domenica 10 ottobre 2021

Tira una brutta aria

 

Prescindendo dalle proteste di piazza di ieri, stiamo scoprendo più in generale che tira una brutta aria per quanto riguarda comportamenti e opinioni “non conformi”. Ormai si sono innescati certi processi e non si tornerà più indietro. Vorrei ricordare che lo “stato d’emergenza” perdura da 20 mesi, con forti limitazioni delle libertà individuali e collettive, non di rado con misure ingiustificate, quando non palesemente strumentali e ridicole sul piano sanitario (solo da domani sarà revocato il divieto di entrare in un negozio a più di un componente del nucleo familiare). Tuttavia non vorrei che scoprissimo d’emblée gli effetti di qualcosa di più pericoloso di un’epidemia virale e ne rimanessimo sorpresi e storditi.

Gli Stati Uniti stanno operando sistematicamente per provocare un’escalation delle tensioni con la Cina su Taiwan. Valgano per tutte le continue manovre aereo-navali nella zona, oltre al fatto che intendono installare missili offensivi sulla “prima catena di isole” al largo della Cina continentale, tra cui Okinawa e Taiwan. Mercoledì, il Wall Street Journal ha riferito che truppe statunitensi sono di stanza a Taiwan da oltre un anno. La Cina considera Formosa parte del suo territorio.

Nel 1962, quando l’Unione Sovietica installò i missili a Cuba, un paese sovrano a quasi 100 miglia dalla Florida, gli Stati Uniti hanno dichiarato che l’URSS doveva rimuovere i missili o affrontare la guerra. Taiwan è a pochi minuti di volo dalle città più popolose della Cina.

È chiaro che l’amministrazione Biden sta cercando di spingere la Cina a una sorta di risposta, provocando un incidente che può essere sfruttato per creare uno stato di guerra de facto. Gli Stati Uniti potrebbero non volere un conflitto su vasta scala che coinvolga armi nucleari, ma la guerra ha una sua logica e una volta che la provocazione si trasforma in uno scambio di colpi non si sa come fermarsi.

Cosa c’è dietro a queste azioni straordinariamente avventate? Ci sono certamente gli imperativi geopolitici dell’imperialismo americano e la Cina è diventata un obiettivo centrale della pianificazione bellica degli Stati Uniti nell’ultimo decennio. Le considerazioni militari, però, non sono le uniche a dettare la situazione. Un ruolo importante è giocato dalla crisi politica e sociale interna degli Stati Uniti.

Anche i paesi della UE non stanno così bene come potrebbe apparire. Un comune ribollire di tensioni, palesi o striscianti, caratterizza questo momento storico. Nel corso della storia, e in particolare nel XX secolo, i governi hanno visto la guerra come un mezzo per imporre l’unità nazionale di fronte alle crescenti tensioni socio-politiche. C’è bisogno d’individuare un nemico esterno (o interno) per ricompattare e mobilitare, con la propaganda o con altre misure, il “fronte interno”.

Vorrei ricordare che prima ancora dell’entrata in guerra degli Usa nel dicembre 1941, fu promulgato il 28 giugno 1940 l’Alien Registration Act, noto come Smith Act. Si poteva essere incriminati, incarcerati e deportati semplicemente sulla scorta di semplici sospetti, per le idee politiche (le “ideologie radicali”), attività sindacale non gradita o per aver espresso, durante il conflitto, “opinioni isolazioniste o filofasciste”. I procedimenti giudiziari ai sensi dello Smith Act sono continuati fino a quando una serie di decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti nel 1957, ha annullato, sempre troppo tardi, un certo numero di condanne come incostituzionali.


10 commenti:

  1. Occorre anche ricordare che da tempo aerei militari cinesi sorvolano regolarmente i territori taiwanesi, ben prima dell'istallazione dei missili.

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    1. certamente. e quelli italiani sorvolano vicini alla sicilia e alla sardegna, sfiorando la corsica. mai visto com'è lo stretto di formosa?

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    2. Olympe de Gouges

      😂

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  2. https://www.huffingtonpost.it/entry/trump-ha-un-padre-politico-joe-mccarthy_it_5ffc24a7c5b6c77d85e83b9e

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  3. CENTOMILA "FASCISTI" IN PIAZZA? NEL PAESE RISCHIA DI SCOPPIARE LA GUERRA CIVILE

    Roma, 9 Ottobre 2021 - 100 mila persone in piazza, lavoratori e lavoratrici contro il Green Pass(il lasciapassare che discrimina), l'aumento dei prezzi dei carburanti, gli sfratti, la disoccupazione per la sanità pubblica, il rispetto della Costituzione. Emerge un grave malessere sociale. Tutti "fascisti"?

    Tutti fascisti, perchè 20 noti questurini di Forza Nuova si sono fatti fotografare davanti alla sede Cgil per "sollecitare" l'arresto e mettere il "cappello" su una legittima protesta promossa da un movimento indipendente di lavoratori e lavoratrici? Il leader questurino di Forza Nuova sembrava lo sciamano che si fece immortalare dopo l'assalto/sceneggiata del parlamento statunitense. Attori che hanno il compito di impedire conflitti sociali e criminalizzare ogni forma di movimento di lotta indipendente.

    Un sindacato dovrebbe analizzare questo malessere, puntare ad unificare, estendere e dirigere il movimento, lanciare un programma unitario di obiettivi immediati da raggiungere, mantenersi indipendente dal governo, da qualsiasi governo. Fare sindacato.

    Invece, propone una generica manifestazione antifascista legittimando venti questurini di Forza Nuova che non contano nulla, contrapponendo una piazza ad una altra piazza, alimentando divisione, altra tensione. Nel Paese rischia di scoppiare la guerra civile. Sappiatelo. Recuperate un minimo di autonomia di pensiero e senso di responsabilità.

    Ciro Crescentini

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    1. sono d'accordo sul fatto che abbiano giocato la carta neofascista per sputtanare la manifestazione di ieri, ma che "nel Paese rischia di scoppiare la guerra civile" al momento è un'ipotesi che non trova appoggio su nulla, tantomeno sul rapporto delle forze in campo. possono scoppiare dei disordini, delle rivolte locali, ma niente di più.

      quanto al sindaco, è lo specchio della situazione del paese. proclamasse uno sciopero generale sarebbe un flop.

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    2. Vero, la guerra civile non scoppierà. Però le considerazioni di Crescentini fanno da irresistibile rimando all'incendio del Reichstag. Reichstag - CGIL: similitudine sproporzionata? solo per chi non conosca la battuta della storia che si ripete come farsa.
      Forse tu la conosci.

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    3. Ero fuori Berlino, ma poi mi hanno raccontato.

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    4. Olympe

      Quanto al sindacato e non al sindaco che non c'entra niente credo.
      😊

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