Quando
in un Paese la vita di milioni di persone, individui e famiglie, dipende
direttamente dagli emolumenti (pensioni, stipendi, sussidi) che ricevono dallo Stato, è
facile mantenere queste persone docili e obbedienti usando alternativamente la promessa e la minaccia. Il fatto poi che queste persone, magari brontolanti e sentenziose, votino per questa o quella lista elettorale, è del tutto ininfluente e anzi fluidifica il sistema e mantiene l'illusione sulle sempre più labili apparenze democratiche.
*
Tutte
le modifiche (più annunciate che attuate) sulle pensioni a riguardo della
cosiddetta flessibilità in uscita, non sono altro che dei palliativi per quanto
riguarda la creazione di nuovi posti di lavoro. La disoccupazione giovanile è già un fenomeno cronico che si
farà sempre più marcato, e il cosiddetto precariato è stato pianificato per
legge. Il tasso della disoccupazione generale, salvo lievi e momentanee
oscillazioni positive che faranno gridare al miracolo, tenderà nei prossimi
anni ad aumentare considerevolmente. Nei prossimi dieci anni una percentuale
non trascurabile delle figure lavorative attuali scomparirà e il tasso di
sostituzione con quelle nuove sarà ben poca cosa.