Se siete ipocondriaci o ansiosi per la situazione in atto, evitate di leggere il libro di David Quammen, Spillover. Chi di questi tempi non è almeno un po’ ansioso e ipocondriaco, se non altro a seguito della costrizione casalinga e il panico diffuso a pieno regime dalle “autorità” e dai media? Basta una lieve alterazione di temperatura accompagnata dalla tosse e il dubbio ti assale.
Tuttavia ci sono anche altre preoccupazioni, sempre più pressanti, per chi non ha altro reddito che quello derivante dal proprio lavoro ed è costretto a restare inattivo. Non saranno certamente i 600 euro che gli permetteranno di campare oggi e sciogliere l’incognita sul proprio immediato futuro.
Ad ogni modo, tanto per portare un po’ di ottimismo, cito Quammen, alle pp. 44-45, il quale ci ricorda che finora tra nuove epidemie e pandemie “la più terribile, catastrofica e tristemente nota” è quella provocata da un virus classificato come HIV-1 gruppo M (ne esistono altri 11 parenti) , cioè quello che causa la maggior parte dei casi di AIDS nel mondo. Scriveva l’Autore nel 2012, che questo virus aveva già ucciso 30.000.000 di persone dalla sua comparsa, una trentina di anni prima, e fino a quel momento altri 34.000.000 circa risultavano infetti.
Scrive: “Ben pochi sanno che la vera storia dell’AIDS non inizia tra la comunità omosessuale americana nel 1981 o in qualche metropoli africana negli anni 1960, ma cinquant’anni prima, alle sorgenti di un fiume chiamato Sangha, nella giungla del Camerun sud-orientale”. Il cap. 8 del libro è dedicato alla storia di questa malattia che non riguarda solo i “ricchioni”, ma anche i “normali” eterosessuali (in Italia il 42,7% dei positivi).
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I dati riportati dall’UNAIDS riferiscono che delle 37,9 milioni di persone che vivono con l’infezione da HIV nel 2018, 36,2 milioni sono adulti e 1,7 milioni sono bambini con meno di 15 anni. Il numero di decessi è stato di 770.000 nel 2018, (800mila nel 2017 e 840mila nel 2016). “Il tasso di riduzione della mortalità è stagnante”.
L’Oms stima che un terzo delle morti legate all’Aids nel mondo sono causate dalla tubercolosi, mentre la meningite criptococcica colpisce ogni anno centinaia di migliaia di persone affette dal virus dell’Hiv e causa dal 15% al 20% del numero totale di morti legate al virus. Nonostante siano curabili, anche altre infezioni opportunistiche gravi contribuiscono alle morti legate all’Aids, come la polmonite da Pneumocystis, la polmonite batterica, sepsi, e altre.
Fino al 2016, in Italia si sono contati oltre 44.000 morti, più 130.000 sieropositivi e con 3.451 nuovi casi in quell’anno.
Siamo ancora a questo punto!