martedì 1 aprile 2014

Questione di decenza


Ve la ricordate l’Ucraina? Bene, ora è finalmente una nazione libera, quasi europea e finalmente baciata dalla democrazia e finanziata dal Fondo monetario internazionale, un organismo di assoluta beneficienza. I miliardi di dollari che l’Ucraina riceverà in realtà non arriveranno mai a Kiev. Saranno dati alle banche straniere in garanzia dei loro crediti. Agli ucraini però saranno richiesti i soliti “sacrifici” per ripagare i crediti così generosamente elargiti. Inizia così per l’Ucraina la spirale debiti/sacrifici, la spirale che tiene inchiodati i popoli al  loro destino, paghi però e finalmente di far parte del mondo libero, quello stesso che L'Agenzia statunitense per la Sicurezza Nazionale (NSA) e British Government Communications Headquarters (GCHQ) sono impegnati a spiare come rivelano Der Spiegel e Intercept (chi ne parla in Italia?).

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A proposito di "diritti"

Per far sembrare la cosa nuova, essendo loro assolutamente impresentabili, hanno messo al posto di comando una marionetta. Per il resto – come dice Mario Draghi – c’è il pilota automatico. Potranno rivoltare il parlamento e tutti gli altri covi istituzionali da sopra a sotto, togliere qualche privilegio qui e concederne un altro lì, ma la linea economica la dettano comunque oltralpe, quella monetaria è saldamente in mano ai signori dell’ex Großmarkthalle (che nel 1941 divenne centro di smistamento per gli ebrei), la politica estera e militare invece sarà sempre in linea con gli ordini (e gli ordinativi) d’oltreoceano.



Noi, da bravi cittadini democratici andiamo, borbottando, a votare, sancendo con il nostro voto questo stato di cose. E altrimenti che fai? Ok, diciamo bravi ai nostri carcerieri e lucidiamo le sbarre. Quando ti trovi in una prigione il minimo che puoi fare è non collaborare con i tuoi carcerieri Intanto diciamogli che non ci rappresentano, non diamogli il voto. Se le lucidino da sé le sbarre. Un parlamento eletto con una legge illegittima, scritta da un presidente del consiglio che non è stato eletto da nessuno e da un noto pregiudicato, sta per approvare una nuova legge elettorale.

Detto tra parentesi, loro sanno già che nessun partito o movimento di opposizione raggiungerà il 37 per cento. Non glielo faranno raggiungere mai. E anche quando ciò avvenisse si tratta di movimenti oggettivamente consustanziali al sistema, quegli stessi che dovevano aprire il parlamento come una scatola di tonno, che hanno rinunciato ai rimborsi elettorali, ma dal quale prendono lo stipendio e ricevono altri privilegi (la storia degli scontrini è veramente risibile e miserabile quando si sta  seduti sullo stesso ramo di parassiti). Non si scende a patti con una banda di ladri, con una cricca di malfattori sedendo alla stessa tavola, illudendosi di costringerli alle buone maniere.

Votare contro le leggi in discussione, oppure contro la fiducia al governo, in un parlamento dove comanda una maggioranza elettoralmente precostituita sulla base di una legge truffa, equivale votare a favore, perché con il tuo voto avalli un sistema truffaldino. In un parlamento siffatto resti soffocato da regolamenti e codicilli come una mummia nelle sue bende. L’unico modo che avevano per denunciare una legge elettorale illegittima e altre leggi truffa, era quella di lasciare il parlamento immediatamente e attivare un’opposizione effettiva nelle piazze e nei luoghi di lavoro. Da un atteggiamento passivo e sostanzialmente acquiescente (con i disegni di legge si puliscono il culo), passare a un’opposizione attiva. Era il minimo dovuto.


Non votare, non collaborare mai, è questione di decenza.

13 commenti:

  1. Bene, non votare: ti diranno grazie come lo dicono in Inghilterra, dove alle ultime amministrative il 15% degli aventi diritto di voto (dato che a votare ci è andato mediamente il 35% di questi, il dato peggiore della storia elettorale di quella terra) eleggono un sindaco. Magari alle prossime politiche potranno contarsi solo fra loro e la gran massa degli astenuti accontentarsi di yougurt ripieno di zuccheri.
    Chiedere diritti significa innanzitutto esercitare quelli che hai. E' una questione di disciplina prima che di lotta e di organizzazione.

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    1. Noi esercitiamo già i diritti fondamentali, sanciti in costituzione, il primo dei quali è di essere liberi, certo, ma liberi di venderci al miglior offerente, anzi, manco a quello, perché il prezzo della forza-lavoro è sottoposto al cartello padronale, alle dinamiche dell’internazionalizzazione del mercato delle braccia.

      La vostra è una concezione borghese dei diritti, che è un passo avanti rispetto alla concezione feudale, ma per il resto siete fermi al settecento, laddove lo stato politico ha esistenza separata dalla società civile, dove lo stato può sopportare la società civile soltanto nella forma commisurata alla norma, ossia ai rapporti di forza. E sappiamo bene da cosa siano determinati in primis i rapporti di forza in una società borghese: dai rapporti di proprietà.

      Voi divulgate la teoria dei diritti che però non sono dei diritti universali, o lo sono solo in forma limitata e fittizia, aleatoria, e sono invece solo dei diritti riconosciuti agli schiavi nella attuale divisione sociale del lavoro e nel dominio pieno del capitale. Che si possa costruire una società di diritti effettivamente universali con l’assistenza dello Stato, così come si costruisce una ferrovia, è degno della vostra fantasia.

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    2. Glielo ebbi a dire tempo fa, e glielo ridico ora: lei spesso, è migliore nelle risposte ai commenti dei lettori, che nei post che scrive.
      Dovrebbe intrattenersi di più nelle risposte ai lettori che scrivere post.
      Cordialità.

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  2. la rappresentazione della democrazia italiana ha raggiunto un angolo di incidenza troppo basso: si precipita.
    Quando dopo la sentenza consulta si è ritenuto di non dover comunque sciogliere le camere e, anzi, si è deciso di accelerare per mettere su addirittura un renzi, tutti i suoi fautori, gli ottimisti, tutti i vediamo cosa fa, si son essi stessi posti sul terreno rivoluzionario, ovviamente dalla parte sbagliata. E ora, o rientrano dalla loro avventura disperata o si aprono ottimi spazi per la deflagrazione del conflitto, quello vero.

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    1. per la deflagrazione del conflitto ci sono le premesse, ma non siamo assolutamente ancora nella situazione concreta perché si verifichi. al popolo dormiente e gaudente delle beghe sul senato e dintorni frega nulla. come ho già scritto molte altre volte, è necessario che mettano mano pesantemente su pensioni e stipendi pubblici, allora, ma solo allora, la situazione potrebbe deflagrare e pure con esiti imprevisti

      quanto alla "democrazia italiana" essa non esiste, è solo un regime fatto di concessioni e compromessi. la democrazia è altra cosa, pure quella borghese.

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    2. non è che fra gli esiti imprevisti che pronostichi in caso di conflitto potrebbe pure essercene uno temporale? Nel senso che ci si accorge tardi che in realtà il conflitto era già scoppiato. C'è chi le cose le capisce solo a posteriori; c'è chi le cose le capisce solo a carponi... Perché le pensioni future, per stare al tuo esempio, son già state sufficientemente toccate, dal mio punto di vista.

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    3. la verità è figlia del tempo

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  3. Sono d'accordo sul fatto che l'unica denuncia-protesta per un parlamentare è non mettere più piede in parlamento. Sul voto o non voto la questione è irrilevante dal momento che ci sono e ci saranno sempre almeno 10 milioni di elettori che andranno a votare per eleggere i loro parlamentari magna magna e per assicurerarsi profitti, elusione ed evasione fiscale ed altre impunità.
    I robot con sembianze umane sono strafeIici delle basse affluenze al voto. Con la faccia di corna che si ritrovano, più aumenta l'astensionismo e più bottiglie di champagne stappano.
    Con il tempo mi sto orientando sempre più verso il non voto presso atto di questa classe dirigente che, oltre a rubare e tenere in ostaggio il popolo, vive immersa totalmente in un capitalismo fallimentare ed è incapace di immaginare uno straccio di idea su come riprogettare il mondo e rivoluzionare la vita sul pianeta. Anche se sedessero in parlamento onesti pensatori con a cuore la vita del propri simili, costoro di certo cercherebbero di turare le falle, magari distribuendo qualche soldino agli schiavi per far riprendere gli acquisti ma senza mai metter mano ad un modello diverso di società.
    Mi sa che voto o non voto vedremo ancora tanti Letta e tanti Renzi proporsi quali guide per condurre il popolo alla schiavitù attraverso veloci e snellenti riforme.
    L'ucraina? Altri schiavi pronti a combattere. Un altro punto vendita di McDonalds.
    Ciao cara.

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    1. votare per un salariato è come se un borghese avesse votato a favore dei feudatari

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  4. possiamo solo usare gli strumenti che abbiamo.
    Ripiangiamo il buon Bersani che avrebbe calato le brache pur di fare un governo con grillo anche se poi ha negato.
    Ora c'è una sola possibilità: alleanza nazionale, l'unico partito della sinistra reale, possiamo votarlo sperando che riesca a rompere lo schieramento nazifascista di renzusconi.

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  5. Non si risponde affatto, Lei, col commento al commento (moderato, come la libertà libera domanda che si eserciti) se non con una serie di caratterizzazioni che hanno il sapore e l'odore di proiezioni piuttosto che di rappresentazioni della realtà. Ma questo terreno è sterile ed improduttivo. E, a questo punto, viene facile scrivere che il rossobrunismo è una colore che appare vistosamente quando si chiacchiera dell'inconsistenza dll'esercizio dei diritti democratici, quelli stessi che Lei poggia sulla sua cadrega mentre compie esercizio alle falangi per denunciarne la fallacia.
    Fare marxismo della domenica è, appunto, la più chiara evidenza dell'incapacità di fare festa nella ferialità della vita.
    Persino l'ultimo commento scrive:
    I robot con sembianze umane sono strafeIici delle basse affluenze al voto. Con la faccia di corna che si ritrovano, più aumenta l'astensionismo e più bottiglie di champagne stappano.
    E poi continua a scrivere (...)
    Con il tempo mi sto orientando sempre più verso il non voto presso atto di questa classe dirigente che, oltre a rubare e tenere in ostaggio il popolo, vive immersa totalmente in un capitalismo fallimentare ed è incapace di immaginare uno straccio di idea su come riprogettare il mondo e rivoluzionare la vita sul pianeta. Anche se sedessero in parlamento onesti pensatori con a cuore la vita del propri simili, costoro di certo cercherebbero di turare le falle, magari distribuendo qualche soldino agli schiavi per far riprendere gli acquisti ma senza mai metter mano ad un modello diverso di società.

    Ebbene, è lecito dissociare quello che fa la mano destra dalla mano sinistra... ma da qui ad autodefinirsi come ci si vuole solo per tentare l'ultima e frugale corrispondenza identitaria con la dispersione ed il naufragio che, di fatto, si sperimenta e si articola ogni giorno, non sana per nulla affatto nè lo stato di impotenza sofferto (che assume poi modalità scomposte e disarmoniche sul piano dialettico) nè l'uscita da quelle false coscienze che dovrebbero tanto esserle care.

    Infine:
    è necessario che mettano mano pesantemente su pensioni e stipendi pubblici, allora, ma solo allora, la situazione potrebbe deflagrare e pure con esiti imprevisti... Lei scrive
    Ovvero, viene da riflettere che Lei sia appartenuta o appartenga ad una delle due categorie di privilegiati del Welfare State di impronta social-liberale e borghese, che adesso traggano vantaggio da quella situazione "borghese" essendo, vedasi gli ultimi dati sul gettito fiscale 2012, coloro (sono metà dei contribuenti - 45 anni e oltre) che generano il 65% del gettito fiscale complessivo IRPEF di questo Paese, mentre a coloro che non sono e non potranno mai più accedere alle poltroncine borghesi così tanto vituperate (popolazione attiva dai 15 ai 44 anni) non restano che miseri salari e stipendi, quando lavorano, generando appena il 35% del gettito fiscale, seppur rappresentano il 45% complessivo dei contribuenti.
    Come vede, Louise, i dati, e non solo quelli della storia, inchiodano anche Lei alle sue responsabilità. Non ostante la sua ostinazione a non volersene assumere... in attesa che il 4° miracolo di FATIMA si compia!

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  6. "l'ultima e frugale corrispondenza identitaria con la dispersione ed il naufragio che, di fatto, si sperimenta e si articola ogni giorno"

    Nel mare dominano venti e correnti che, se osservate con cura, permettono di individuare mete al di là dell'orizzonte a cui arriva l'occhio.
    Così una parte di ciò che naufraga è destinato a giacere sul fondo degli oceani, una parte arriverà immancabilmente dove la corrente la sospinge.
    E la corrente stessa coagulerà ciò che sembra disperso.

    Sull’atlante di Olympe sono scrupolosamente notati, con responsabilità feconda, terre, mari, venti e correnti.
    Ciao N.O.I.g

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  7. Per stare al post ne condivido in pieno la conclusione. Ci aggiungerei lo slogan dei lavoratori delle fabbriche recuperate argentine: Occupa/Resisti/Produci... Viviamo la fine di un sistema, il capitalismo, e per ora sulla base delle lezioni avute dalla storia almeno nell'ultimo secolo- ma ce ne sarebbero di interessanti anche molto molto prima- possiamo almeno provare ad andare in un'altra direzione. Nessuno ha il libretto delle istruzioni: gli occhi, le orecchie si. Le antenne per capire, magari l'esperienza, magari lo stare là dove succede qualcosa possono rinforzarsi e crescere. Non ho mai visto nessun sistema politico che di fronte al proprio fallimento abbia detto "Ce ne andiamo, avete ragione voi" Non ho mai visto nessun sistema politico cadere grazie agli strumenti che ne hanno garantito il (mal)funzionamento. Il voto è uno di questi strumenti. Ovvio che se ci limita a stare a casa ognuno per se i tappi di champagne salteranno. Ma se le piazze saranno piene-il giorno delle elezioni, quello prima e quello dopo- non credo che lorsignori avranno molto da festeggiare....

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