mercoledì 9 settembre 2026

L’occasione crea i ladri ed essi creano l’occasione

 

L’Ucraina si dimostra una terra di possibilità illimitate quando si tratta di creatività criminale. Gli stretti collaboratori di Zelensky, presidente a vita, e gli alti funzionari statali accusati di corruzione ormai non si contano più. Da ultimo, il procuratore generale Ruslan Kravchenko ha rassegnato le dimissioni ieri mattina. La sua decisione è giunta in seguito alle recenti perquisizioni effettuate dall’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e dalla Procura speciale (SAP) presso gli uffici della procura e le residenze private dei sospettati.

C’è da valutare una dimensione politica, poiché Kravchenko è considerato uno stretto collaboratore del presidente Zelensky. In particolare, durante il suo mandato, ha regolarmente bloccato i tentativi delle autorità anticorruzione di incriminare i parlamentari presumibilmente corrotti e di revocarne l’immunità.

Già questo, che un procuratore generale sia sospettato di corruzione, non è un fatto comune, nemmeno in Ucraina. Ma più eclatante ancora è la notizia sui fatti di cui è accusato. Kravchenko e i suoi collaboratori sono accusati di aver sfruttato le proprie posizioni per estorcere tra i 20 e i 24 milioni di dollari a call center illegali gestiti da truffatori finanziari.

Secondo gli stessi media ucraini, nel paese esistono circa 2.000 call center fraudolenti di questo tipo; circa la metà di essi paga regolarmente tangenti per evitare i controlli. Già questo offre un quadro allarmante della situazione istituzionale e sociale ucraina, ma i dettagli sono ancora più incredibili. Si presume che i procuratori abbiano utilizzato circa un terzo di questa somma per sé stessi e per i membri della loro agenzia che li proteggeva; la maggior parte sarebbe stata destinata ai servizi di sicurezza interni, l’SBU.

Un esempio: il capo dipartimento presso la Procura Generale, poco dopo aver assunto l’incarico nel 2020, è entrato in possesso di una somma di denaro che ha spinto i suoi genitori, ormai in età pensionabile, a creare società fittizie per “riciclare” i proventi del pizzo e investirli poi in immobili in Ucraina e all’estero.

Poniamo che fatti come questi, di un così largo coinvolgimento della magistratura, dei servizi segreti e di funzionari statali di livello apicale in un’associazione criminale di tal genere accadessero in un qualsiasi Paese dell’Europa occidentale, quali sarebbero i giudizi e le considerazioni da trarre? Inviereste il vostro denaro (voglio dire quello dei contribuenti) a sostegno di uno Stato del genere?

Il New York Times ha pubblicato nel fine settimana scorso una lunga inchiesta che descrive dettagliatamente come la corruzione nel settore degli armamenti abbia causato all’Ucraina perdite per miliardi di dollari e gravi svantaggi militari. Il report afferma che i contratti per la fornitura di armi sono stati assegnati ad aziende che hanno consegnato attrezzature tecnicamente difettose o non hanno rispettato gli accordi precedenti. Le perdite nel solo 2024 sono stimate in 1,2 miliardi di dollari.

Di recente, Iryna Mudra, capo dell’ufficio legale della Cancelleria Presidenziale, è stata arrestata, accusata di aver organizzato, su ordine diretto di Zelenskyy, il riciclaggio di denaro sporco appartenente a imprenditori e di averlo poi utilizzato per pagare la cauzione dell’ex ministro della Giustizia e dell’Energia, German Galushchenko, che a sua volta, è stato costretto a dimettersi dopo essere stato accusato di appropriazione indebita di oltre 100 milioni di dollari.

Quasi contemporaneamente, Olga Stefanishina, ambasciatrice ucraina a Washington per lungo tempo ed ex Ministro per l’Integrazione Europea, si è dimessa perché non aveva dichiarato la proprietà di diversi appartamenti nella sua dichiarazione patrimoniale e non aveva fornito alcuna informazione su come avesse ottenuto i fondi per acquistarli.

Questo stato di cose non ha nulla a che vedere con la guerra in corso. La natura parassitaria della borghesia e dell’apparato statale ucraini è nota da prima. La guerra in corso ha creato solo una nuova occasione d’oro per i ladri di Stato. E l’appetito che cresce in proporzione alla distruzione delle ricchezze rimanenti da parte della guerra. Cos’altro si può ricavare, se non da schemi fraudolenti come truffe finanziarie telefoniche o appropriazione indebita di fondi di aiuto occidentali, purché questi affluiscano praticamente senza limiti?

Ognuno fa la sua parte; l’estorsore del dipartimento di cybersicurezza della Procura Generale non è né migliore né peggiore di un ministro della Difesa che ordina razioni alimentari a un prezzo tre volte superiore a quello di mercato. La corruzione in Ucraina è sistemica e radicata. La citata Iryna Mudra, aveva ragione quando, in un dibattito registrato, affermò che la corruzione non va combattuta, ma incanalata in percorsi ordinati!

A Zelensky e ai suoi compari basta aprire bocca e dire che servono altre decine di miliardi di euro, e dopo due riunioni con i banditi dell’UE li ottengono. Chi ha il potere effettivo di controllare come vengono spesi? Certo, si sta producendo pane tra Leopoli e Kharkiv e si stanno assemblando droni militari. Ma produrre pane è essenziale per la sopravvivenza, e tutto il resto avviene a spese di qualcun altro.

L’evasore fiscale italiano, francese o tedesco, trova in questo un ottimo pretesto. E chi non può evadere?

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