mercoledì 2 settembre 2026

Per chi?

 

Ieri sera, verso casa in treno, riflettevo sul fatto ormai evidente che il pensiero razionale è diventato obsoleto. Non solo per quanto ho visto e ascoltato ieri, che è solo un frammento di quanto avviene ovunque.

Non volendo ora entrare nel merito (troppo lunga e complicata la faccenda), mi limito ad un esempio apparentemente marginale e però concreto: com’è possibile dire che sono “gli esseri umani” a causare la crisi climatica. Come se io ed Elon Musk, per citare un nome, fossimo sulla stessa barca. A dire queste cose, sulla comune responsabilità, sono proprio quelli che parlano in continuazione di “crescita” e simili.

È questo solo un esempio, tra i tanti, di lavoro ideologico. Ne siamo tutti coinvolti, nessuno escluso.

Ab ovo. Giovanotti che furono dei fascistoni di prim’ordine nel regime si riciclarono dal 1943 e anche molto dopo come intellettuali marxisti o comunque di sinistra. Alcuni facevano capo al Comitato per la Strategia Psicologica subordinato al Consiglio di Sicurezza Nazionale americano. I nomi li conosciamo, ed ormai è acqua passata. Sto saltando di palo in frasca? Ma no, attenzione, è proprio di quanto sta succedendo che sto parlando.

Un giorno sarà chiaro a tutti. Anche oggi, per la guerra ideologica, abbiamo gli opinionisti del Dipartimento di Stato americano che pontificano sui nostri giornali. E studiosi che attaccano il marxismo in terminologia marxista. La sostanziale difesa dell’ordine sociale occidentale in terminologia di sinistra. Scava e trovi sempre un nesso tra Stato, capitale e intelletto.

La dittatura del capitale non può più essere garantita dalla facciata della democrazia liberale, questo è un fatto assodato. Ritorno del fascismo? Non se n’è mai andato. Del resto, non è vero che il fascismo è stato sconfitto nel 1945. I regimi fascisti, e nemmeno tutti, furono sconfitti militarmente. Il fascismo cambiò solo abito. Quello più furbo indossò l’abito “democratico” e “liberale”.

Il cosiddetto Partito dei Lavoratori Tedeschi, con i suoi soli 55 membri, tenne la sua prima grande riunione alla fine di febbraio del 1920, dove Hitler coniò il nome “nazionalsocialista”. Che c’entrava Hitler con il socialismo? Da quattro anni l’Italia ha un presidente del senato e una presidente del consiglio che sono dei reduci del partito fascista di Almirante, che ha cambiato solo nome. Cambiano i nomi, i simboli e i colori, ma è la stessa merda.

La cosa non è sembrata turbare realmente nessuno o quasi. E ora si fa avanti uno come Vannacci. Troppo apertamente fascista per esibirlo in una futura coalizione di governo? Se lo crediamo, allora non abbiamo capito niente di ciò che è già avvenuto e sta per succedere in Europa e altrove. E per scongiurare tale “pericolo” dovremmo votare? 

1 commento:

  1. Conforta leggere cose di cui da decenni sono personalmente convinto, in dissenso dai più e naturalmente ancor più dagli "opinionisti del Dipartimento di Stato americano che pontificano sui nostri giornali", anche "de sinistra", tipici cani da guardia del potere reale. Se posso permettermi, a sostegno della tesi espressa nel post aggiungerei una circostanza significativa. Noi abbiamo avuto sì "un partigiano come presidente" ma assai più sono stati i nostri presidenti sostanzialmente fascisti, quando non nelle forme, nella sostanza. Napolitano, innanzitutto, prima leader degli studenti fascisti di Napoli, cooptato poi dagli scout di Togliatti e senza pagar dazio nel PCI, poi cantore dell'invasione russa d'Ungheria, poi quinta colonna di Craxi nel suo partito, infine autore dei due golpe giuridici che portarono prima al rogo dei suoi inciuci con Mancino e poi alla sua incostituzionale rielezione. Ma ci sono anche Gronchi, Segni, Cossiga .... Salvo altri. Per non parlare di quel fascista di Togliatti che pensò bene - lui, mica il democristiano De Gasperi, che era premier - di amnistiare mammolette del calibro di Graziani, Borghese (guarda un po' protetto anche dai servizi USA), Romualdi, ecc.
    P.S. Un dissenso secondario. Coloro che han prima teorizzato e poi scientificamente dimostrato - mica ciance da bar - l'origine umana dei cambiamenti climatici, non hanno mai letteralmente sostenuto "che sono 'gli esseri umani' a causare la crisi climatica", quasi a volerli imputare uno per uno di questo misfatto. La scienza, piuttosto, ha dimostrato che i meccanismi che li hanno innescati e ancora li causano hanno origine umana. La differenza non è affatto trascurabile, tutt'altro. Perché questo non significa affatto che ogni essere umano debba sentirsene responsabile. Anzi. Sarebbe come dire che tutti gli umani - compresi i giapponesi - furono responsabili delle bombe di Hiroshima e Nagasaki come della shoah, oppure che tutti gli italiani hanno avuto meriti nella vittoria della nazionale ai mondiali dell'82. Nondimeno tutti quei fatti furono eventi riconducibili a scelte di esseri umani.
    Topo il Ganzo

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