giovedì 8 novembre 2012

Il più meglio



Quelle negli Usa sono state le elezioni più costose della storia, a dispetto della crisi e dell’enorme debito pubblico americano (700 miliardi di dollari regalati quasi tutti agli speculatori e tre manovre di quantitative easing in tre anni), e alla faccia dei disoccupati e di quei 46 milioni che vivono con i buoni pasto governativi. E va segnalato che anche questa volta l’Onu non ha mandato i suoi osservatori a sorvegliare il voto negli Usa. In considerazione dei brogli clamorosi del passato e soprattutto delle modalità di voto, gli osservatori Onu avrebbero avuto senz’altro molta materia per indagare.

La misura dello stato confusionale nel quale è tenuto il popolo statunitense è rivelata da un exit poll della NBC: il 54 per cento degli intervistati ritiene che il sistema economico degli Stati Uniti favorisce i ricchi piuttosto che essere equo per tutti. Il che significa, guardando l’altra metà del bicchiere, che non sono pochi coloro che ritengono che il sistema economico degli Usa sia equo! La metà degli intervistati ha detto che Romney avrebbe favorito i ricchi, ma oltre un terzo ha dichiarato che avrebbe favorito la classe media e il 2 per cento (immagino si tratti dei petrolieri texani) ha detto sfrontatamente che avrebbe favorito i poveri.

Obama ha vinto contro un repubblicano, ex-CEO di Bain Capital, che si presentava con un look e le idee di J.R. Ewing. Ha vinto il meno peggio, essendo diventato il Partito repubblicano apertamente fascista. I repubblicani hanno subito una debacle al Senato, ma ciò non cambierà la situazione di una virgola, dato che al Congresso comandano loro. Sono altresì importanti le ultime dichiarazioni del riconfermato presidente, poiché egli ripagherà i suoi elettori con riforme finte e tagli ancora più devastanti per le loro condizioni di vita. Il "grande patto" che si è impegnato a negoziare con i repubblicani sarà a spese della classi più deboli e dei programmi sociali. Non per nulla Julian Castro, scelto da Obama come relatore principale alla convention democratica, ha detto che le elezioni sono state “un mandato per il compromesso”.

Obama ha anche salutato i militari americani, citando in particolare le truppe delle forze speciali. Peraltro il premio Nobel per la pace non ha preso nessun impegno per il ritiro immediato dall'Afghanistan, nessuna chiusura di Guantanamo, mentre non è da escludere un intervento in Siria o Iran. Obama ha sottolineato che il meglio deve ancora venire. Ne è convinta anche la fazione di destra della borghesia italiana, finanziaria e lobbista, sostenuta anche da Giorgio Napolitano. E sappiamo bene quali rapporti sussistano tra gli Usa e questo statista fin dagli anni Settanta.

8 commenti:

  1. Non c'entra niente, ma... auguri: oggi è il 18 brumaio!

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    1. grazie molte (di solito l'anniversario è il 9 novembre)

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  2. Salve Olympe.

    Ma si sa la percentuale di astensionismo quale è stata in queste elezioni USA?
    Per me credo, sia importante sapere questo dato.

    Poi, segnalo sull'argomento, questo VD di Chomsky:
    http://www.youtube.com/watch?v=xgPSe0Ykdzs
    dal titolo (significativo) "Gli Stati Uniti non sono una democrazia".

    Saluti da F.G.

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    1. Buongiorno Olympe.

      Però non ha risposto alla domanda, riguardo l'astensionismo nelle elezioni presidenziali USA.

      F.G

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    2. in generale succede questo:
      http://www.unrestmag.com/a-vote-for-abstention-us-elections-2012/

      i voti validi sono stati 119.234.657, l'affluenza è stata del 57,5%

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  3. Mi permetto, con tua grazia, di propagare il post sul mio profilo facebook.
    Ti ringrazio di nuovo per tutto il lavoro che svolgi.
    Saluti,
    Giacomo.



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