Nell’attacco missilistico contro Kiev dei giorni scorsi, la Russia ha lanciato oltre 700 droni, sono state utilizzate armi ipersoniche come i missili Oreshnik e Zircon (quest’ultimo in versione terrestre), insieme a diverse decine di missili balistici Iskander. Secondo fonti ucraine, l’attacco a Kiev ha causato due morti e 88 feriti. I media ucraini hanno riferito che il numero relativamente basso di vittime non è dovuto all’efficacia delle difese aeree: tutti i missili Oreshnik e Zircon hanno colpito i loro obiettivi e due terzi dei missili Iskander non sono stati intercettati.
Secondo fonti russe, alcune delle quali indirettamente confermate da fonti ucraine, sono stati colpiti obiettivi militari e industriali: tre grandi stabilimenti di produzione di elettronica militare a Kiev, un aeroporto e officine di assemblaggio per i droni ucraini Flamingo, nonché i temuti droni sottomarini nella città di Belaya Tserkov, 90 chilometri a sud di Kiev. Alcune settimane fa, questi droni sottomarini erano stati utilizzati in un altro tentativo di attacco al ponte che collega la Crimea. L’equipaggio di una motovedetta russa, la Sobol, era riuscito a sventare l’attacco solo con una manovra di collisione diretta, che ha causato la morte di tutto l’equipaggio.
La motivazione per l’attacco russo su larga scala è stato l’attacco di quattro droni ucraini su un dormitorio di una scuola professionale a Starobelsk, nella regione di Luhansk, venerdì scorso. Nel dormitorio vi erano ottantasei adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni. Secondo i necrologi pubblicati, 21 studenti sono rimasti uccisi nell’attacco (42 i feriti). La Russia ha classificato l’attacco come “terroristico” e ha respinto l’affermazione di Kiev secondo cui sarebbe stata colpita una struttura di addestramento per piloti di droni russi. L’Ucraina ha poi fatto marcia indietro, definendolo un “incidente”. La Russia ha respinto la tesi dell’incidente sostenendo che gli attacchi non fossero casuali.
In seguito all’attacco al dormitorio, i principali media occidentali hanno evitato di recarsi, su invito, in quel luogo. Ovviamente.
Attualmente in Bielorussia vi sono esercitazioni militari russo-bielorusse su larga scala, comprese quelle che coinvolgono forze missilistiche. Secondo Mosca, vere e proprie testate nucleari sono state trasportate in Bielorussia e montate su lanciatori tipo Iskander già dislocati nel paese. Questo è insolito, poiché di solito per le manovre si utilizzano testate inerti.
La Russia è ormai consapevole che la sua sopravvivenza militare, minacciata dall’Europa occidentale, dipende ormai quasi esclusivamente dalle sue forze nucleari, dall’impiego preventivo di armi nucleari tattiche. Le considerazioni dei principali consiglieri politici russi sulla necessità di contemplare l’impiego di armi nucleari, non sono certo esercizi di propaganda volti a ingraziarsi la frangia sciovinista dell’opinione pubblica russa.
Se a questi avvertimenti seguono ora manovre su larga scala della Flotta del Nord (il cui piano operativo esplicito prevede il lancio di armi nucleari strategiche), quindi il test di un missile balistico intercontinentale tipo Yars dalla Siberia e il più massiccio attacco missilistico a Kiev degli ultimi anni, allora questi avvertimenti rappresentano un segnale politico da parte della Russia all’Occidente nel suo complesso. Soprattutto perché Vladimir Putin, che fino ad ora si era distinto per la sua moderazione, sembra essersi lasciato convincere dai “falchi” russi.

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