venerdì 8 novembre 2019

La fine di un gigantesco equivoco


Ci sono più di 80 università e college in Germania. Nessuno di questi enti è guidato da un tedesco orientale. Ci sono più di 200 ambasciatori tedeschi, ma non ci sono quasi tedeschi dell'est. E per lungo tempo c'era solo un segretario di Stato della Germania orientale, Stephan Steinlein, che era al ministero degli Esteri (*). Per non parlare dell’umiliante querelle che seguì l’unificazione sul riconoscimento delle qualifiche professionali, cosa che faceva apparire i tedeschi dell’Est come una massa di analfabeti da “rieducare” anche sotto il profilo tecnico-scientifico.

Ad ogni modo il diciotto brumaio 1989 ha messo fine a un gigantesco equivoco durato fin troppo, e cioè che il dogmatismo di stampo stalinista (**), quella falsa rappresentazione del comunismo e del materialismo dialettico che ha esercitato la sua influenza in modo devastante sulle società dell’est Europa e universalmente sul marxismo teorico, avesse a che fare con il comunismo. Non si possono confezionare a priori le società e gli uomini e imporre loro vedute e opinioni che hanno il benestare delle autorità statali. 

mercoledì 6 novembre 2019

Non più di tre pasti il giorno


La Lega, secondo i sondaggi, sale nei consensi e i soliti altri scendono. Il motivo fondamentale non riguarda solo l’incertezza mostrata dal governo sulla prossima manovra economica e certe annunciate misure ad capocchiam, quanto il fatto che gli sbarchi degli africani sono ricominciati. Errore non essere andati alle elezioni, doppio errore non aver lasciato fosse la Lega e i suoi compari a sbrogliare la matassa dell’immigrazione e quella dell’aumento dell’Iva. Triplo esiziale errore è stato quello di fare un governo in condominio con un imbecille, anzi con due, più precisamente un governo d’idioti.

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La situazione dell’ex Ilva di Taranto meriterebbe un’analisi psichiatrica prima ancora che una riflessione di strategia industriale, magari con la definizione degli obiettivi entro un piano di politica economica e sociale. Ma che vai a dire quando dio vuole che a occuparsene siano ancora e sempre dei folli, per cui c’è da temere che finirà grossomodo come la faccenda Alitalia (un milioncino di euro buttato ogni giorno, pari a 365 nuovi asili nido l’anno, per esempio), a meno non si tratti, poiché tutto può essere in questo paese di debosciati, di un deliberato piano di affossamento, la qual cosa sarebbe ancora più demenziale. Un discorso a parte meriterebbe la magistratura, non solo su questo caso, ma non vale la pena di rischiare.

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martedì 5 novembre 2019

Gutenberg, non Hitler


Ogni giorno ha il suo divertimento.  Il Domenicale del Sole 24ore prende la sua cantonata. La didascalia della foto che accompagna l’articolo recita: “Il monumento in ricordo del rogo dei libri del 1933 a Piazza Bebel (Bebelplatz) sul lato sud di Unter den Linden”.

Precisazione topografica fuorviante a parte (*), che cavolo c’entrano Grass, Böll, autori del dopoguerra, ma per altri versi anche Lutero, Kant, Schiller, Die Gebrüder Grimm (i fratelli Grimm !?) con i falò di libri accesi il 10 maggio 1933? E poi, perché solo autori tedeschi? E soprattutto dov’è Marx, che piaceva tanto fatto arrosto e ora piace lesso e senza barba? Evidentemente la colonna di libri in effigie riguarda altro.

A Berlino, nella Bebelplatz sono collocati effettivamente targhe e monumenti a ricordo dell'evento del 1933, ma la "scultura" della foto non c’entra nulla. Anzi, non esiste più dal 2006. Ebbe vita per pochi mesi in occasione dei mondiali di calcio ed era dedicata a un certo Johannes Gensfleisch, un orafo e, a tempo perso, tipografo.

Bastava leggere qui.

(*) Dire "sul lato sud di Unter den Linden" è come dire sul lato sud della Nomentana a Roma.



lunedì 4 novembre 2019

La storia secondo Melloni e il solito Chiaberge

Con aggiornamento e riproduzione di documenti in nota.







Franz Papen e Angelo Roncalli indubbiamente si conoscevano, si dice anzi che fossero amici (*). Tuttavia è assurdo affermare che nel 1941 Roncalli rinfacciasse le camere a gas a Papen; queste non erano state ancora attivate e ad ogni modo nessuno ebbe notizie di esse per molto tempo ancora (anche negli ambienti più informati). Si ricordi che la conferenza di Wannsee è del gennaio 1942 (**).

Quello che è certo: dopo la morte di Pio XI, nel febbraio del 1939, il suo successore Pio XII non rinnovò a Papen il titolo onorario di Cameriere papale; Giovanni XXIII restituì a Papen il titolo il 24 luglio 1959. E fece anche molto di più quando quel criminale, che ebbe parte non trascurabile nell’ascesa di Hitler al cancellierato (e fu suo Vice) e in altre spregevoli azioni al servizio dei nazisti, fu processato a Norimberga.

È di rilievo, sul sito della Yale Law School, il giudizio contrario del membro sovietico del Tribunale militare internazionale di Norimberga, Iona Timofeevich Nikitchenko, in opposizione alla sentenza relativa, tra gli altri, all’imputato von Papen. La relazione del giudice sovietico contraria alla mite condanna inflitta a Papen fu scritta assieme al giudice inglese William Norman Birkett.

Sovrapporre a Salvini dei giudizi espressi a suo tempo su Hitler è davvero risibile. Se la situazione non cambia in meglio (e non cambierà) ci sarà da digerire ben altro che Pane & Nutella. 

(*) Sui rapporti tra Roncalli e Papen: Rapporto di mons. Roncalli sulla sua visita a von Papen, ambasciatore ad Ankara, il 13 agosto 1940, in: Le Saint Siège et la guerre in Europe, Libreria editrice vaticana, 1967, pp. 105-111.



E, ancora poi nel 1941:


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«Roncalli asserì in un discorso per la commemorazione dei Patti Lateranensi in San Marco nel 1954: nonostante Mussolini fosse divenuto, in seguito, motivo di grande tristezza per il popolo italiano, è umano e cristiano ricordare “la sua valida e decisa cooperazione allo studio e la conclusione dei patti lateranensi”», sta in: Pio XI nella crisi europea, a cura di R. Perin, edizioni Ca’ Foscari, Atti del Colloquio di Villa Vigoni, 4-6 maggio 2015, p. 235.

"Nonostante" questo e quell'altro per i preti ciò che conta è la pecunia (QUI).


(**) «Alla fine del 1941 [i] primi esperimenti con i furgoni a gas, un metodo considerato più adeguato all’umanità degli esecutori. Ma quei furgoni-killer non presero mai  piede» (Adam Tooze, Il prezzo dello sterminio, p. 580.

Lo sterminio degli ebrei da parte nazista aveva sicuramente motivazioni ideologiche, ma queste durante il conflitto mondiale dovevano passare in secondo piano rispetto a motivazioni di ordine economico.  Ad Auschwitz (unico campo di sterminio con camere a gas) o nel resto della Polonia, si eliminavano gli ebrei non abili al lavoro soprattutto per questioni di economia alimentare. Per lo stesso motivo si fecero morire d’inedia centinaia di migliaia di prigionieri russi e di altre nazioni, compresi migliaia di italiani internati.

domenica 3 novembre 2019

In memoria


Pier Paolo Pasolini si doleva della scomparsa delle lucciole. Dispiace a tutti di quella e di altre estinzioni causate dall’industrializzazione e dall’urbanesimo. In quegli anni da noi scompariva anche e in gran parte l’antica miseria, che alcuni dicono avesse una sua dignità, considerazione di chi non ha visto bene in faccia quella realtà che a sé tutto piegava e avvolgeva.

Oggi siamo alle prese con le cosiddette “nuove povertà”, assolute e relative, vere o solo percepite. Le statistiche ci parlano di un milione di bambini che vivono condizioni di povertà in Italia. Una situazione gravissima e che dovrebbe quantomeno imbarazzare chi farnetica di etica meritocratica e vanta la costruzione di nuovi bastioni di Orione. Ma tant’è.

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