martedì 19 gennaio 2021

Una società di molluschi

 

Oltre al coronavirus e alle sue infinite varianti, della controversia sulla fornitura dei vaccini e la crisi di governo, mai formalizzata, sussistono altre realtà che riguardano decine di migliaia di posti di lavoro e l’economia in generale, ossia quella sfera d’interessi e attività che ci consente ogni giorno di fruire delle necessarie vettovaglie e di vari supplementi di “ristoro” (*).

Sabato è entrata in vigore la fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e PSA Group, il produttore francese di Peugeot, Opel e altri importanti marchi automobilistici europei, dando vita al nuovo gigante automobilistico globale Stellantis NV, società per azioni di diritto olandese (chissà perché ...).

La fusione da 43 miliardi di euro, annunciata nel 2019, avrà conseguenze di vasta portata in tutto il settore automobilistico. Stellantis diventa la quarta casa automobilistica per volume di vendite, superando General Motors e Ford e dietro solo a Volkswagen, Toyota e l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. In termini di utili operativi, è al terzo posto. Stellantis impiega 409.500 dipendenti, con attività in 29 paesi di tutti i continenti.

John Elkann, erede della dinastia Agnelli, fungerà da presidente e l’ex CEO di Fiat Chrysler (FCA), Mike Manley, guiderà le operazioni dell’azienda in Nord America. L’ex CEO del gruppo PSA, Carlos Tavares, specialista di “turnaround” e taglio dei costi, sarà l’amministratore delegato di Stellantis.

La costituzione di Stellantis segue il processo di concentrazione (legge universale e fondamentale dello sviluppo del capitalismo) e d’integrazione globale industriale- finanziario (che garantisce, nella lotta concorrenziale e in termini di costi, una maggiore stabilità al saggio di profitto), ed è anche segno del prolungato declino del dominio industriale americano, e ciò non potrà che avere importanti implicazioni geopolitiche (**).

I ministri di Italia e Francia, Stefano Patuanelli e Bruno Le Maire, si sono congratulati per l’avvenuta fusione e il “rafforzamento della leadership industriale dell’Europa”. Con una differenza tra Francia e Italia: i tre maggiori proprietari di Stellantis saranno Exor, la holding della famiglia Agnelli (14,4 per cento), la famiglia francese Peugeot (7,2%) e lo stato francese (6,2%), Dongfeng Motor Corporation, azienda cinese con sede a Wuhan (5,6%). L’Italia, in quanto tale, non è azionista della nuova multinazionale, in attesa delle solite geremiadi in caso, probabile e non solo eventuale, di tagli alla produzione e all’occupazione.

(*) Per avere un’idea dei rapporti di forza nell’ambito di una società di molluschi come l’attuale, e per contro di un pugno di personaggi perlopiù anonimi che contano realmente (si parla tanto genericamente di élite), basta fare un esempio: quanti sanno chi è Fiona Clare Cicconi? Forse nemmeno molti lavoratori FCA lo sanno, figuriamoci gli altri. Già chief human resources officer di AstraZeneca fino al 2020 e da questo mese chief people officer di Google, è anche uno dei direttori di Stellantis, nonché la rappresentante dei lavoratori scelta da Elkann (senza consultare i sindacati, che contano nulla).

(**) Sia Ford che GM, da parte loro, sono state costrette a ritirarsi e ridimensionare la loro presenza globale negli ultimi anni, tagliando migliaia di posti di lavoro all’estero. Ford ha annunciato proprio questo mese che avrebbe staccato la spina ai suoi stabilimenti brasiliani, e s’ipotizza che potrebbe essere sul punto di lasciare l’India. GM ha annunciato l’anno scorso che stava uscendo da Australia, Nuova Zelanda e Thailandia.

lunedì 18 gennaio 2021

Louis van Beethoven

 

Anche in Italia, in occasione del 250esimo anniversario beethoveniano, e dopo che è stato dato dalla tv tedesca (con sottotitoli in inglese), anche Sky ha trasmesso il film biografico sul compositore: Louis van Beethoven.

Il film, scritto e diretto da Niki Stein, pur sollevando molti dei temi centrali della vita e dell’epoca di Beethoven, alla fine non riesce ad offrire al pubblico il pieno significato di Beethoven sia come genio musicale e anche come serio pensatore politico. Sono messi in scena due Beethoven, uno giovane e un compositore anziano e prossimo alla morte (interpretato da un ottimo Tobias Moretti). Un continuo flash-back tra questi due periodi della vita di Beethoven può infastidire e disorientare lo spettatore.

Figlio di un musicista poco talentuoso di Bonn, piccola città vicino ai confini belga e francese, il futuro compositore viene forzato giorno e notte dal padre, autoritario e forte bevitore, che spera di trasformarlo in un secondo precoce Mozart (il giovanissimo Beethoven è interpretato da Colin Pütz, uno dei più promettenti pianisti oggi in Germania.) In termini di posizione sociale della famiglia e di accrescimento musicale di Beethoven, quasi tutto dipende dalla buona volontà della corte dell’arciduca Maximilian Franz d’Asburgo- Lorena, ultimo principe-elettore di Colonia.

domenica 17 gennaio 2021

C’è differenza

 

Cesare Battisti, condannato in contumacia per quattro omicidi. Per lungo tempo latitante, ora sta scontando l’ergastolo nel carcere di Rossano Calabro, quello in cui sono rinchiusi esponenti di Al-Qaeda (“Guantanamo calabro”). In isolamento da due anni, ossia da quando è stato arrestato, monitorato 23 ore al giorno, la sua posta è censurata, senza contatti con il figlio di 6 anni, gli viene rifiutata la qualifica di scrittore e l’accesso a un computer nonostante i suoi quindici thriller pubblicati.

Un romanzo scritto prima del suo arresto in Bolivia ha raggiunto Parigi presso l’Editions du Seuil, che per il momento ne ha sospeso la pubblicazione dato il baccano mediatico sulla vicenda giudiziaria dell’autore; tuttavia l’editore ha inviato una lettera alle autorità italiane per certificare l’associazione del detenuto con un’importante società di letteratura francese. Nessun risultato.

Anche i carcerati hanno dei diritti, quali che siano i reati di cui si sono resi colpevoli. C’è differenza tra giustizia e vendetta di Stato.


Saper pensare

 

Oggi, per santificare degnamente la giornata del signore, vorrei proporre, a chi ne avesse voglia e curiosità, un’omelia scritta quasi otto anni fa, dal titolo: Saper pensare, Ateniesi. Credo sia ancora molto attuale (non ho mutato neanche una virgola), in riferimento a varie situazioni.


sabato 16 gennaio 2021

Costruttori o muratori?

 

Il partito si destò; il segretario riprese i sensi, gli sfuggì un sospiro. Nessuno ci badò.

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Costruttori o liberi muratori? Compasso o cazzuola fa lo stesso.

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Le due allocche erano così dimesse che si compiacquero di stare zitte.

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Lui si credette, e fu creduto da molti, ma poi non seppe distinguere il bene dal meglio, sicché ora ha finito per non distinguere il male dal peggio.

È uno di quelli che si vanta di aver capito tutto prima degli altri, ma non ha saputo fare né la pace né la guerra. Farà il callo alle ingiurie e alla disgrazia, che merita tutte.