Scrivevo
qualche tempo fa del mutamento “antropologico” subito dagli italiani,
soprattutto negli ultimi tre decenni, e dei livelli preoccupanti di analfabetismo e di dealfabetizzazione. Purtroppo l’Istat qualifica come analfabeti solo
coloro che si autodefiniscono tali, senza nessuna verifica obbiettiva sulla
validità dell’autodichiarazione. Davo conto, in un post del 13 gennaio, citando dati del prof. Tullio De Mauro, proprio del livello di dealfabetizzazione raggiunto in Italia. A conferma altri dati che rilevavo in un post già nel
2011: da una scheda dell'Ocse risulta che nella
classifica sulla condizione educativa (tale da permettere all'individuo di
capire il titolo di un giornale, un semplice questionario, un pubblico avviso)
l'Italia occupa il penultimo posto fra una trentina di paesi industrializzati,
seguita solo dal Portogallo. A questa situazione soggiace il 68,2% della
popolazione, pari a 39.146.400 unità.
Naturalmente
i partiti politici, comunque denominati, si avvantaggiano di tale situazione. Perciò, se la crisi, la disperazione e la precarizzazione,
sono senz’altro responsabili delle scelte elettorali, nondimeno dobbiamo tener
conto e del livello di dealfabetizzazione
e d’istupidimento vero e proprio de quale si prendono particolare cura gli
specialisti dello spettacolo mediatico. Indicative
sono in proposito le ore dei programmi culturali sui vari canali (fonte Istat):
Rai Uno ore/anno 4,3%, Rai Due 10,6%, Rai Tre 13,2%, La7 20,3%, Canale 5 0,3%,
Italia1 0%, Rete4 1,9%. Per quanto riguarda la radio le risultanze sono simili,
tranne che per Rai Tre che riserva il 32,8% delle sue ore al sapere degli
ascoltatori.
Non
parliamo poi dell’analfabetismo trasversale a tutte le classi sociali e le professioni
in materia di economia (quella spicciola). Un esempio, l’ennesimo, è offerto
oggi dal solito Berlusconi:
«Smettiamola con lo
spread. Lasciamolo stare. I mercati vanno per la loro strada. Sono indipendenti
e anche un po’ matti. Abbiamo vissuto felicemente per anni senza preoccuparci
dello spread, che è un’invenzione di due anni fa. Lasciamolo stare. Va bene
calcolare gli interessi che il Tesoro paga, ma non confrontiamoci sempre
comunque con la Germania. Non ha importanza. Ne abbiamo fatto sempre a meno. Continuiamo
a farlo. Non esiste».
Non è possibile, non è credibile che questo ineffabile anziano signore non sappia che degli 8,5mld oggi all’asta dei bot semestrali, avendo pagato uno 0,50 d’interesse in più rispetto all'asta precedente, grossomodo ci sono costati (a noi, non a lui) oltre 40mln di euro in più se lo spread non fosse schizzato a 340 punti. Solo questo rincaro del debito ci costerà 1,5mld all'anno e 8mld in tre anni. Quante cose si potevano fare con quei soldi e con tutti quelli che pagheremo in più sul debito causa certe emerite teste di cazzo che molestano la nostra vita da vent’anni?
Non è possibile, non è credibile che questo ineffabile anziano signore non sappia che degli 8,5mld oggi all’asta dei bot semestrali, avendo pagato uno 0,50 d’interesse in più rispetto all'asta precedente, grossomodo ci sono costati (a noi, non a lui) oltre 40mln di euro in più se lo spread non fosse schizzato a 340 punti. Solo questo rincaro del debito ci costerà 1,5mld all'anno e 8mld in tre anni. Quante cose si potevano fare con quei soldi e con tutti quelli che pagheremo in più sul debito causa certe emerite teste di cazzo che molestano la nostra vita da vent’anni?



