lunedì 5 maggio 2014

Il grande gioco


Il presidente del consiglio, invece di essere nelle zone alluvionate, sabato sera era allo stadio per la finale di Coppa Camorra. Come scrisse Aristotele da qualche parte nell’Organon: il pesce profuma dalla testa. Testuale.

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Se n’è parlato poco sui giornali, per nulla in televisione, del recente viaggio di fine aprile del presidente Barak Obama in Estremo Oriente (Giappone, Filippine, Corea e Malesa). Questo tipo di notizie, come spesso accade per quanto riguarda ciò che avviene fuori dell’uscio di casa nostra, non interessa quasi a nessuno, eppure si tratta di questioni di estrema importanza, a cominciare dalla contesa territoriale tra la Cina da una parte e non solo il Giappone dall’altra, ma anche Corea del Sud, Malesia, Brunei, Filippine, Taiwan e Vietnam. La Cina è molto determinata nell’affermare la propria sovranità su una serie di arcipelaghi nel Mar Cinese Orientale e Meridionale i cui fondali sono ricchi di gas e petrolio. Poi, d’interesse, c’è per esempio il rifiuto del Giappone di firmare con gli Usa il Trans Pacific Partnership e altri accordi commerciali.

L’ultima mossa di Pechino – che rifiuta ogni mediazione di organismi internazionali – è stata la creazione, lo scorso novembre, di una “Zona d’identificazione per la difesa aerea” (Adiz) nello spazio sopra l’arcipelago Senkaku, dove i giapponesi hanno dispiegato delle navi da guerra. Obama ha rassicurato il primo ministro giapponese Shinzo Abe: l’articolo 5 dell’accordo di sicurezza Usa-Giappone (che obbliga gli Stati Uniti a intervenire a difesa del suo alleato in caso di attacco ai suoi territori) copre anche questo arcipelago. Da non sottovalutare che il primo ministro Shinzo Abe ha il placet Usa nel reinterpretare la costituzione pacifista giapponese al fine di esercitare il cosiddetto diritto di auto-difesa collettiva. In buona sostanza il governo ha di recente aumentato il budget a disposizione della difesa – la prima volta in 11 anni – e ha l'intenzione di modificare le restrizioni sulla produzione ed esportazioni di armi.

Va ricordato che nel gennaio scorso, parlando davanti al Forum economico di Davos, Abe aveva di nuovo paragonato le attuali tensioni tra Cina e Giappone a quelle tra Gran Bretagna e Germania di inizio XX secolo, cioè quelle che condussero alla Prima guerra mondiale (non si tratta dunque – si parva licet – di un mio “pallino”). Secondo Akio Takahara, professore di relazioni internazionali e giurisprudenza presso l'Università di Tokyo, intervistato dal Guardian, “Abe è un revisionista nel suo profondo, un nazionalista che persegue una nuova forma di nazionalismo”.

Naturalmente la Cina non sta a guardare e già il portavoce del ministro degli Esteri cinese, Qin Gang, ha invitato Obama a “rispettare i fatti e assumere un atteggiamento responsabile, quindi di onorare la promessa di non prendere parte nelle questioni di sovranità territoriale tra Cina e Giappone”. E pure le tensioni tra le due Coree non sembrano diminuire, anzi, si acuiranno quando il Nord darà luogo al quarto esperimento nucleare. Da notare che domenica l’altra, l’agenzia nordcoreana ha definito la presidente sudcoreana Park una “capricciosa prostituta”.

Quanto al Trans Pacific Partnership, un accordo commerciale tra 12 paesi e gli Usa (oggi la Tpp ha solo quattro membri: Brunei, Cile, Nuova Zelanda e Singapore), nonostante i lunghi negoziati, il Giappone e la Malesia si sono rifiutati di firmarlo, almeno per il momento. Non vi è dubbio che gli Usa troveranno argomenti convincenti – come sempre in tali casi – per convincere i riluttanti, cioè Giappone e Malesia. L’accordo, se sottoscritto sarebbe un duro colpo per Pechino, sia nel caso sia costretta a prendervi parte (cosa di cui si può dubitare) e sia che rimanga fuori.


Per ultimo una considerazione: Obama farebbe meglio a dar retta a quella vecchia volpe di Kissinger (in passato ho dedicato alcuni post al suo libro sulla Cina) e trovare un accordo con Putin in chiave anticinese. Invece Obama sta facendo esattamente il contrario, del resto gli Usa temono un’alleanza tra l’Europa, ossia la Germania, e la Russia. Una grande Europa senza un’alleanza strategica con la Russia è fuori discussione. Esempio contrario: gli americani puntano a venderci il loro gas che costa di più, e la Russia si sta rivolgendo alla Cina, un mercato potenzialmente immenso.

5 commenti:

  1. Povero pianeta, in che mani è messo.

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    1. sempre stato così, vedrai nel prossimo post

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  2. E di Fassino (abbiamo una banca?) che alza il dito medio ai torinesi?
    I rappresentanti, da quando esiste il mondo, hanno solo rappresentato se stessi ed i loro padroni.
    Dovrebbe risultare ormai evidente a tutti che non è lo stato a tollerare la camorra ma è la camorra a tollerare lo stato. E lo sarà fino a quando converrà ai mafiosi.
    Per adesso stato e mafia sono come il gatto e la volpe. Così come il popolo è l'eterno Pinocchio vittima dei loro raggiri.
    Quanto alle strategie energetiche e territoriali non credo che questa storia andrà avanti in eterno. Siamo troppi sul pianeta e tutti telecomandati dall’economia.
    Non serve più alcuna atomica o altra arma segreta. Queste minacce di guerra sono ormai solo giochetti per tenere impegnati i sudditi. Come il calcio, la religione, la politica ed il sesso.
    Resteranno in pochi sul pianeta nei prossimi decenni.
    E quei pochi avranno tutta l’energia che vorranno. Ed Un’auto elettrica, un cuore di ricambio e, tra non tantissimo, anche la vita eterna .
    E cosa vuoi di più dalla vita?
    (che alza il dito medio ai torinesi?
    I rappresentanti, da quando esiste il mondo, hanno solo rappresentato se stessi ed i loro padroni.
    Dovrebbe risultare ormai evidente a tutti che non è lo stato a tollerare la camorra ma è la camorra a tollerare lo stato. E lo sarà fino a quando converrà ai mafiosi.
    Per adesso stato e mafia sono come il gatto e la volpe. Così come il popolo è l'eterno Pinocchio vittima dei loro raggiri.
    Quanto alle strategie energetiche e territoriali non credo che questa storia andrà avanti in eterno. Siamo troppi sul pianeta e tutti telecomandati dall’economia.
    Non serve più alcuna atomica o altra arma segreta. Queste minacce di guerra sono ormai solo giochetti per tenere impegnati i sudditi. Come il calcio, la religione, la politica ed il sesso.
    Resteranno in pochi sul pianeta nei prossimi decenni.
    E quei pochi avranno tutta l’energia che vorranno. Ed un’auto elettrica, un cuore di ricambio e, tra non tantissimo, anche la vita eterna .
    E cosa vuoi di più dalla vita?
    Ciao cara

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    1. ciao Gianni, su fassino ho un dubbio: che la cosa sia venuta a galla ad arte. ricordiamoci che è uno dei papabili per il quirinale

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  3. - La fornitura energetica alternativa al mondo da parte USA tramite scisti bituminosi, è una delle attuali sole diffuse dalla propaganda mediatica della grande Stampa. Prima servono i rigassificatori e può darsi che questi si aggiungano nel pacco dono prossimo venturo. Serve tempo, aspetteremo con ansia e in seguito parleremo anche del prezzo. I luoghi dei 'drilling' si trasformano in groviera allagati disidratando e inquinando altrove, ma questo non è un problema.

    - Dubito che la camorra debba tollerare lo Stato o viceversa. La 'Ndrangheta quale istituzione egemone, vanta un bilancio internazionale da Stato africano e tramite attività alla luce del sole è in grado di dirigere le politiche economiche in molto Stati, il nostro compreso. In caso di resistenze, dispone di strumenti di persuasione che non necessitano di particolari e autorevoli competenze di diritto amministrativo. Non si può comunque competere con un avversario commerciale che resiste impassibile ai propri bilanci in perdita.

    - Il tolomerasi ha di per certo forti antidoti già in commercio da parte di Monsanto, Bayer, Kraft, Aventis and company. Moriremo prima con la merda che ci propinano.

    - [..] giochetti per tenere impegnati i sudditi. Come il calcio, la religione, la politica ed il sesso.[..]

    La via al cenobio laico perseguita con l'astinenza da calcio, religione e politica (guerra a parte), è un percorso di vita ammirevole.
    Il sesso appartiene peraltro alla categoria dei bisogni primari - il lessico non mente, parla appunto di 'appetito' -, e se la privazione è volontaria continuata e caparbia risulta oltremodo meritevole ed efficace per il conseguimento dell'obiettivo finale, quest'ultimo però è sviato se una pari astinenza risulta geriatricamente involontaria o fisiologicamente carente.

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