martedì 20 ottobre 2026

La loro protesta contro la vostra violenza quotidiana

 

Si stanno compattando a riccio. Tutti uniti contro la “rara violenza” di ragazzi che invece dovrebbero consumare la propria vita ai margini di un sistema politico bloccato e di un sistema economico basato sull’estorsione di lavoro non pagato, sul sistematico furto con destrezza sulle tariffe, eccetera.

Una vetrina rotta, qualche capo d’abbigliamento prodotto in Cina o in Vietnam ed esplode l’indignazione, la paura e la preoccupazione. Contro i ragazzi minorenni viene inviato niente meno che un contingente di militari con poteri di polizia. Ma non vi vergognate?

C’è chi paventa che dietro a queste manifestazioni ci sia “qualcuno”. Per esempio la grande giornalista famosa per fare domande del tipo: “Ma lei è d’accordo con ...”. Da ridere. E però questa volta ha ragione l’aristocratica giornalista: c’è dell’altro dietro queste vivacità giovanili. I modelli sociali veicolati dalla vostra réclame mediatica, i modelli irraggiungibili dei vostri stili di vita, per esempio.

Non sono “soggetti inediti”, sono i figli dei quartieri periferici, della mitica classe media proletarizzata, ragazzi che stanno prendendo consapevolezza che nessuna forma politica esistente è qualificata a rappresentarne gli interessi. Che hanno ben chiaro che questo è un sistema predatorio reso perfettamente legale. La loro è la rivolta contro le inedite gigantesche ricchezze individuali che una minoranza sta accumulando (*).

Questa giovanile e “rara violenza”, questa vivace voglia di vivere, fa ben sperare, ossia che si passi dalla rivolta morale a una rivoluzione contro l’insieme dei rapporti sociali capitalistici, sorretti dall’ordinaria e sempre più brutale violenza manageriale, delle strutture legali, finanziarie e gestionali che macinano utili netti su utilità sociali inette.

(*) L’anno scorso, le banche italiane hanno fatto profitti netti per 47,5 miliardi (miliardi), l’anno prima 46,5. Soldi che vanno in gran parte in tasca agli azionisti o per operazioni di buyback (vedi più avanti). Prelevati anche dal tuo conto corrente, dove ti viene accreditato un salario da fame o la pensione (se e quando ne avrai una). E su quei quattro soldi, con i quali a mala pena ti compreranno un loculo da morto, ci paghi pure l’imposta di bollo. Lo stesso identico importo che paga un milionario.

Perfino andando al cesso paghiamo l’imposta sul valore aggiunto (!), ossia sulla depurazione. E c’è invece chi trova il modo di eludere legalmente, spostando i dividendi tramite holding collocate in paesi a fiscalità privilegiata. Oppure pagando l’1,2% in regime di esclusione PEX (Participation Exemption). Il dividendo è esente al 95% nella illusoria speranza che quello stesso dividendo rimasto nella società principale venga poi reinvestito (in buyback, ossia acquisto di azioni proprie?).

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