sabato 28 marzo 2020

Costolette di ratto in salsa chili di Guilin



Non è assolutamente vero ciò che ha sostenuto il signor Zaia a proposito delle abitudini alimentari dei cinesi, segnatamente per quanto riguarda i topi. Non li mangiano crudi, ma li prediligono arrostiti. Prelibati sono i ratti del bambù, originari della Cina meridionale.

Lo stesso discorso vale per i cani. In genere, in situazioni normali, non si consuma carne di ogni razza canina (vi sono allevamenti appositi). A tale proposito avrei una storiella (vera, di molti decenni or sono) sui cagnolini arrosto serviti in un locale cinese nel quartiere Latino di Parigi, nei pressi del ristorante Roma (esisterà ancora? Potevi gustare un discreto piatto di pasta al pomodoro, nulla di più). Oggi concentriamoci sulla bontà dei ratti arrostiti.

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venerdì 27 marzo 2020

Per il dopo, basta bugie



Dopo che questa buriana sarà passata, noi che ne siamo stati nostro malgrado i diretti protagonisti e in non pochi casi vittime, non potremo farci raccontare comode bugie, che già si comincia a diffondere.

Prima tra tutte quella che vuole l’epidemia virale sopraggiunta inaspettata e con effetti non prevedibili. Da settimane si sapeva in dettaglio ciò che stava succedendo in Cina e quali draconiane misure di contenimento erano state adottate (s’irrideva e catalogava come tipiche di un paese totalitario). In Italia la SARS-Cov-2 è stata diagnosticata il 29 gennaio, due giorni dopo il governo dichiarava lo stato d’emergenza, ma non seguivano provvedimenti concreti. Anzi, si rilasciavano interviste dove si sosteneva di essere ben pronti all’evenienza.

Non leggete quel libro



Se siete ipocondriaci o ansiosi per la situazione in atto, evitate di leggere il libro di David Quammen, Spillover. Chi di questi tempi non è almeno un po’ ansioso e ipocondriaco, se non altro a seguito della costrizione casalinga e il panico diffuso a pieno regime dalle “autorità” e dai media? Basta una lieve alterazione di temperatura accompagnata dalla tosse e il dubbio ti assale.

Tuttavia ci sono anche altre preoccupazioni, sempre più pressanti, per chi non ha altro reddito che quello derivante dal proprio lavoro ed è costretto a restare inattivo. Non saranno certamente i 600 euro che gli permetteranno di campare oggi e sciogliere l’incognita sul proprio immediato futuro.

Ad ogni modo, tanto per portare un po’ di ottimismo, cito Quammen, alle pp. 44-45, il quale ci ricorda che finora tra nuove epidemie e pandemie “la più terribile, catastrofica e tristemente nota” è quella provocata da un virus classificato come HIV-1 gruppo M (ne esistono altri 11 parenti) , cioè quello che causa la maggior parte dei casi di AIDS nel mondo. Scriveva l’Autore nel 2012, che questo virus aveva già ucciso 30.000.000 di persone dalla sua comparsa, una trentina di anni prima, e fino a quel momento altri 34.000.000 circa risultavano infetti.

Scrive: “Ben pochi sanno che la vera storia dell’AIDS non inizia tra la comunità omosessuale americana nel 1981 o in qualche metropoli africana negli anni 1960, ma cinquant’anni prima, alle sorgenti di un fiume chiamato Sangha, nella giungla del Camerun sud-orientale”. Il cap. 8 del libro è dedicato alla storia di questa malattia che non riguarda solo i “ricchioni”, ma anche i “normali” eterosessuali (in Italia il 42,7% dei positivi).

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I dati riportati dall’UNAIDS riferiscono che delle 37,9 milioni di persone che vivono con l’infezione da HIV nel 2018, 36,2 milioni sono adulti e 1,7 milioni sono bambini con meno di 15 anni. Il numero di decessi è stato di 770.000 nel 2018, (800mila nel 2017 e 840mila nel 2016). “Il tasso di riduzione della mortalità è stagnante”.

L’Oms stima che un terzo delle morti legate all’Aids nel mondo sono causate dalla tubercolosi, mentre la meningite criptococcica colpisce ogni anno centinaia di migliaia di persone affette dal virus dell’Hiv e causa dal 15% al 20% del numero totale di morti legate al virus. Nonostante siano curabili, anche altre infezioni opportunistiche gravi contribuiscono alle morti legate all’Aids, come la polmonite da Pneumocystis, la polmonite batterica, sepsi, e altre.

Fino al 2016, in Italia si sono contati oltre 44.000 morti, più 130.000 sieropositivi e con 3.451 nuovi casi in quell’anno.

Siamo ancora a questo punto!

giovedì 26 marzo 2020

Il bazooka americano



Mentre il blocco delle attività per contenere la diffusione della epidemia virale negli Stati Uniti procede Sato dopo Stato, il Senato ha approvato (96 - 0) il Coronavirus Aid, Relief ed Economic Security Act, il piano di aiuti alle famiglie e alle aziende, sotto forma di assegni di sostegno al reddito, rafforzati sussidi di disoccupazione, prestiti e salvataggi per imprese grandi e piccole, fondi per ospedali e sistema sanitario. Da ricordare che il 27% dei lavoratori americani non ha diritto al salario in caso di malattia.

Di fronte alla prospettiva del collasso delle attività economiche e di livelli di disoccupazione che potrebbero essere vicini a quelli della Grande Depressione degli anni 1930 – e dei disordini sociali che ne conseguirebbero – i repubblicani e i democratici hanno trovato l’accordo sul piano d’intervento finanziario, pari a oltre il 9% del Pil, oltre il doppio del piano di ricostruzione adottato dopo la grande crisi finanziaria del 2008.

Il cambiamento rispetto alla prima versione proposta da McConnell e dai repubblicani la scorsa settimana prevede un’espansione delle indennità di disoccupazione per il numero in rapida crescita di lavoratori licenziati.

Il numero di lavoratori che hanno presentato nuove domande d’indennità di disoccupazione dovrebbe salire a oltre tre milioni questa settimana, con un aumento di oltre dieci volte rispetto alla settimana precedente, ma è solo l’inizio di quello che seguirà nelle prossime settimane.

Prima misura: pagamenti federali immediati e diretti per la maggior parte degli americani, pari a 1.200 dollari per adulto e 500 per bambino, vale a dire fino a 1.200 dollari a scalare sopra redditi di 75.000 dollari l’anno, fino a svanire a 99.000. I pagamenti devono essere distribuiti dall’Internal Revenue Service a chiunque abbia presentato una dichiarazione dei redditi nel 2018 o 2019, nonché ad una certa quota di coloro che erano troppo poveri per presentare la dichiarazione.

Moriremo tutti




I cubani sono anche più pericolosi, potrebbero infettarci col
virsu guevarista o, peggio, con covid-castrista59.
Iacoboni scrive su La Stampa.
Ai tempi della peste, quanti "untori" avrebbe denunciato?

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«Le nuove malattie, come un virus a trasmissione aerea, volano di bocca in bocca nell’opinione pubblica. Ben pochi sanno cosa significhi “zoonotico”, ma tutti hanno sentito parlare di SARS e di aviaria, e magari della febbre del Nilo occidentale. Molti conoscono qualcuno colpito dalla malattia di Lyme o vittima dell’AIDS. Sanno di Ebola e sanno che è terribile. C’è preoccupazione e vaga consapevolezza. Ma pochi hanno tempo e voglia di esaminare il lato scientifico della questione. Posso dire per esperienza personale che quando racconto che sto scrivendo un libro su questi argomenti, su spaventose malattie emergenti, virus killer e pandemie, in generale i miei interlocutori vanno al sodo e chiedono: moriremo tutti? Ho deciso di rispondere sempre di sì.
Certo, moriremo tutti. È un fatto inevitabile di natura. La maggior parte di noi, però, soccomberà per cause più banali di un nuovo virus emerso di recente da un’anatra, uno scimpanzé o un pipistrello (p. 528).»

David Quammen, Spillover, Adelphi, 2020, 14 euro.

P.S. : Spillover indica il momento in cui un virus passa dal suo “ospite” non umano al primo “ospite” umano. Il primo ospite umano è il paziente zero. Le malattie infettive che seguono questo processo le chiamiamo zoonosi. Il 60% delle malattie infettive umane sono zoonosi, cioè date da microrganismi trasmessi da un animale in tempi relativamente recenti. L’altro 40% delle malattie infettive proviene da altro, da virus o altri agenti patogeni che si sono lentamente evoluti nel tempo insieme all’uomo. Non potremo mai sradicare una zoonosi, a meno che non uccidiamo gli animali in cui vive. Questa epidemia di SARS Covid-19 è talmente diffusa che potrebbe non scomparire del tutto, rimanere latente nei suoi “ospiti” umani. La pericolosità di questo virus dipende dal fatto che si diffonde dalle persone prima che si vedano i sintomi, contrariamente alla SARS precedente, più contagiosa e più micidiale, ma le persone non erano contagiose se non quando manifestavano i sintomi. La sottovalutazione di questo aspetto ha causato strage presso la popolazione più esposta e fragile.