Secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Associazione cinese per la gestione patrimoniale, alla fine di aprile i fondi di investimento privati del Paese detenevano un patrimonio complessivo di 23.460 miliardi di yuan (3.460 miliardi di dollari USA), in aumento rispetto ai 20.220 miliardi di yuan dell’anno precedente.
Il presidente Xi ha sostenuto che la Trappola di Tucidide non esiste (“there is no such thing as the so-called Thucydides Trap in the world”), poiché le grandi potenze possono coesistere pacificamente se si trattano da pari ed evitano mentalità da guerra fredda.
Il presidente cinese pone la questione sul piano della soggettività, della mentalità, della diplomazia. Xi è molto astuto, sa bene che, per contro, la natura e la forza delle cose, come solito, porteranno alla solita storia. E la solita storia sarà una guerra catastrofica a cui né la Cina né gli Stati Uniti sopravvivranno. Nei fatti, la Trappola di Tucidide è proprio questa.
Xi sa bene che è solo questione di tempo, non di fair play diplomatico. Il fattore tempo, il guadagno di tempo, gioca dalla parte della Cina. Per gli Stati Uniti, la resa dei conti con Pechino è, e sarà sempre più, una questione di vita o di morte. Il sorpasso commerciale è già un fatto da quasi vent’anni, così come è avvenuto negli investimenti, e pure quello nel settore delle pubblicazioni scientifiche. Il sorpasso tecnologico e nei brevetti s’annuncia a breve (un lustro al massimo).
Quanto all’Europa, nel torno di pochi anni subirà un collasso economico e sociale diverso e addirittura amplificato rispetto a quello degli anni Trenta. Nei diversi fattori della sua crisi, quella della riproduzione sociale è un aspetto fondamentale. Una crisi che ha già colpito anche gli Stati Uniti e che progressivamente colpirà anche la Cina. Con la differenza, tanto per dirla con quello che sembra solo uno stereotipo, che i cinesi hanno gli occhi a mandorla.
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