giovedì 18 dicembre 2014

Cuba-Usa: mezzo secolo di diatribe filologiche


Immagino dovremmo commuoverci per la riapertura dei canali diplomatici tra Cuba e gli USA, grazie, si dice, alla mediazione di Bergoglio. In un momento in cui risale la tensione tra Usa e Russia non avere intralci sulla porta di casa può essere un vantaggio, e infatti lo è. E poi Cuba è pur sempre un potenziale mercato.

Gli Usa non hanno mai puntato, né sull'uscio di casa e nemmeno altrove, a promuovere una politica di stabilità bensì di predominio. Cuba, data l'impostazione ideologica del suo gruppo dirigente e i motivi della rivoluzione cubana, non poteva avere dei buoni rapporti con gli Usa. Quando Golia s'accorse che il piccolo Davide si era munito di fionda russa, nacque la crisi dei missili dell'autunno 1962, molto più grave di quella per Suez del 1956.

Chiaro che il peso degli Usa avrebbe schiacciato Cuba, così com'è stato. Che cosa avrebbe dovuto fare Fidel per non sottomettersi all'egemonia americana? Cercarsene un'altra, forse meno ingombrante ma non altrettanto "generosa". Ecco perché la via cubana è stata un'avventura, nonostante alcuni buoni risultati. Il socialismo nella penuria e nella povertà, nell'isolamento, è una chimera. Ad ogni buon conto spesso è meno importante ciò che è accaduto di ciò che si pensava dovesse accadere.

Il diritto all'autodeterminazione dei popoli è solo un assioma buono per le prolusioni nei consessi internazionali. Basti considerare che gli "interessi vitali" degli Usa, al pari dello "spazio vitale" tedesco, di ieri e di oggi, non ha limiti e confini. È la solita vecchia politica di potenza, anche s'è vero che al giorno d'oggi ciò che conta in termini di forza, potenza e sicurezza non è l'acquisto di territori ma il controllo dei flussi economici.




Considerare Cuba come un paese comunista, sarebbe come considerare gli Usa un paese democratico. Nessuno può negare che a Cuba si siano sperimentati alcuni elementi che sono fatti passare per “comunismo” o simili, così come non si può negare che gli Usa siano genericamente un paese di principi “democratici”. Dipende da che cosa s’intende con questi termini, quindi che cosa s’è disposti a riconoscere e quanta mistificazione s’è disposti ad ingoiare. Del resto ognuno di noi annaffia serafico le proprie illusioni, a cominciare da coloro che affermano solennemente di non averne affatto.

Fidel Castro non è mai stato marxista, e del resto a Cuba il materialismo dialettico non è mai stato la base per un’analisi né di quel tipo di società e nemmeno del resto (ho letto molti scritti e discorsi di Fidel perciò credo di avere un punto di vista informato sui fatti). Nemmeno Che Guevara è stato marxista, anche se indubbiamente è stato un grande rivoluzionario di orientamento anticapitalista. Come sapevano bene Marx ed Engels c’è molta confusione sotto il cielo in merito ai termini “marxismo” e “comunismo”. E s’è fatto fin troppo chiasso intorno a una frase di Marx relativa all’argomento (vedi QUI).


La cosa appartiene meno alla “filologia” di quanto si creda, anche se di questi tempi può interessare quattro gatti.

7 commenti:

  1. Olympe, quello che accade è l’emblema del POTERE. Organizzare Coalizioni contro coloro che potrebbero mettere in discussione il SISTEMA: l’esempio più eclatante fu l’accordo dei regnanti francesi con i prussiani, contro cui avevano combattuto, e perso, per eliminare la Comune di Parigi nel 1871. Ma anche l’organizzazione e la partecipazione alla guerra civile Russa dopo la Rivoluzione, la Guerra Fredda dopo la II° Guerra Mondiale, lo scardinamento delle funzioni dell’ONU a favore della Nato, dove NON esistono diritti di veto, e la recentissima coalizione per abbassare il prezzo del Petrolio.
    Il POTERE agisce anche Criminalizzando termini e parole che tale pericolo ricordano: GIACOBINO in primis. Tutti all’udire questa parola pensano alla Ghigliottina, al Terrore, al Sangue; ma difficilmente qualcuno ricorda il Terrore Bianco che ammazzò molto di più.
    E tutto questo attraverso la Decervellizzazione della maggioranza di coloro che si definiscono pomposamente: Sapiens, Sapiens.
    Saluti

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    1. caro Franco, permettimi di segnarmi Decervellizzazione. ciao

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  2. Cara Olympe, le parole che rendono bene un'idea vanno diffuse; ed il tuo blog è il luogo adatto. ciao

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  3. A latere.

    Noterei la tempistica degli spin doctor sceneggiatori al soldo della casa bianca.

    La questione della fine delle sanzioni ingombra ogni interstizio del mainstream. Sparite le proteste contro la polizia in usa, relegata ai margini la conferenza stampa di fine anno di Putin davanti a 1200 giornalisti di tutto il mondo che hanno fatto, per ore, domande di ogni genere.

    Evviva hollywood. Com'è bello vivere a disneyland. Domani parteciperò anch'io: mi comprerò una bella maschera da pecora.
    Ciao,gianni

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    1. caro Gianni, che ci possiamo fare? è la democrazia.

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  4. "Ciò che conta in termini di potenza non è l'acquisto di territori ma il controllo dei flussi economici"....Sono d'accordo con la tua analisi Olympe, ma poi però contestualizzandola a Cuba penso che quello che è successo questa settimana sia sicuramente sia il poter controllare i flussi economici ma anche potenzialmente l'acquisizione di un territorio.
    Vedremo cosa succederà. Io partirei dalla domanda: chi ci guadagna?
    Sicuramente il primo indiziato è la chiesa cattolica che si ritrova ad avere un ruolo che a Cuba non aveva mai avuto. Con questa mossa accresce ancor più il suo spazio culturale, economico, accresce il suo consenso e riempie il vuoto della mancanza cronica di spinta propulsiva della Rivoluzione. E poi c'è ovviamente l'interesse americano: per quanto piccola Cuba sarà vittima designata dell'esportazione-economica e culturale- a stelle e strisce.
    Sul blocco però c'è chi dice che sarà solo un allentamento e non la sua fine: anche qui vedremo....
    Reggerà la Rivoluzione ad un urto di questo tipo? Con l'età divento pessimista, un po' lo sono sempre stato...Non vedo iniziativa politica, non vedo anticorpi sufficienti non vedo nemmeno una leadership e in queste condizioni.....

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    1. scusa, ma di quale rivoluzione stiamo parlando?
      la chiesa, da parte sua, è ovvio che vuole riacquistare ruolo e le proprietà confiscate a suo tempo. ciao

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