venerdì 12 luglio 2024

L'ultima bandiera rossa?

 

Quella del bagnino?

Di rivoluzione non parla più nessuno, il tema stesso è estinto. Oggi, ci dicono, nessuna rivoluzione è all’ordine del giorno, nemmeno in prospettiva, nonostante il peggioramento delle condizioni di vita di tanta gente e il divario sempre più profondo tra ricchi e poveri. Anzi, ci dicono garruli, il sistema di dominio neoliberista è stabile e incontra poca resistenza.

Ciò che stiamo vivendo è un’ebbrezza della produzione che chiamano “crescita”, ma in realtà è una proliferazione cancerosa senza scopo, che equivale sempre più alla distruzione. Hanno coniato persino una locuzione, customer-lifetime-value, che si riferisce al valore che un essere umano rappresenta per un’azienda dall’inizio alla fine della sua vita come cliente. Questo concetto si basa sull’intenzione di trasformare la persona umana e la sua intera esistenza in valori puramente commerciali.

Nell’attuale fase del modo di produzione capitalistico non esiste ambito della vita che sfugga alla valorizzazione economica, che non dissolva totalmente l’esistenza umana in una rete di rapporti commerciali. La crescente digitalizzazione della società sottopone allo sfruttamento economico ambiti della vita che fino a poco tempo fa erano inaccessibili all’influenza commerciale.

Dico quello che registro personalmente e vedo in chi mi sta vicino: una situazione nella quale riceviamo informazioni ovunque e in qualsiasi momento senza averle espressamente richieste. Hanno trasformato ognuno di noi in un efficiente motore di ricerca! Si dirà che ormai è cosa vecchia, e però non riesco ad abituarmi.

L’euforia e la bulimia dei Big Data asseconda questa convinzione dell’era digitale. E ci dovremmo preoccupare per quanto s’annuncia a proposito della A.I., che nella propaganda assume tratti quasi religiosi e promette interventi totalitari. Presto tutto sarà connesso, non solo le persone, ma anche le cose. Non riceveremo solo e-mail dai nostri amici, ma anche quelle provenienti da elettrodomestici, animali domestici e cibo nel nostro frigorifero. Già le ricevo dalla mia stufa a pellet!

Misuriamo tutto: temperatura corporea, numero di passi, cicli di sonno, apporto e consumo calorico, persino onde cerebrali. Annotiamo il nostro battito cardiaco anche quando ci rilassiamo, senza il bisogno di ammettere che è un paradosso. Trasformano tutto in dati. Allo stesso tempo, nuotiamo in uno strano senso di insensatezza e precipitiamo nell’ipercomunicazione, non direttamente tra umani, ma tra noi e quella cazzo di aggeggio che teniamo sempre in mano.

Siamo in una dipendenza come dalla droga, il tempo tra due dosi si riduce e anche la dose aumenta. Afflitti da stanchezza, molti casi di depressione e ipertrofia dell’Io, eccetera. Un tempo nessuno mediamente voleva esibirsi, tanto meno esporsi. Oggi non si fa altro.

Come possiamo opporci o quantomeno mettere un freno a questo processo degenerativo non solo dei comportamenti individuali, ma di quelli sociali in generale? Affidandoci ai partiti politici quali mediatori delle famigerate “istanze”? Suvvia, l’epoca dei partiti politici tradizionali è tramontata. Una sortita per uscire dalla gabbia dei partiti, nelle dichiarazioni forse ancor più che nelle reali intenzioni, è stata quella dei Cinque stelle, che sta finendo, in revoca delle fallaci promesse, in un fallimento: lo slogan della trasparenza, dell’aprire il parlamento come una scatola di tonno, è finito a caviale (lo dico alienandomi altri lettori, pazienza).

Esiste davvero un’alternativa a questo sistema del tutto spettrale? E se c’è, possiamo accelerare verso di essa, cioè verso la crisi del sistema? Tutto ha il suo tempo, possiamo accelerare il racconto sul passato, ma non possiamo accelerare le crisi di una formazione economico sociale. Ed è invece il lavoro che sta portando aventi il capitalismo stesso. Sta eliminando tutte le forme temporali che non obbediscono alla logica dell’efficienza produttiva di profitto. Una forsennata accelerazione che fa intravedere la sua crisi storica, verso la catastrofe.

7 commenti:

  1. Io di mio cerco di affogarmi "lentamente" con l'alcol...
    Grazie da sempre per come dai parole chiare alla mia inadeguatezza...
    Ti voglio bene
    Gigi

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  2. La soluzione è semplice: "O la guerra accelera la rivoluzione, oppure quest'ultima previene la guerra". Ma oramai il piano inclinato va verso la guerra, vi saranno 30 40 anni di guerre "ibride", e poi esploderà la rivoluzione.

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    1. Purtroppo in Europa saremo per decenni nelle retrovie di un fronte militare.

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    2. Temo che pensare all'Europa come 'retrovia' di un conflitto futuro sia piuttosto ottimistico.

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  3. https://tinyurl.com/3jvyp9ts

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  4. 1)Raid di Israele sugli sfollati palestinesi a Khan Younis: almeno 71 morti.
    2) Milano. Taylor Swift: 400 euro a biglietto e giorni di fila per vedere la pop star.
    3) L’infermiera Antonella Cutini morta d’infarto mentre era di turno. I colleghi: “Carichi di lavoro massacranti”
    4) Sul mare, di fronte a casa mia, è ormeggiato il Launchpad, lo yacht che Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook si è regalato per i suoi 40 anni. È costato 300 milioni di dollari, è lungo 118 metri, a bordo comfort e servizi di tutti i generi. La flotta di Zuckerberg è composta anche da una nave di appoggio con un elicottero che l'imprenditore utilizza per i suoi spostamenti.

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