mercoledì 28 novembre 2012

A calci nel culo



Dice Monti Mario (un magliaro delle tre carte, ma fa tanto fino all’estero il suo aplomb) che la spesa sanitaria non è sostenibile se non integrata con diverso finanziamento da quello statale (paghiamo noi che paghiamo tutto, ticket compresi). Che nella sanità ci siano sprechi a volte scandalosi si sa, specialmente quelli a favore delle multinazionali farmaceutiche o della sanità privata. Vogliamo puntare sulla mangiatoia delle assicurazioni come negli Usa, vogliamo far gestire i nostri ospedali come il San Raffaele?

Non ci siamo ancora resi conto di chi è Monti, di quanto poca cosa sia quest’uomo e la sua ideologia liberista, gli interessi che serve la sua “agenda”. L’Ocse stima il debito pubblico al 127% nel 2012, al 129,6% nel 2013 e al 131,4% nel 2014. Personaggi come Monti e Grilli andrebbero cacciati a calci nel culo! La storia dello spread poi ha veramente dell’incredibile. Il debito italiano è ormai detenuto quasi tutto dalle banche e dai famosi risparmiatori italici; quando si parla di mercati, si deve intendere anzitutto le nostre banche. Quanti spettatori di Ballarò sanno che il costo medio ponderato del debito pubblico italiano è oggi al 3,61%, uno dei più bassi della storia e che la curva dei rendimenti sotto i cinque anni è abbondantemente a tassi reali negativi, un inedito?

Tutto questo grazie a Monti e Draghi che hanno salvato e ingrassato le banche (anche miliardi di derivati – nel momento peggiore della crisi – ad una nota banca d’affari straniera), le quali non hanno più alcun interesse a investire in Italia quando possono guadagnare speculando. Monti, la sanguisuga esattoriale dei poveri cristi, ha strangolando l’economia e ci ha condotto a consumi privati mai così bassi dal dopoguerra. Non così per i virtuosi tedeschi, i quali in termini assoluti hanno un debito superiore al nostro, ma grazie al mitico spread, a una bilancia degli scambi sempre ultra favorevole e alle cure recessive che impongono agli altri, possono spendere e spandere. Noi invece – in piena recessione – riduciamo i consumi interni e chiudiamo la più grande acciaieria d’Europa dopo che per decenni una classe politica infame e una burocrazia corrotta ha manipolato i dati sull’inquinamento e evitato d’imporre ai padroni dell’Ilva il risanamento e la messa in sicurezza degli impianti (fenomeno peraltro assai diffuso).

Quali sono le linee strategiche di politica industriale del governo Monti, c'è un programma? Qualcuno lo sa dire? Nessun programma e una sola è la linea: svendere. Per quanto riguarda l'Ilva, uno dei siti produttivi più strategici (Taranto, Racconigi, Marghera, Novi Ligure, Cornigliano), è la magistratura a decidere già da mesi senza che il governo alzi paglia. "Una manna per i gruppi francesi e tedeschi", scrive non a caso Il Sole 24ore. Ora il governo ci metterà una pezza con un decreto. Sempre con le pezze al culo. Per fortuna tra un mese potremmo dare la caccia agli scontrini fiscali tra le baite alpine.

Intanto milioni di giovani non lavorano e non studiano, in qualche modo campano (sulle spalle delle famiglie, finché queste potranno farlo) e passano il loro tempo digitano sulle playstation e sui smartphone, quando non si ubriacano. In buona parte sono dei rincoglioniti tra i venti e i trent’anni che non hanno la minima idea di cosa vogliono fare. Per non dire degli eredi di molte imprese medio-piccole (ma anche giganti come la Fiat) che invece d’investire si sono mangiati tutto o hanno chiuso portando il malloppo altrove. Sempre più spesso le attività industriali e tecniche sono trasferite all’estero, e in Italia resta un piccolo presidio commerciale per prendere gli ordini, sfruttare all’osso il lavoro precario e pagare le tasse. E invece Monti ha in testa le assicurazioni private sulla salute e i relativi dividendi azionari, ovviamente.

4 commenti:

  1. una sonora pedata con annessa cacciata dal suo dicastero all'ex Intesa Corrado Passera che dopo aver fatto il suo bel figurone bloccando l'auto-regalino che Berlusconi si era fatto col passato esecutivo , il famoso "Beauty Contest" , ha finto di dare un forte segnale politico mettendo all'asta le frequenze televisive , segnale che fino ad oggi è stato continuamente rimandato e che rischia o di saltare ( fino ad oggi le nuove regole hanno suscitato
    una serie di perplessità da parte della Commissione europea ) o di non trovare concorrenti , con grande soddisfazione di berlusconi e confalonieri che hanno già preconizzato che l'asta andrà deserta .l'ennesimo regalo rimandato a Mediaset , mentre la Ministra Fornero piange per la mancanza dei fondi destinati ai malati di SLA .lucilla

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  2. Sei troppo cattiva con i giovani. Non sono mica tutti così. Io vedo anche molti ragazzi che si fanno delle domande e provano a darsi delle risposte (come Marzullo), e la polizia che li prende a manganellate casomai dovessero convincersi che si può fare una vera lotta politica.

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    1. ciao Pietro. non tutti, ma molti sì, sono dei rincoglioniti, confermo

      parlo con questi giovanotti e francamente spesso mi fanno venire il latte alle ginocchia. qui poi nel veneto si può cogliere fior da fiore. spero meglio altrove

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