avvenimento spazio, fotografie, articoli di colore. Trattarlo anche dal punto di vista dell’interesse turistico.

I giornali di Roma saranno impostati sulla neve, ma anche i giornali di fuori diano rilievo alla eccezionale nevicata a Roma sotto il profilo artistico, turistico, pubblicitario. Belle fotografie di Roma sotto la neve».
(Mussolini, direttiva ai giornali, dicembre 1939).