sabato 8 giugno 2019

Eccheccazzo


Un paio di settimane fa l'avevo scritto chiaro:


Luigi, "da non confondere con il Consiglio europeo". Eccheccazzo, non si può continuare così:


venerdì 7 giugno 2019

Forse, ma anche no



Non era meglio se il sottosegretario Luigi Gaetti rimaneva a fare il medico?

Rapporti sociali e tabaccherie di legno

Battista sul Corriere di oggi, in un articolo dal titolo Il lavoro dimenticato,  scrive che l'attenzione verso il mondo del lavoro: "Sarebbe un primo passo verso quel dialogo con i ceti popolari che è uscito dall'orizzonte stesso della politica e anche della mentalità dei partiti della sinistra". Posto che il "dialogo" non basta, c'è anzitutto da chiedersi (ripeto ancora una volta ) quale sia la composizione sociale e i percorsi esperienziale dei quadri intermedi e di quelli apicali del PD,  dunque gli interessi reali che essi rappresentano. Il resto sono chiacchiere e tabacchiere de legno.

lunedì 3 giugno 2019

Eia eia alalà




E voi temete le nostalgie fascistoidi di Salvini?

(Nella foto alcuni non c'entrano, e ne mancano molti altri ...).

domenica 2 giugno 2019

Il crepuscolo borghese degli dei



Questo post è stato vergato tra le ore 1.15 e le 3, complice l’abbondante cena ben innaffiata. Del resto, gli anniversari vanno festeggiati. La festa è una delle massime espressioni della cultura umana. I cani e gli economisti non hanno nulla da festeggiare, salvo scodinzolare quanto i loro padroni con condiscendenza li gratificano di una carezza o un lucroso incarico. A volte può capitare che un cane azzanni il proprio padrone; un economista non lo farebbe mai.

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Gli economisti borghesi e certi loro seguaci “ultrasinistri” considerano la circolazione come la base dell’economia capitalista. Al fine di non imbattersi nel problema della teoria del valore, e nelle conseguenze pericolose per l’ordine sociale esistente che essa comporta, tutti costoro evitano qualsiasi analisi del processo di produzione, limitandosi a quello dei fenomeni di mercato.

Questa caratteristica è comune a tutte le scuole economiche borghesi moderne, da quella marginalista, a quella keynesiana e a tutte le altre.

La tendenza a considerare solo il valore di scambio, riduce l’economia borghese all’analisi delle relazioni tra prezzi, così come esse sono date sul mercato. Procedendo dai prezzi, invece che dai valori, non si è in grado di andare di là della superficiale apparenza delle merci e si finisce col cadere vittime del feticismo di esse.