mercoledì 8 maggio 2024

Il pilastro della nostra democrazia

 

Nel 1789, per la prima volta, i rivoluzionari francesi proclamarono che il principio della libertà di espressione è uno dei diritti più preziosi e fondamentali dell’uomo e del cittadino. Si dimenticarono di chiarire che è sempre un diritto, come tutti gli altri diritti, condizionato dalle circostanze, tipo il mondo politico che non vede male limitare la libertà di espressione.

Basti pensare all’art. 21 della costituzione, che al primo comma sancisce solennemente tale libertà, dicendo che non può essere soggetta autorizzazioni o censure, ma di fatto smentendosi nei commi successivi quando il solenne principio di fatto può essere revocato “per legge”.

En passant: anche l’operaio ha diritto di diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero dicendo chiaro e tondo al suo padrone che le condizioni di lavoro non rispettano, per esempio, le norme antinfortunistiche? Ma certo che lo può fare, liberamente e senza censure.

Non è possibile alcuna libertà di espressione senza indipendenza economica. Il denaro è il nerbo anche della libertà d’espressione anche nel settore dell’informazione. Quando gente d’affari compra il media in cui lavori, media che spesso ha bilanci cronici in rosso, non nasconderti dietro il tuo mignolo, sta comprando anche la tua libertà di espressione. Non è perché scrivi sul giornale di De Benedetti o di Elkan invece che su quello di Cairo o Angelucci che puoi scrivere quello che vuoi e su chi vuoi tu.

Specie negli ultimi tempi, non mancano le polemiche e anche le proteste di giornalisti in nome e per conto della libertà e pluralità di espressione. Ci vengono presentate come prova della loro integrità professionale e ciascuno dei protagonisti s’immagina di essere il campione della invocata libertà di espressione. Certo, nella restrizione o manipolazione di questa libertà vi sono livelli diversi, e indubbiamente quello di decenza è stato superato.

Ma non da oggi, quando invece viene solo allo scoperto per i modi arroganti e maldestri. Diciamo che c’è modo e modo di manipolare l’informazione. È una questione di stile. E di giornalisti di grande stile ne vedo assai pochi di questi tempi. E neanche di coraggio: se non puoi esprimerti come vorresti nel mezzo che stai utilizzando, lascialo.

Chi può farlo? Solo le grandi “firme”, i giornalisti milionari, ma non quelli che invece remano nella stiva. Anche in tal caso, come in ogni caso, la propria libertà è condizionata dal denaro, il vero pilastro della nostra democrazia. Pertanto e in via principale è la situazione economica dei media e dei giornalisti a rendere difficile l’esercizio di questa libertà fondamentale.

A tirarci su il morale c’è l’Iran: il rapper Toomaj Salehi è appena stato condannato a morte per avere a più riprese denunciato le torture e i maltrattamenti subiti dai detenuti che si oppongono al sistema. La sua libertà di espressione non è stata molto supportata dalla nostrana intellighenzia, men che meno da quella altrimenti sempre pronta a twittare cose stupide durante le polemiche stupide.

4 commenti:

  1. L'uomo ha concepito solo società economiche, per cui dire che chi possiede i denari detiene il potere e quindi ne detta le regole della società mi sembra la base di ogni discorso. Nella Storia sono solo cambiati le risorse che consentono di accumulare denaro. Dentro il quadro delle regole (aka leggi) devono muoversi, per forza maggiore, i diritti e quello di espressione non fa eccezione.
    Arrivando ai tempi moderni, le democrazie liberali hanno fregato i cittadini (che in realtà vengono visti solo come consumatori) dandogli la parvenza di poter dire quello che vogliono. Il proprio pensiero può essere espresso finché non turba la "reputazione" di chi partecipa al banchetto del potere. Può essere un semplice deputato molto permaloso fino ad arrivare al primo ministro. Gli strumenti "legali" per rimettere il pensiero eretico nei binari di quello unico sono molteplici, oggi va per la maggiore la querela chirurgica per alleggerire portafogli già in partenza non troppo gonfi.
    La libertà di espressione oltre ad essere dipendente a quella economica risente anche del modo in cui la si racconta (tv, giornali, radio, web). Per modo intendo sia la forma (story telling) che la sostanza (martellamento per settimane e mesi).
    Per questo motivo partecipiamo con trasporto allo slogan "Donna, Vita, Libertà" mentre per il rapper Toomaj Salehi, i più, non sanno nemmeno chi sia.

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  2. CAMPI DI SOLIDARIETÀ" IN TUTTO IL MONDO

    Amsterdam, occupata l’università in supporto a
    Gaza

    Nella prima serata di ieri, gli studenti olandesi hanno
    occupato l’università di Amsterdam per protestare in
    solidarietà al popolo palestinese. L’occupazione
    dell’università arriva un giorno dopo gli scontri
    violenti con la polizia presso il medesimo ateneo, in
    seguito ai quali le forze dell’ordine hanno fermato
    una precedente protesta sgomberando i partecipanti
    con l’uso di manganelli e arrestandone oltre 150.
    L’università ha dichiarato di non avere intenzione di
    richiedere nuovamente l’intervento della polizia, e di
    volere provare a trovare un accordo con gli studenti.
    Le proteste studentesche per Gaza si stanno
    diffondendo a macchia d’olio, e dopo gli episodi
    statunitensi stanno sorgendo “campi di solidarietà”
    in tutto il mondo.

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  3. Sono in molti oggi ad essere torturati nelle carceri italiane, tra minori e "dissidenti", ma non c'è stranamente nessun paese che conferisce la cittadinanza onoraria ad alcuno di loro

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  4. Il bilancio della difesa degli Stati Uniti ha raggiunto i 1000 miliardi di dollari mentre la situazione economica degli statunitensi peggiora ogni giorno.

    Più della metà del bilancio militare annuale degli Stati Uniti va ad appaltatori privati, e il Pentagono permette loro di gonfiare i prezzi per i contribuenti per quasi tutto ciò che acquista, afferma l’americano The Hill.

    Gli appaltatori militari finanziano potenti think tank per dare alle loro richieste una parvenza scientifica. Prima del voto sul bilancio militare di quest’anno, ogni membro della Camera dei Rappresentanti ha ricevuto in media 20.000 dollari in donazioni politiche. I membri della Camera che hanno votato a favore del disegno di legge hanno ricevuto in media quattro volte più soldi dall’industria militare rispetto a quelli che hanno votato contro. I senatori che hanno sostenuto il disegno di legge hanno ricevuto in media cinque volte di più.

    Mentre ogni anno il bilancio per la difesa raggiunge sempre nuovi record lo statunitense medio è sempre più in difficoltà. Il 62% degli statunitensi vive di stipendio in stipendio, Il 36% ha difficoltà a coprire le spese correnti della famiglia e Il 23% non riesce a pagare integralmente le bollette elettriche.
    https://www.occhisulmondo.info/2024/05/07/nuovo-record-per-il-bilancio-della-difesa-usa/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTEAAR3ONXvkEFzpzFxSIIl4VVRL8Me9pssyK-15ijMeoOVFdQZhHzqxnSJZBe4_aem_AQUQqDvrYCRM9s954wS338xj4Rshg-AzuieKXEiPazKVCJApY1MPXzdzaNaAO0vRBahfvm6Oy4eTZNB_JGPwagkr

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